fbpx

Biomassa dall’anidride carbonica, grazie al “batterio di Vulcano”

Scoperto a Vulcano un microrganismo che si nutre di anidride carbonica e produce biomassa e bioplastica biodegradabile. Ricercatori di Seed Health e dell'Università di Palermo partecipano a questa ricerca scientifica all'avanguardia

Si “nutre” di anidride carbonica, la assorbe e può produrre biomassa e bioplastica biodegradabile: è un microrganismo che è stato scoperto a Vulcano dai ricercatori di Seed Health, un’azienda di scienze del microbioma. Del gruppo fanno parte anche ricercatori dell’Università di Palermo e l’obiettivo è trovare soluzioni basate sui microorganismi per una delle maggiori sfide del nostro pianeta: l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera che causa alterazioni del clima. Il progetto si chiama “The Two Frontiers Project (2FP)” e utilizza metodi scientifici all’avanguardia per esplorare i microrganismi (organismi unicellulari invisibili ad occhio nudo)  di ecosistemi vulcanici unici dal punto di vista delle caratteristiche chimiche, naturalmente ricchi di anidride carbonica di origine vulcanica per scoprire nuovi meccanismi biologici per la cattura del carbonio da parte di questi microrganismi. 

I campionamento nell’isola di Vulcano

Il team di 2FP al quale partecipano Marco Milazzo, Paola Quatrini, Gabriele Turco e Davide Spatafora di UniPa ha completato la prima spedizione nelle sorgenti idrotermali sottomarine della baia di Levante di Vulcano, nelle Isole Eolie, lo scorso settembre 2022, dove ha campionato la vita microbica nelle zone di emissione vulcaniche ricche di anidride carbonica. “In particolare – spiega Marco Milazzo – con il supporto di ricercatori dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) e della comunità locale dell’Isola di Vulcano, è stato possibile caratterizzare la chimica della baia e sono stati condotti campionamenti di acqua, sedimenti e biofilm microbici che aderiscono ai sedimenti, al fine di ottenere sia microrganismi coltivabili ancora sconosciuti che materiale biologico per la conservazione e lo studio del dna”. Successivamente, un gruppo più ampio di scienziati della Harvard Medical School, della Colorado State University e dell’Università di Madison-Wisconsin, ha iniziato a coltivare specifici microrganismi fotosintetici dai campioni provenienti dalle acque siciliane.

Materia organica ad alto valore aggiunto

Sono stati isolati cianobatteri (batteri fotosintetici che utilizzano la luce solare per trasformare l’anidride carbonica in sostanza cellulare) vulcanici ed estremofili mai visti prima che si sono rivelati più efficaci per la cattura del carbonio rispetto a quelli isolati e studiati finora. Questi batteri fotosintetici sono delle vere e proprie macchine naturali produttrici di materia organica e molecole ad alto valore aggiunto a partire da risorse inesauribili, quali la luce solare e l’anidride carbonica. Questi microrganismi possono essere utilizzati come fonte di biomasse, di acidi organici, lipidi, proteine, carboidrati, vitamine e pigmenti naturali e altre sostanze utili. La biomassa può essere impiegata nelle bioraffinerie per produrre biocombustibili. I primi dati suggeriscono che questi microrganismi possono persino convertire il carbonio catturato in bioplastica biodegradabile”. 

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli