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Aziende agricole: innovazione frenata da burocrazia e gap digitale

I dati Istat del 7° Censimento generale dell'agricoltura non premiano gli agricoltori siciliani, ma parecchie iniziative sono in atto, tra il ginepraio della burocrazia e la palla al piede delle reti digitali insufficienti. I pareri sul campo di Cia, Confagricoltura e Coldiretti

Agricoltura di precisione, irrigazione intelligente, droni. Non è fantascienza: in dieci anni, l’informatizzazione nelle aziende agricole italiane si è quadruplicata ed è aumentata anche la propensione verso l’innovazione tecnologica, soprattutto da parte delle realtà produttive più grandi e di quelle che svolgono anche attività zootecnica. E in Sicilia? I livelli di informatizzazione in agricoltura restano bassi (7,5 per cento delle aziende, contro la media nazionale del 15,8 per cento), mentre sul piano dell’innovazione tecnologica la percentuale è del 5,7 per cento, contro l’11 per cento nazionale. I dati emergono dal 7° Censimento generale dell’agricoltura condotto dall’Istat ed evidenziano una certa distanza della nostra Isola rispetto ad altre aree italiane, dove gli imprenditori agricoli hanno maggiormente colto le opportunità dell’evoluzione tecnologica. Oltre alle statistiche, però, c’è il parere degli addetti ai lavori, che ogni giorno stanno sul campo: per Confagricoltura, Cia e Coldiretti, pur tra le difficoltà le aziende agricole stanno facendo la loro parte per migliorare la produttività attraverso le nuove tecnologie.

Il grado di innovazione delle aziende agricole (fonte: Istat, 7° censimento generale dell’agricoltura)

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Sempre più aziende usano droni e hardware innovativi

“L’agricoltura di tipo tradizionale è sempre stato un limite della Sicilia”, riconosce il direttore di Confagricoltura Catania, Fabio Caruso, la cui organizzazione conta anche aziende più strutturate. Molte di queste, evidenzia, “stanno già puntando sulla transizione ecologica, sull’industria 4.0, sull’utilizzo di droni e sull’irrigazione più razionale. Per esempio, con l’uso di microirrigazione, software e hardware innovativi, si può irrigare dove occorre, evitando gli sprechi, usando stazioni meteorologiche, pluviometri e droni che riescono ad intercettare quanta acqua o quanto concime serva, o quale elemento del concime è più indicato per una determinata pianta. Abbiamo diverse aziende che usano questi sistemi”. Innanzitutto, è una questione di cultura imprenditoriale: “L’imprenditore agricolo si distingue dall’agricoltore spicciolo – sottolinea Caruso – in quanto guarda al futuro, vede l’agricoltura di precisione, vuole l’abbattimento dei costi. Ne vediamo tanti che stanno andando verso questa strada. Sicuramente se ci confrontiamo col Nord Italia, dove vediamo stalle ultramoderne, siamo lontani anni luce, ma la situazione non è drammatica”.

Percentuale degli investimenti innovativi, per ambito, effettuati dalle aziende agricole in Italia nel triennio 2018-2020 (Fonte: Istat, 7° Censimento generale dell’agricoltura)

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Senza sistemi moderni, aziende fuori mercato

La conferma che gli agricoltori siciliani si stiano muovendo, eccome, arriva anche da Giuseppe Di Silvestro, già presidente Cia Sicilia Orientale e oggi responsabile del settore ortofrutta dell’associazione. “La globalizzazione – ricorda – ha portato a creare aziende sempre più grosse e quindi se non si attuano sistemi nuovi e moderni non si può restare sul mercato. Le aziende prima del 2021 hanno fatto sforzi enormi per rincorrere l’innovazione, soprattutto nel settore agrumicolo, quindi per me i dati Istat sono un po’ bassi. La maggior parte delle aziende hanno tentato di innovare e fare investimenti, poi la pandemia e soprattutto gli aumenti dei costi hanno portato a grandi difficoltà”. Secondo l’esponente della Cia, le disponibilità finanziarie ci sono e molti strumenti si possono utilizzare, tra cui quelli del Pnrr. “Purtroppo c’è un apparato burocratico che mette in difficoltà le aziende, è un grosso handicap soprattutto in Sicilia e questo frena il futuro, perché la maggior parte del tempo si passa ad accumulare documenti e alla fine c’è sempre qualcuno che dice di no. Bisogna accelerare la sburocratizzazione nell’economia italiana e soprattutto siciliana, con persone che siano in grado di rendere efficace il sistema”, esorta Di Silvestro.

Ambiti di innovazione delle aziende agricole in Sicilia. Fonte: elaborazione FocuSicilia su dati Istat – 7° Censimento generale dell’Agricoltura

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Il gap della banda larga non è più ammissibile

“L’innovazione è ancora bassa, ma ci sono dei forti segnali di passaggio a un’agricoltura più tecnologica che dipende molto dai contributi pubblici”, conferma anche Caruso, di Confagricoltura etnea. E le risorse pubbliche ci sono: “L’ultima programmazione regionale è stata fatta bene – riconosce – e col Pnrr si stanno aprendo nuovi orizzonti. Noi stiamo portando un gruppo di aziende a stipulare un contratto di filiera col ministero per migliorare aspetti organizzativi e tecnologici e innovare gli impianti arborei. Un altro progetto riguarda una filiera degli agrumi più corta, con un magazzino comune e uno sbocco sui mercati, senza passare dagli intermediari”. Iniziative che si fanno spazio nel ginepraio della burocrazia e con qualche palla al piede, come le reti digitali insufficienti. “Ci sono intere aree della Sicilia dove i collegamenti internet sono impossibili – denuncia Francesco Ferreri, presidente regionale di Coldiretti – e parliamo di zone in cui le imprese agricole rappresentano il fiore all’occhiello dell’economia siciliana. Questo non è più ammissibile perché significa peggiorare la vita di chi continua rimanere ed investire. La banda larga è ormai indispensabile per rimanere competitivi e il fatto che non siano mai stati programmati interventi adeguati per colmare questo gap è inconcepibile. Anche su questo si gioca il futuro della nostra Isola”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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