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Assegno unico, nel primo anno in Sicilia a mezzo milione di famiglie

Ha sostituito dopo decenni gli assegni familiari e altre misure, legandone l'erogazione non più all'impiego da lavoratore subordinato ma all'Isee. Il primo bilancio vede l'Isola tra le aree che più ne hanno beneficiato, anche per la forte presenza di percettori di Reddito di cittadinanza

Oltre 512 mila richieste, con 474 mila famiglie beneficiarie con 776 mila figli. Sono i numeri dell’Assegno unico universale (Auu) in Sicilia, introdotto lo scorso marzo. La misura ha sostituito, e cambiato le modalità di erogazione, l’Assegno al nucleo familiare (Anf), ma anche il premio alla nascita e il cosiddetto “Bonus Bebè”. E legando il tutto non più allo status di lavoratore dipendente, ma all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), che fotografa in maniera più reale lo status reale delle disponibilità economiche di un nucleo. E allargando, di conseguenza, anche il numero dei percettori.

I beneficiari rispetto agli Anf aumentano di un terzo

Rispetto al “vecchio” assegno per il nucleo familiare, le domande sono infatti aumentate di un terzo: per il nuovo Auu sono infatti state 6.1 milioni le richieste mentre nel 2020 i beneficiari in tutta Italia del vecchio Anf erano meno di quattro milioni. Queste, sempre secondo i dati ufficiali Inps, erano divise tra lavoratori dipendenti privati (2,5 milioni), pensionati del settore privato (927 mila), lavoratori agricoli (228 mila), lavoratori domestici (63.109), e appena 5.900 parasubordinati (Co.co.co e simili).

Introdotto nel 1988 l’Anf era infatti una misura rivolta ai soli lavoratori dipendenti e ai pensionati dietro specifica richiesta, e con un sistema di erogazione in busta paga legato non solo al reddito, ma alle giornate lavorative e alla condizione del nucleo. Con alcuni paradossali casi: in un nucleo familiare composto da un lavoratore dipendente e da un lavoratore autonomo, si aveva diritto solo se il reddito del secondo non superava il 30 per cento del reddito familiare. Nel caso di lavoratori con part-time “verticali” (ovvero più ore ma meno giornate), questo significava invece una riparametrazione della stessa erogazione sui giorni. Non a caso Inps ne sottolinea la costante diminuzione negli ultimi anni: nel 2016 la quota di lavoratori dipendenti privati percettori di Anf era di oltre 2,8 milioni, quella dei pensionati 1,1, oltre mezzo milione in più che nel 2020. Il nuovo Auu ha quindi incluso una grande platea di famiglie, con una erogazione diretta da parte di Inps. A partire da quelle percettrici di Reddito di cittadinanza.

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Famiglie con Reddito di cittadinanza e Assegno unico

Tra i dati rilevanti del nuovo Assegno unico vi è infatti l’automatismo dell’erogazione per tutti i nuclei percettori di Reddito di cittadinanza (Rdc), ai quali viene erogata in automatico la quota eccedente il bonus. In tutta Italia negli otto mesi considerati sono stati 492 mila, coinvolgendo 834 mila bambini. E la Sicilia copre oltre il 20 per cento dei casi, con 106 mila nuclei familiari percettori di Rdc, su circa 300 mila totali, che hanno avuto una ulteriore integrazione media di 161 euro, ovvero 97 euro in media per gli oltre 181 mila figli presenti nelle famiglie considerate. Un impatto che vede la Sicilia come seconda regione d’Italia per numero di nuclei percettori di Rdc e Anf, superata solo dalla Campania che arriva a 126 mila famiglie con 215 mila figli.

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In Sicilia assegno medio più alto

Più in generale la Sicilia, secondo i dati diffusi da Inps e relativi ai primi otto mesi della misura (da marzo a novembre 2022), copre l’8,3 per cento del totale delle domande – sei milioni e 134 mila – pervenute in Italia, con un importo medio per figlio superiore a quello italiano, ovvero 160 euro contro una media di 146, e un importo medio per nucleo che sale invece a 259 euro, per una erogazione totale che sfiora il miliardo di euro. Numeri che la pongono a livello nazionale al secondo posto tra le regioni, dietro alla sola Calabria che arriva a 166 euro per figlio e a una erogazione mensile per famiglia di 275 euro.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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