fbpx

Artigiani del settore benessere, appello al ministro: riaprire anche in zona rossa

Consegnata una petizione con 50 mila firme per sollecitare l'intervento del governo per un settore che in Italia conta 150 mila imprese e 300 mila addetti. Anche in Sicilia penalizzati acconciatori ed estetiste

La Sicilia è sempre più rossa e sono sempre di più gli artigiani del settore Benessere costretti a chiudere, comune dopo comune. Proprio oggi, Confartigianato, Cna e Casartigiani hanno presentato al ministro per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, 50 mila firme raccolte con una petizione promossa per sollecitare l’intervento del Governo a favore di un comparto che conta oltre 150 mila imprese e più di 300 mila addetti. Una petizione promossa nelle scorse settimane a livello nazionale, ma che è stata rilanciata anche a livello regionale dalle associazioni degli artigiani.

“Lavoriamo in sicurezza”

“Le imprese di acconciatura ed estetica devono potere aprire nelle zone rosse – affermano le associazioni regionali dell’artigianato – Lo abbiamo detto più volte, è uno dei settori che fin da subito, lo scorso anno, ha adottato tutti i protocolli necessari per lavorare in sicurezza. E non è un caso se i saloni di acconciatura e i centri estetici non abbiano rappresentato fonte significativa di contagio. L’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provocano assembramenti”.

La piaga dell’abusivismo

Intanto monta la protesta. Acconciatori ed estetiste si dicono esausti. “La chiusura delle attività in zona rossa alimenta la piaga dell’abusivismo con gravi danni economici alle imprese regolari già stremate dalla crisi e favorisce la diffusione dei contagi in quanto sono ignorati i protocolli e le misure di sicurezza”. Inoltre, con estetiste ed acconciatori chiusi, c’è un intero comparto in sofferenza e tutto l’indotto che ruota attorno ai saloni. Si ferma tutto, dagli acconciatori alle estetiste, dai rappresentanti ai fornitori di prodotti legati alla cura del capello e alla persona.

Un comparto in sofferenza

“Non capiamo il perché gli appelli di tutte le associazioni degli artigiani restano inascoltati – aggiungono Confartigianato, Cna e Casartigiani – Ci siamo mossi su tutti i fronti, a livello nazionale e a livello regionale. I nostri artigiani hanno dimostrato nel tempo sicurezza e affidabilità. Non capiamo le ragioni di far morire così un settore del mondo produttivo”.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli