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Conti e racconti d'impresa

Alice Zabeo: dagli studi in Farmacia a star del social branding

Ha lasciato la strada intrapresa con gli studi universitari e si è lanciata in un nuovo progetto imprenditoriale. "Non è una passeggiata" dice "e soprattutto non c’è un manuale per farlo"

Venticinque anni, laureanda in Farmacia all’Università di Pavia, star di Instagram con oltre 40 mila follower. Oggi Alice Zabeo è anche un’imprenditrice. È riuscita a mettere insieme le sue passioni e i suoi studi per creare una nuova start up: Bonnie Beauty. Del resto, come lei stessa dichiara, “non mi sono mai vista dietro un bancone a vendere farmaci”. Ai follower raccontava i viaggi, con le restrizioni da pandemia è cambiato tutto. Oggi spiega com’è iniziare un progetto imprenditoriale e sfata qualche mito sulla cosmesi.

Come ha deciso di diventare un influencer su Instagram? Con quale finalità divulgativa, in particolare?
Ho sempre amato viaggiare e condividendo la mia passione sui social, in particolare Instagram, ho iniziato a creare interesse in molte persone, di conseguenza i follower hanno iniziato a crescere. Oggi sono più di 40 mila. L’ultimo anno mi è stato impossibile viaggiare, quindi ho iniziato a raccontare maggiormente anche il mio lato scientifico e soprattutto i retroscena dell’azienda di cosmetici che stavo creando, Bonnie Beauty. I feedback sono stati positivi e tutt’ora racconto giornalmente com’è iniziare un progetto imprenditoriale e sfato qualche mito sulla cosmesi.

Le aziende del mondo della cosmesi e in più in generale quello della bellezza e del benessere come hanno accolto la nuova frontiera dell’influencer marketing?
Moltissimi brand ultimamente si affidano all’influencer marketing, soprattutto nel beauty perché è possibile far provare un prodotto ad una persona soltanto, l’influencer, che ha molte altre persone che si fidano del suo giudizio, quindi potrà poi consigliarlo ai propri follower se si sarà trovata bene. Nel beauty è particolarmente vantaggioso perché non si può sapere dal colore del tubetto se è un prodotto buono o meno, come invece si potrebbe scegliere il colore di una borsa. Questo fa sì che l’influencer marketing sia una risorsa fondamentale per i brand beauty.

Pensa che il successo di Chiara Ferragni, pioniera in questo ambito, abbia incoraggiato tante ragazze a provare la strada di diventare influencer?
Assolutamente, Chiara Ferragni, come tante altre, hanno inventato un vero e proprio lavoro un decennio fa. E grazie ai social, ad oggi, ci sono numerosi ragazze e ragazzi che hanno capito la potenza della comunicazione digitale e ne hanno fatto una professione.

Un buon influencer quali caratteristiche deve avere? È vero, come sostiene Seth Godin, guru del marketing, che il mondo degli influencer è sul viale del tramonto?
Avere qualcosa di interessante da raccontare al proprio target. È l’unica caratteristica fondamentale. Credo che qualsiasi mercato debba innovarsi se non vuole scomparire, tuttavia credo anche che nel mondo la comunicazione giocherà sempre un ruolo primario. Quindi i buoni comunicatori, creatori di contenuti, quali gli influencer, avranno sempre un posto nella nostra società. Magari cambierà la piattaforma dove comunicheranno, ma il ruolo che hanno rimarrà tale ancora per molto tempo.

Ad un certo punto, lei ha deciso di dare vita ad un’attività imprenditoriale con Bonnie Beauty. Con quali obiettivi in particolare?
Fare qualcosa di cui andare fiera che potesse aiutare anche solo una singola persona a sentirsi meglio con se stessa. Bonnie Beauty, oltre ad essere un brand di cosmetici, mi piace pensare che sia una ventata di fiducia in se stessi. Dopo mesi di studio, test, formulazioni, è nato il primo prodotto firmato Bonnie Beauty, la Sleeping Mask: una maschera viso adatta ad ogni tipologia di pelle. Attraverso un test della pelle, disponibile su bonniebeauty.it, il nostro algoritmo crea la combinazione di attivi più adatta alla tipologia di pelle e viene spedita a casa la Sleeping Mask su misura. Bonnie Beauty, però, non è solo un’azienda cosmetica, ma un movimento che mira a creare consapevolezza scientifica sulla cura della pelle e sui suoi bisogni a tutti gli appassionati di skincare. Nasce come una chiamata ad agire sulla propria vita per stare meglio, per avere una vita migliore. Il cambiamento richiede impegno, costanza, prendersi cura di sé, vuol dire amarsi.

Del team chi fa parte? E quali sono le competenze dei fondatori?
Io sono la fondatrice e mi occupo della parte di ricerca e sviluppo, avendo studi scientifici alle spalle. Mariangela Miranda si occupa di operations e fa in modo che fili sempre tutto liscio nei vari processi aziendali. Erica Landonio si occupa dei social e delle strategie di marketing. Arianna Chierici si occupa della brand identity di Bonnie. Giorgio Garuti tiene le redini contabili ed amministrative della società. Chiara Tocco si occupa di customer care e fornitori.

Da influencer a startupper non è una scelta che tanti giovani riescono a fare. Secondo lei perchè?
Ho scelto di diventare startupper perchè mi sono chiesta che cosa volessi fare nella vita e come potessi creare qualcosa di cui poi essere orgogliosa. Ho sempre avuto la vena da imprenditrice, dovevo solo creare il progetto giusto da portare avanti che mi facesse sentire bene. La pelle di ognuno di noi è diversa ed ha necessità differenti. Credo che la skincare su misura sia il modo per prendersene cura al meglio, per questo ho creato Bonnie Beauty. Non è una passeggiata creare un’azienda dal nulla e dirigerla, e soprattutto non c’è un manuale per farlo, si impara tanto dai propri errori e da quelli degli altri. L’imprenditore ha una vita piena di alti e bassi, momenti di gioia, seguiti da momenti di sconforto, però credo sia il prezzo da pagare per poter scegliere ogni giorno quello che vuoi fare. Ed io non ne potrei essere più contenta.

Qual è la road map della start up Bonnie Beauty? Quali le prossime tappe?
Questo mese procederemo con un aumento di capitale per avere i fondi necessari per fare pubblicità e quindi ingrandire la nostra community. Ci sono anche nuovi prodotti all’orizzonte ed appena sarà possibile mi piacerebbe organizzare un vero e proprio evento Bonnie Beauty dove fare una beauty routine insieme e tante altre attività. Se penso all’anno prossimo invece vedo Bonnie che diventa un vero e proprio movimento e si espande in altri paesi europei. Farò del mio meglio perchè tutto questo diventi realtà.

Un consiglio che si sentirebbe di dare a ragazze, come lei, che dal mondo universitario provano a mettersi in proprio e fare start up. Quale sarebbe?
Credere nella propria idea e nel proprio sogno e poi lavorare duramente per realizzarlo. Ci saranno tantissimi momenti di sconforto durante il percorso, magari sentirete anche di non potercela fare, ma andate avanti verso il vostro obiettivo e poi quando i primi risultati inizieranno ad arrivare, sarà una gioia. Lo studio e la determinazione sono due fattori fondamentali per fondare una startup e a dirla tutta, serve anche un pizzico di follia, come suggeriva Steve Jobs durante uno speech agli studenti dell’università di Stanford nel 2005.

Rosario Faraci
Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987.

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