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Apertura scuole, i sindaci di Catania e Palermo pronti al rinvio

La preoccupazione per l'aumento dei contagi da Covid-19 potrebbe portare a uno slittamento della data annunciata per la ripresa delle lezioni in presenza fino a fine mese

La data di riavvio delle lezioni in presenza per le scuole è stata stabilita: venerdì 8 gennaio per quelle di primo ciclo, e lunedì 11 gennaio per le superiori. In Sicilia, secondo i dati diffusi dalla Regione, sono già stati effettuati 35 mila vaccini, ma l’aumento dei contagi non sembra avere sosta. Nelle scorse ore si è registrato il 17 per cento di positivi sui tamponi effettuati, 1692 casi su 9767, numeri che potrebbe far slittare l’apertura a fine mese. L’assessorato alla Salute della Regione siciliana prenderà una decisone, di concerto con il Comitato tecnico scientifico (Cts), entro domani, venerdì 8 gennaio, data di riapertura prevista per le scuole di primo grado. “La crescita dei contagi non è inattesa. È il risultato di comportamenti che tutti abbiamo avuto modo di rilevare e documentati anche da alcune immagini arrivate dalle nostre città. Se da un lato osserviamo, fortunatamente, un’incidenza non critica dei ricoveri ospedalieri, dall’altro è opportuno prevedere concrete azioni contenitive parametrate alla situazione”, ha dichiarato nelle scorse ore l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che prenderà una decisione di concerto con l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla. Ma i sindaci delle principali città, Leoluca Orlando di Palermo e Salvo Pogliese di Catania, hanno già espresso il loro parere favorevole al rinvio.

Palermo: “Stessa situazione di mesi fa”

“Siamo nuovamente nella situazione di qualche mese fa, quando sono stato costretto a sospendere un provvedimento già pronto ancorché di dubbia  legittimità per le scuole di competenza comunale”, afferma il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Secondo il primo cittadino “la scuola è importante, certamente, ma non possiamo per questioni di principio provocare una strage. Lo stesso vale per le attività economiche per le quali torniamo a chiedere interventi adeguati. Non è inoltre accettabile continuare a bloccare la capacità dei Comuni di rendere servizi essenziali per vincoli e limiti di spesa che altri paesi europei hanno sospeso e che in Italia continuano a essere vigenti. Non sono tollerabili impuntature di burocrazie di Palazzo che sembrano vivere fuori dalla attuale realtà. Se è emergenza si adottino provvedimenti di emergenza che tutti gli altri paesi europei hanno già adottato. Non vi è più tempo da perdere”.

Catania: “Slittamento a fine mese”

“Il quadro di incertezza delle valutazioni del governo nazionale nazionali congiuntamente ai dati non propriamente confortanti della diffusione dell’epidemia in Sicilia e in provincia di Catania, fanno ritenere necessario lo slittamento almeno a fine mese della data per il rientro in classe degli studenti di secondo grado. Nel presupposto che la tutela della salute debba avere assoluta priorità, confortato dalle tante sollecitazioni di cittadini e operatori della scuola e tra queste la Consulta provinciale degli studenti e la Uil etnea, come sindaco e come padre di ragazzi in età scolare, seppure a malincuore, reputo assolutamente opportuno rinviare questo momento di ripresa delle attività scolastiche. Sono certo che il governo regionale con il supporto degli esperti della sanità, saprà individuare scelte e percorsi condivisi per rendere compatibili in tutta la Sicilia, le soluzioni più idonee per la tutela della salute con quelle dell’indispensabile svolgimento in presenza delle attività didattiche”. Lo ha detto il sindaco di Catania Salvo Pogliese in vista dell’approssimarsi della data dell’11 gennaio originariamente stabilita per la ripresa delle lezioni nelle scuole medie di secondo grado.

Redazione
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