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Approvato il decreto “Sostegni”. Alle imprese 11 miliardi, stop ai licenziamenti

Tra le priorità l'abbandono dei codici Ateco e la velocità dei pagamenti, con una piattaforma digitale gestita dall'Agenzia delle Entrate

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto “Sostegni”. Il provvedimento è finanziato con i 32 miliardi dello scostamento di bilancio votato dal Parlamento il 19 gennaio scorso. Si tratta dell’evoluzione dei precedenti decreti “Ristori”. Tra le misure varate, nuove modalità di erogazione dei contributi a cittadini e imprese colpiti dalla crisi, prolungamento del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione, fondi per il Sistema sanitario alle prese con la vaccinazione. E ancora, un condono per le cartelle fiscali fino a cinquemila euro, relative al periodo 2000-2010, e nuovi contributi per enti locali, trasporti e scuola.

Verso un nuovo scostamento

“I capisaldi del decreto sono il sostegno alle imprese, al lavoro e la lotta alla povertà. L’obbiettivo è dare più soldi possibile, il più velocemente possibile”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa, insieme al ministro dell’Economia Daniele Franco e al ministro del Lavoro Andrea Orlando. L’azione di contrasto alla crisi non si esaurisce con il decreto odierno. “Si tratta di una risposta ancora parziale, il massimo che abbiamo potuto fare all’interno di questo scostamento”, ha detto il premier. Per questo l’esecutivo ha considerato l’ipotesi di chiedere al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio, forse già ad aprile.

Undici miliardi per le imprese

Undici miliardi sono stanziati per i contributi a fondo perduto per imprese e autonomi. Tra i capisaldi, “l’abbandono dei codici Ateco e la velocità dei pagamenti, con una piattaforma digitale gestita dall’Agenzia dell’entrate”. Il decreto prevede una divisione in cinque fasce, per le realtà che abbiano riportato una perdita di almeno il 30 per cento sul fatturato del 2019. Le imprese che hanno fatturato fino a 100 mila euro riceveranno un aiuto del 60 per cento, calcolato sulle perdite del 2020. Le aziende con fatturato fra 100 mila e 400 mila riceveranno il 50 per cento. Fra i 400 mila e un milione il ristoro sarà del 40 per cento, mentre da uno a cinque milioni del 30 per cento. Da cinque ai dieci milioni, infine, l’aiuto sarà del 20 per cento.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Contributi fino a 150 mila euro

“I pagamenti inizieranno l’8 aprile, se tutto va come previsto verranno completati entro fine mese”, ha aggiunto il premier, parlando dei tempi di erogazione. Secondo il ministro dell’Economia Franco, il contributo medio sarà di 3.700 euro, e stando alle stime dell’Agenzia delle Entrate raggiungerà una platea di tre milioni di imprese e lavoratori autonomi. Gli aiuti saranno di minimo mille euro per le persone fisiche e duemila per le persone giuridiche. Non potrà essere superata la soglia di 150 mila euro per singolo beneficiario. Nei ristori, infine, rientreranno anche le start up.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Otto miliardi per il lavoro

Otto miliardi sono stati stanziati per il lavoro. “Molte poste del decreto sono dedicate ai lavoratori, anche stagionali e atipici”, ha detto il ministro del Lavoro Orlando. Il Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali è stato aumentato di un miliardo e mezzo, e riguarderà autonomi e professionisti che abbiano subito nel 2020 un calo del reddito superiore al 33 per cento rispetto al 2019. È stato inoltre rifinanziato il Fondo sociale per l’occupazione, e sono stati previsti contributi fino a 2.400 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello sport. È stato creato poi un fondo per i lavoratori fragili, e disposta la proroga dei cosiddetti “navigator”.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Proroga del blocco dei licenziamenti

L’intervento più significativo è quello nei confronti dei meno abbienti. Per questo è stato rifinanziato con un miliardo e mezzo il reddito di emergenza, per altre tre mensilità. Sul fronte del reddito di cittadinanza, rifinanziato con un miliardo, sono state perfezionate le modalità di accesso. Per quanto riguarda i licenziamenti, il blocco scadrà il 30 giugno per le categorie che godono di Cig ordinaria e straordinaria. Per quelle che godono soltanto di strumenti in deroga, la proroga slitta al 30 ottobre. A proposito di ammortizzatori sociali – per cui il ministro Orlando non esclude una riforma – la Cig ordinaria è prorogata al 30 giugno, la Cig in deroga, la cassa Covid e quella per gli agricoltori al 31 dicembre.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Le misure fiscali

Sul fronte fiscale – quello che ha fatto discutere più a lungo la maggioranza, facendo slittare più volte il consiglio dei Ministri odierno – è stata decisa la cancellazione delle cartelle esattoriali fino a cinquemila euro relative al periodo 2000-2010, ma solo per i soggetti con reddito inferiore a 30 mila euro. È stata stabilita inoltre la definizione agevolata degli avvisi bonari sui periodi di imposta 2017 e 2018, per i soggetti che abbiano subito un calo del volume d’affari del 30 per cento rispetto al 2019. Infine è stata prorogata la sospensione delle attività di riscossione coattiva, fino al 30 aprile.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Cinque miliardi per la sanità

Il governo stanzia nuove risorse sul Sistema sanitario, per la promessa accelerazione del piano vaccinale. L’obbiettivo ribadito è quello di raggiungere la media di 500 mila dosi somministrate al giorno, per arrivare alla cosiddetta immunità di gregge già in autunno. A questo scopo, cinque miliardi sono impegnati per il piano vaccini, di cui quasi tre soltanto per l’acquisto di siero e farmaci. Creato anche un fondo, gestito dal ministero dello Sviluppo economico, per una linea di produzione di vaccini in Italia. Previsto il coinvolgimento di medici di base e farmacie nella campagna vaccinale. Sono stati stanziati inoltre 50 milioni di euro per i cosiddetti “Covid hospital”.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Un miliardo agli enti locali

Varati anche altri interventi economici, gestiti dai ministeri competenti, nel campo dell’istruzione, della cultura, della polizia e di altri settori colpiti dalla crisi. In questo capitolo rientrano anche gli aiuti per gli enti decentrati, con oltre un miliardo trasferimenti per ripianare le perdite di gettito subite da Comuni, Province e Regioni. Ottocento milioni di euro, infine, sono stanziati per rafforzare il trasporto pubblico locale.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri
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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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