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Art Sex Pistols. L’epopea della band inglese, ancora oggi

Solo tre anni di carriera, oltre quarant'anni fa, ma la loro influenza culturale dura ancora oggi, nella musica e non solo. Ma cosa è "punk"? Una riflessione partendo dalla serie di Danny Boyle

Prendo spunto dalla magistrale serie televisiva “Pistols”, diretta da un ispiratissimo Danny Boyle, lo stesso di “Train Spotting”, per intenderci, che ci racconta l’epopea della famigerata band punk inglese, ”SEX PISTOLS”. La loro carriera musicale durò solo tre anni, includendo quattro singoli discografici e un album in studio, ma è bastata a definire tutto ciò che è stato proposto nel costume, nella moda, nella comunicazione e soprattutto nella musica fino ai giorni nostri.

Dalle alte vette alla caduta dolorosa

Una band di scapestrati, capace di fare vacillare la monarchia inglese, provenienti dalla working class più maltrattata, rappresentanti degli “invisibili” che, in un battibaleno, aiutati dai visionari Vivienne Westwood, la stilista inglese che contribuì a creare lo stile punk, con produzioni stilistiche stravaganti e provocatorie e Malcolm McLaren, il manager e promoter che per primo credette nel progetto della band, raggiungono vette altissime e da quelle altezze, si sa, quando si cade ci si fa tanto male.

Cosa è “IL PUNK”?

I Sex Pistols sono “IL PUNK”, ma cosa rappresenta il Punk? Il termine, che letteralmente significa “ da due soldi”, una cosa economica che non vale nulla, è diventato emblema della subcultura giovanile che dalla musica si estenderà alla moda, all’arte, alla letteratura e alla poesia e in breve influenzerà tutto il mondo. Siamo nell’UK degli anni ‘70, in piena recessione economica, gli scontri tra la polizia e i cittadini sono all’ordine del giorno a causa dei numerosi scioperi e manifestazioni, il sogno del colonialismo tramontato e l’Inghilterra retrocessa da grande potenza economica a paese nel caos con servizi pubblici quasi al collasso. Le prospettive per i giovani sono davvero sconfortanti, per questo i ragazzi danno voce alle proprie frustrazioni, rifiutando i canoni musicali imposti dalla cultura dominante. Urlano la loro rabbia e la loro disillusione, tramite riff di chitarra taglienti e sregolati, le linee di basso sono potenti, i testi aggressivi.

Residui di Sex Pistols ovunque

Residui di Punk e di Sex Pistols sono ovunque, anche in ambienti molto borghesi, quando comprate un paio di jeans strappati da 300 euro, o indossate delle borchie quello è punk, un modo di contestare il sistema e destrutturarlo. Come tutte le rivoluzioni, anche quelle stilistiche, le espressioni punk, nella moda e nella musica, sono state fagocitate dall’industria, commercializzate e infine svendute all’angolo delle occasioni. Vessillo del Punk è il concetto di anarchia, di ribellione al sistema ordinato, persino i sentimenti codificati vengono sovvertiti e per i suoi profeti, i Sex Pistols: “l’amore è due minuti e cinquantadue secondi di suoni scivolosi”, o ancora “i ragazzi vogliono morte e miseria. Vogliono rumori minacciosi perché questo li scuote dall’apatia”. Frasi ruvide, irriverenti, noncuranti, strafottenti e volgari sono il grido di una generazione che non crede nel “peace and love” degli hippies, che non si diverte con la disco music, che non si può’ permettere strumenti costosi ed è costretta a rubarli e, musicalmente, ruba dal genere musicale che più di tutti nella storia della musica pop ha squarciato il velo dell’ipocrisia bacchettona, il rock’n’roll. I Pistols e i loro emuli fanno rock ‘nroll distorto, ruvido, stonato e gridato, i loro testi inneggiano al disordine sociale, alla sovversione delle regole… ma sono veri, di una verità che fa vergognare, che dice che il re è nudo mentre tutti ne vantano la classe e l’eleganza. No, non sono eleganti i Punk, ma ironia della sorte, la grande industria , nel tempo lo fa diventare un fenomeno naturalizzato e lo sdogana persino nelle passerelle dei migliori stilisti.

Influenza musicale

L’influenza musicale di questo genere e della band in questione la troviamo veramente ovunque, anche in band che apparentemente portano qualcosa di nuovo, perché quando sale l’energia e la ribellione, si pensa al “ modo “ dei Pistols e nella musica, anche contemporanea vengono anche involontariamente “ evocati” e loro come dei vividi fantasmi si palesano in modo generoso, ispirano e danno quel tocco di “ verità” a tutto. Quando sentite una chitarra distorta, un urlo a squarcia gola, il turpiloquio in un brano che rivendica un diritto negato, lo spettro dei Pistols si sta manifestando in tutta la sua rabbia e quando i vostri figli vi chiederanno chi è stata la band più ribelle da sempre, risponderete “chiedi chi erano i Pistols”.

Seba
Seba
Produttore, songwriter, ha esordito come cantautore a livello nazionale nel 2006 con Domenica d’estate, conquistando i primi posti delle classifiche di vendita ed airplay, in seguito si dedica alle produzioni per altri artisti, tra gli ultimi artisti di successo prodotti troviamo Mario Venuti, Mario Biondi,Violante Placido. È sempre attento alle nuove tendenze musicali e dedica spesso le sue produzioni in favore dei nuovi talenti.

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