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Amianto, in Sicilia “oltre 350 decessi all’anno”. Numeri Inail “sottostimati”

I dati dell'Istituto sulle patologie asbesto correlate "non appaiono attendibili", mentre sul fronte istituzionale "le risorse messe in campo dalla Regione per le bonifiche sono del tutto insufficienti". Intervista al presidente dell'Osservatorio nazionale amianto Ezio Bonanni

In Sicilia, nel 2021, si sono verificati “oltre 350 decessi legati all’amianto”. Assai più di quelli censiti dall’Inail, che parla di 11 morti a fronte di 82 casi di malattie professionali asbesto correlate. “Nella stragrande maggioranza dei casi chi si ammala di patologie legate all’amianto lo fa proprio sul posto di lavoro, con punte del 90 per cento per il mesotelioma e del 100 per cento per l’asbestosi”, dice a FocuSicilia Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, Osservatorio nazionale amianto. Per Bonanni l’Inail siciliana “ha difficoltà a a riconoscere i casi legati all’amianto”, e la maggior parte delle volte concede “un grado di menomazione fino al 15 per cento, ovvero quello che dà diritto al risarcimento minore”. Nel complesso, dunque, i numeri dell’Istituto “non appaiono attendibili”, mentre sul fronte istituzionale “le risorse messe in campo dalla Regione per le bonifiche sono del tutto insufficienti”.

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I numeri dei mesoteliomi

Per Bonanni i numeri del rapporto Inail sono “in contraddizione” con quelli del Renam, Registro annuale mesoteliomi, tumori piuttosto rari strettamente legati all’esposizione all’amianto. Secondo l’ultimo rapporto disponibile, relativo al periodo 1993-2018, in Sicilia “sono stati censiti 1.810 casi di mesotelioma, pari al 5,7 per cento del totale nazionale”. L’Isola è al sesto posto in Italia, dopo Lombardia (6.600 casi), Piemonte (cinquemila), Liguria (3.200), Veneto (2.400) e Toscana (1.900). Le proiezioni sui decessi sono preoccupanti. “Considerando che entro i cinque anni c’è un indice di mortalità del 93 per cento, si calcolano circa 1.720 decessi solo per mesotelioma”, dice il presidente. L’indice annuo è “di almeno 110 morti”, ma i mesoteliomi sono “solo una parte” delle malattie asbesto correlate che si possono contrarre. “Almeno il doppio, per esempio, sono i decessi per tumore del polmone causati dall’amianto”, precisa Bonanni.

I numeri delle malattie professionali asbesto correlate nel 2021. Dati Inail

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Seimila morti in 20 anni

Le patologie legate all’esposizione alla fibra killer, purtroppo, non finiscono qui. “Tenendo conto che l’amianto provoca anche l’asbestosi, il tumore a faringe, laringe, esofago, stomaco, ovaie e colon retto, il numero dei casi di decesso in Sicilia è superiore ai 350 ogni anno”, aggiunge Bonanni. Una stima “prudenziale”, che comunque “supera di gran lunga gli 11 decessi cui fa riferimento il rapporto Inail 2021”. Complessivamente, i morti a causa all’amianto stimati da Ona negli ultimi vent’anni “sono più di 6.200”, cifra che considera “quelli relativi ad esposizioni ambientali, quelli non riconosciuti come malattie professionali e coloro che non iscritti a Inail, come per esempio i militari”. Secondo Bonanni la Regione siciliana non è all’oscuro di questa grave situazione. I dati elaborati dall’Osservatorio nazionale amianto sono raccolti all’interno di un Libro bianco, in costante aggiornamento, “che ho personalmente presentato all’Assemblea regionale siciliana nel 2018”.

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L’assenza della Regione

Malgrado ciò, ribadisce il presidente di Ona, le contromisure prese dall’Ente sono state insufficienti. “Nel 2020, grazie alla forte iniziativa dell’allora ministro dell’Ambiente Sergio Costa, furono riservati alla Sicilia 107 milioni di euro per bonificare scuole e altri edifici pubblici. Di questi, soltanto 1,4 milioni sono stati utilizzati”, denuncia Bonanni. Conti alla mano, meno dell’un per cento delle somme a disposizione. E non perché in Sicilia manchino i luoghi da bonificare. L’Ona ha censito nell’Isola “non meno un milione di metri cubi di amianto”, a cui vanno aggiunti quattro Sin, Siti di interesse nazionale, “nei quali il rischio amianto si somma alle altre sostanze cancerogene”. Si tratta dei poli industriali di Siracusa, Gela, Milazzo e Biancavilla, per i quali sarebbero urgenti interventi di bonifica. “Solo in seguito al sollevamento della problematica amianto, si è iniziato a dare corso alle operazioni”, dice ancora Bonanni, precisando che in molti casi “non si sono ancora concluse”.

I numeri dei mesoteliomi negli ultimi 25 anni. Fonte: VII rapporto Renam

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Battere i pugni a Roma

Anche l’ultimo intervento regionale da dieci milioni di euro, destinato alla bonifica di edifici privati, rischia come detto di essere insufficiente. “In realtà si dovrebbe ritornare alla più efficace normativa regionale, vale a dire la legge 10/2014, ‘Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto’, finalizzata un’azione complessiva di prevenzione”, spiega Bonanni. Per il presidente dell’Ona il successore di Nello Musumeci dovrebbe far sentire la propria voce a Roma, anche sfruttando le facoltà attribuite dallo Statuto speciale siciliano. “Occorre l’impegno del futuro presidente della Regione, che è componente di diritto del Consiglio dei Ministri per gli affari della Regione, affinché ponga il problema della bonifica di questi siti e dei relativi fondi”, conclude Bonanni.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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