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Beni culturali, Samonà: “Rilanciare il mecenatismo e sfruttare il Recovery”

Cura del patrimonio, digitalizzazione e buon uso delle risorse europee. E un occhio ai privati. Il piano dell'assessore per il recupero e la fruizione del patrimonio siciliano

“Priorità al restauro e alla manutenzione del patrimonio culturale”. Tra le misure inserite nella legge di Stabilità 2021-2023, appena approvata all’Ars, ci sono un milione di euro per la manutenzione dei siti Unesco, due milioni e 250 mila euro per il restauro delle dimore storiche e cinque milioni per il recupero delle sale cinematografiche di proprietà comunale. E ancora, il recente fondo di solidarietà per i Parchi archeologici, per finanziare le spese di funzionamento, fruizione e valorizzazione. L’assessorato regionale ai Beni culturali, retto da Alberto Samonà, illustra in esclusiva a FocuSicilia i progetti per i prossimi mesi. Misure per un settore che lo stesso assessore definisce “in sofferenza”. Non solo a causa della pandemia. “In Sicilia, da alcuni anni, il sistema dei beni culturali appare bloccato”, hanno detto nelle scorse settimane gli operatori del comparto.

Risorse per i musei e i teatri

Il patrimonio culturale dell’isola è molto vasto e comprende edifici, Parchi archeologici, musei, collezioni. Un vero e proprio tesoro che per funzionare, così come per essere recuperato, necessita di ingenti risorse. Per riqualificare i nove musei regionali, per esempio, sono stati stanziati 22 milioni. “Questo consentirà di rinnovare strutture che risentono perlopiù di impostazioni museali oramai datate, dotandole di moderni strumenti in linea con gli standard europei”. Altri 22 milioni sono previsti per riqualificare 104 teatri pubblici siciliani. Il bando è già stato pubblicato, “molti interventi sono partiti e alcuni sono già arrivati a completamento”. Altri fondi sono previsti, inoltre, per progetti di recupero di teatri privati. Si tratta di otto milioni riprogrammati dei fondi Poc. “Trentacinque sono stati già pubblicati nelle graduatorie, stabilite con apposito bando”.

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Le risorse del Recovery plan

Tra i canali di finanziamento dei beni culturali siciliani, spiegano gli uffici di Samonà, ci sono i fondi ex articolo 38, le risorse compensative Stato-Regione. Utilizzate per finanziare “attività ritenute di grande interesse per i territori e le comunità locali”, e quindi anche il patrimonio culturale e artistico. “Ulteriori opportunità ci vengono fornite dai fondi destinati all’Italia per l’attuazione del cosiddetto Recovery plan”. Sul tavolo ci sono già dei progetti concreti. “Su questi fondi troverà copertura economica un gigantesco intervento di recupero del Castello della Colombaia di Trapani”. Ancora, attraverso un progetto denominato “Oltre il digitale”, si sta portando avanti “un piano complessivo ed organico funzionale alla fruizione continua dei luoghi della cultura della Regione siciliana”.

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Le “opportunità” della pandemia

La situazione già complessa dei beni culturali siciliani, alcuni dei quali in stato di abbandono da decenni, è stata ulteriormente aggravata dal Covid-19. Se la pandemia ha fermato il turismo e ridotto gli ingressi, ha avuto anche un riflesso positivo sul sistema. “Molti musei della Regione avevano in corso progetti di adeguamento tecnologico, che si sono rivelati essenziali per la fruizione in remoto”. Una strada che l’assessorato vuole continuare a percorrere, “per migliorare la comunicazione, l’archiviazione e la valorizzazione del patrimonio culturale”. L’obiettivo dell’assessorato è “svecchiare musei e parchi, renderli appetibili e accattivanti, affinché anche il privato possa trovare interessante investire”.

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Stimolare il mecenatismo

Un’opportunità in tal senso è data dalla legge 106/2014, il cosiddetto “Art bonus”, che istituisce il mecenatismo culturale. La misura prevede una detrazione fiscale del 65 per cento per chi faccia una donazione per il patrimonio culturale dell’isola. “Proprio di recente abbiamo realizzato un restauro a Palazzo Abatellis, grazie ad un intervento di questo tipo”. Non tutti i siti resi finanziabili, però, hanno raccolto risorse. “In un momento di recessione economica quale quello che stiamo vivendo, con difficoltà per le aziende di restare sul mercato, è una misura che ha difficoltà a consolidarsi”. Perciò l’assessorato si è assunto l’impegno “di invitare le strutture regionali a promuovere questa figura giuridica”.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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