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Auto elettriche, in Sicilia sono lo 0,3% del totale. “Troppo poche colonnine”

Su tre milioni e 418 mila automobili immatricolate nell'Isola, poco più di diecimila sono elettriche. Numeri ridotti anche per le ibride, che però lentamente crescono. Per i rivenditori l'addio ai vecchi motori "è avviato da tempo", ma per realizzarlo "servono i punti di ricarica"

In Sicilia le auto elettriche restano un tabù. Tanto che la decisione del Parlamento europeo di fermare la vendita di vetture a benzina e diesel dal 2035 rischia di cogliere l’Isola impreparata. Tredici anni sembrano molti, ma la strada per mettersi al passo è lunga. Secondo gli ultimi dati dell’Automobile club Italia, nel 2021 sono state poco più di 1.900 le prime iscrizioni di auto elettriche nell’Isola, contro le 13 mila della Lombardia, le ottomila del Lazio e le seimila di Veneto, Piemonte e Toscana. A far peggio tra le grandi regioni soltanto la Campania, con 1.600 prime iscrizioni, e la Puglia con 1.400. “La situazione in Sicilia è disastrosa, ma sulle scelte dei cittadini incide la situazione delle colonnine di ricarica, che sono troppo poche”, dice a FocuSicilia Antonio Gatto, presidente di ConfAuto Palermo, l’associazione dei concessionari aderente a Confcommercio. I rivenditori “sono pronti a fare la loro parte”, ma per una svolta “serve la volontà politica”.

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Elettrico, percentuali irrisorie

Anche guardando al parco auto nel complesso la Sicilia risulta piuttosto indietro. Su tre milioni e 418 mila automobili immatricolate nell’Isola, poco più di diecimila sono elettriche, meno dello 0,3 per cento. Le cifre salgono contando le auto ibride, poco più di 75 mila, il due per cento del totale. “Bisogna considerare che una parte di queste vetture viene immatricolata in Sicilia e poi portata fuori, dunque non circola effettivamente nell’Isola”, precisa Gatto. La stragrande maggioranza del parco auto siciliano risulta composta da auto a benzina (un milione e 146 mila) e a diesel (un milione e 105 mila), mentre una fascia minore è “mixed fuel” (240 mila), utilizza cioè benzina o diesel in combinazione con altre fonti fossili come Gpl o metano. Negli ultimi vent’anni il parco auto ha continuato a crescere, passando da due milioni e 670 mila vetture immatricolate nel Duemila a tre milioni e 418 mila del 2021, il 28 per cento in più.

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Catania la città con più automobili

L’auto infatti resta in assoluto il mezzo di trasporto più amato dai siciliani. Nell’Isola si contano 707 veicoli ogni mille abitanti, sesto dato più alto nel Paese dopo quello di Valle d’Aosta (duemila veicoli ogni mille abitanti), Trentino Alto Adige (1.100 per mille), Umbria (740 per mille), Molise (731 per mille) e Calabria (714 per mille). In particolare Catania fa registrare il dato più alto tra le città sopra i 250 mila abitanti, con 773 auto ogni mille persone. Il capoluogo etneo è inoltre secondo tra le 14 Città metropolitane, con 783 auto ogni mille abitanti, dietro soltanto a Firenze (795 per mille). La fedeltà dei siciliani all’automobile è confermata dallo scarso incremento del numero di autobus, passati da 6.600 nel Duemila a 7.400 nel 2021. Meno di mille mezzi in più nell’arco di vent’anni. Sono cresciuti invece i motocicli. Nel Duemila erano 280 mila, mentre nel 2021 sono più di 700 mila.

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Italia, benzina e diesel in calo

A farla da padrone, anche a livello nazionale, sono i combustibili fossili. Lo scorso anno in Italia sono stati iscritti alla motorizzazione un milione e mezzo di veicoli nuovi. Di questi, oltre 622 mila sono a benzina (contro i 715 mila del 2020) e 344 mila a diesel (487 mila nel 2020). Se i vecchi motori hanno registrato una frenata, è cresciuto in proporzione il numero delle auto ibride (dotate cioè di un motore termico a combustibile fossile e di uno elettrico), 484 mila contro le 200 mila nel 2020. Per quanto riguarda le auto elettriche, le prime iscrizioni nel 2021 sono state poco più di 69 mila, contro le 31 mila dell’anno precedente. Qualcosa insomma sembra muoversi, seppur lentamente. “Il superamento dei motori a diesel e benzina è avviato da tempo, la decisione dell’Europa è stata soltanto una conferma”, spiega Gatto. La precondizione perché questo passaggio si concretizzi, ribadisce il venditore, è “l’incremento dei punti di ricarica”.

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Colonnine, Palermo ancora in ritardo

Le colonnine sull’isola sono gestite da Enel X, società del gruppo Enel dedicata a prodotti innovativi e soluzioni digitali. Secondo la mappa aziendale, consultata da FocuSicilia, al momento sono circa 430 quelle attive, contro le 400 di novembre 2021. Di queste, solo una ventina si trova a Palermo, mentre a Catania sono quasi cento e tra Ragusa e Siracusa diverse decine. “In questi anni a Palermo non c’è stato alcun investimento, speriamo che le cose cambino con la prossima amministrazione”, dice Gatto. A cogliere l’importanza delle colonnine “sono stati più i privati che il pubblico”, come dimostra il fatto che “molte si trovano nei centri commerciali”. Per il futuro la strada è tracciata, ma istituzioni e cittadini devono collaborare. “La transizione verso la mobilità elettrica deve esserci, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di realizzarla”, conclude il presidente di ConfAuto Palermo.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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