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Contro il caro bollette le prime Comunità energetiche rinnovabili

Cittadini, imprese ed enti pubblici condividono impianti e produzione energetica per l'autoconsumo. Primi progetti a Palermo, Messina, Ragusa, Blufi, Sortino, Ferla, mentre 301 comuni chiedono contributi alla Regione. Servono decreti attuativi per ampliare le potenzialità del settore. Prima parte

Un gruppo di cittadini, aziende, enti pubblici che producono energia da fonti rinnovabili, per il proprio fabbisogno, e quella che resta la vendono alla rete; ne guadagnano entrambi, chi vende e chi acquista. Questa in estrema sintesi è una Cer, Comunità energetica rinnovabile. I primi progetti stanno vedendo la luce in diverse città siciliane e coinvolgono persone fisiche, piccole e medie imprese, scuole e Comuni si aggregano e condividono tra loro, su scala locale, energia pulita ricavata ad esempio dal fotovoltaico. Tra le principali iniziative, quelle di Enel X a Messina, Ragusa, Sortino e Blufi, il progetto di Amg Energia a Palermo, quello di Trepesl a Ferla, e i 301 Comuni appena finanziati dalla Regione Siciliana per la costituzione formale delle Cer, con circa 600 progetti potenziali. Una rivoluzione, dal basso, nel modo di concepire la produzione di energia elettrica per autoconsumo in piccole comunità.

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Cosa sono le Cer e come funzionano

La Cer è un soggetto giuridico formalmente costituito, con atto notarile, in forma di associazione e composto da soggetti vicini tra loro e che dispongono di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. “I soci membri della Comunità – spiega Giuseppe Lo Verso, di Enel X Italia – ricevono un beneficio economico proporzionale all’energia condivisa, ovvero prodotta e consumata nello stesso istante, con gli altri membri della Comunità”. Diversamente dal passato, infatti, con le Cer viene incentivata l’energia prodotta da fonti rinnovabili solo se consumata contestualmente alla produzione dagli altri soci. “Questo – prosegue Lo Verso – avviene in un ambito territoriale ristretto, definito dal perimetro di erogazione della medesima Cabina primaria”. Ovvero, la cabina di distribuzione dell’energia che serve un territorio. E qui nascono i primi limiti.

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Aspettando i decreti attuativi

Secondo quanto dispone il Dlgs 162/2019, in vigore, le Comunità energetiche rinnovabili possono essere connesse a una cabina secondaria di distribuzione dell’energia elettrica e fino a una potenza di soli 200 kW per singolo impianto. Questo limita fortemente il campo di azione di una Cer, in quanto la cabina secondaria copre un territorio limitato: non più di un quartiere. Con il nuovo Dlgs 199/2021, approvato ma ancora privo di decreti attuativi, la connessione è possibile direttamente alla cabina primaria, che copre un territorio più esteso, anche fino a più centri abitati. Questo amplia notevolmente le possibilità di interconnessione tra soggetti che vogliono aderire alla stessa Cer, esempio più sedi di un’azienda o più Comuni. Inoltre, il nuovo decreto aumenta la potenza fino a un Megawatt per singolo impianto. “Purtroppo, l’attivazione delle Cer nel perimetro della cabina primaria – evidenzia Lo Verso – come previsto dal Dlgs 199/2021, è ritardata dall’assenza dei decreti attuativi che dovevano essere promulgati entro il 15 giugno 2022”.

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Gli incentivi per chi aderisce alla Cer

I benefici economici per le Cer sono legati alla vendita dell’energia ed ai meccanismi di incentivazione previsti dalla legge per promuovere la transizione energetica. I soci delle Cer producono energia per il proprio fabbisogno e, al netto dell’autoconsumo, la vendono in rete. “L’incentivo governativo prevede – spiega Lo Verso – sull’energia immessa e condivisa, 110 euro per ogni Megawatt/ora, più 9 €/MWh per minori costi di sistema. Inoltre, su tutta l’energia immessa, si applica un prezzo di vendita al mercato che in condizioni normali variava tra i 50 e i 100 €/MWh, ma che oggi ha toccato i 500 €/MWh, secondo le rilevazioni del Gestore dei mercati energetici”. L’intero sistema funziona secondo le connessioni fisiche già esistenti con la rete elettrica (non bisogna interconnettere in singoli impianti dei soci di una Cer) e l’intero processo viene gestito dal Gse, il Gestore dei servizi energetici. Il Pnrr prevede inoltre 1,6 miliardi di euro per la realizzazione degli impianti finalizzati alla costituzione di Cer nei Comuni con meno di cinque mila abitanti.

Nella prossima puntata:

  • A Ferla una Cer del Comune insieme all’Università di Catania
  • Le Comunità energetiche siciliane di Enel X
  • Il progetto di Amg Energia allo Zen di Palermo
  • I passaggi necessari per costituire una Cer
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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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