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Aumenta il potere d’acquisto delle famiglie: più 1,3 per cento. I conti Istat

Iniziano oggi 5 gennaio i saldi invernali, con prime stime che parlano di una crescita del 15,5 per cento negli acquisti. Un dato che potrebbe dipendere dal maggiore potere d'acquisto delle famiglie, come spiegato da Istat

Iniziano i saldi invernali, e potrebbe essere un momento positivo per le imprese. Secondo i dati diffusi oggi da Istat infatti ci sono più possibilità di spesa rispetto al recente passato. “Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,8 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,2 per cento“, scrive Istat nella sua nota diffusa oggi sul terzo trimestre 2023. Il periodo di riferimento è quindi quello dei mesi da luglio a settembre dello scorso anno, ma l’aumento delle possibilità di acquisto oggi anche perché, nel frattempo, l’inflazione è sotto controllo. Dati che portano il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici in crescita del 1,3 per cento a fronte di un aumento dei prezzi dello 0,5 per cento del periodo precedente. E questo, scrive Istat sempre in relazione alle famiglie, “la propensione al risparmio è stimata al 6,9 per cento, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente”. A tutto vantaggio degli acquisti in saldo, che dureranno fino al 15 marzo e che sono partiti oggi 5 gennaio con ottimi dati di crescita pari al 15,5 per cento.

Buoni i conti della Pubblica amministrazione

Nel conto trimestrale Istat sono presenti altre buone notizie per l’economia italiana. Nel terzo trimestre 2023 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (AP) in rapporto al Pil è stato pari al meno 5 per cento (meno 9,4% nello stesso trimestre del 2022). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del meno 1,2 per cento (meno 5,6 per cento nel terzo trimestre del 2022). Il saldo corrente delle AP è stato quindi “positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,1 per cento (meno 1,2 per cento nel terzo trimestre del 2022)”. In calo anche la pressione fiscale, pari al 41,2 per cento e in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Notizie meno positive per le società non finanziarie, per le quali cala invece la quota di profitto, stimata al 42,5 per cento. Si tratta di una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il loro tasso di investimento, pari al 22,2 per cento, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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