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Borsa della Ricerca, il Forum a UniCT. Il rettore: “Noi leader nei bandi Pnrr”

L'evento si terrà a ottobre 2023 ed è stato presentato dal rettore Francesco Priolo e da Tommaso Aiello, presidente della Fondazione Emblema. Servirà a creare un'occasione diretta di contatto il mondo della ricerca e le imprese che vogliono investire nell'innovazione

La Sicilia, il suo mondo imprenditoriale e anche quello della ricerca è malato spesso “di esterofilia e benaltrismo. Dovremmo imparare a guardarci dentro, perché troppo spesso si pensa a quanto sono bravi fuori e non si conosce nulla di quanto si fa qui”. Lo dice Francesco Priolo, rettore dell’Università di Catania, in occasione della presentazione del Forum nazionale 2023 della Borsa della Ricerca, evento che si terrà a ottobre 2023 per la prima volta in Sicilia dopo dodici anni in Campania, e presentato oggi insieme a Tommaso Aiello, presidente della Fondazione Emblema che lo ha ideato. Non una fiera, ma un evento nato nel 2010 con l’idea di creare un’occasione diretta di contatto tra chi nelle Università si occupa di ricerca e chi nelle aziende è interessato a investire nell’innovazione.

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Obiettivo: far incontrare ricerca e imprese

Nell’ultimo triennio, hanno preso parte all’iniziativa oltre 150 spin off, 116 gruppi di ricerca di 42 università e oltre 70 fra imprese e investitori. E, secondo Aiello, “dal punto di vista di chi collabora con una decina di Università in Italia, la Sicilia e Catania ha tutte le condizioni, scientifiche ambientali e territoriali per attrarre. La Borsa è solo un evento, che dura tre giorni, ma la sfida è sfruttare l’evento per avviare collaborazioni di sistema”, spiega. Il forum, che partirà il 10 ottobre e durerà tre giorni, ha del resto l’obiettivo di mettere in contatto il mondo della ricerca universitaria (gruppi, dipartimenti, startup e spin off) e aziende, imprese innovative, incubatori e investitori pubblici e privati. “Tra queste aziende – prosegue Aiello – ci saranno quelle che vorranno collaborare con l’Università e altre interessate alle opportunità dei fondi pubblici, altre ancora che vogliono invece investire risorse proprie nel mondo della ricerca e delle startup su progetti di innovazione, perché hanno bisogno di tempi più brevi, proprio perché uno dei limiti dei finanziamenti pubblici sono i tempi lunghi”.

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I “numeri” nei bandi nazionali dell’Università di Catania

Al quadro definito da Aiello, il rettore Priolo aggiunge alcuni dati: “Siamo leader nei bandi competitivi lanciati con il Pnrr, come il progetto Samothrace, uno degli undici approvati in Italia. Per i progetti di partenariato estesi, su 14 in tutta Italia l’Università di Catania è presente in otto. Siamo inoltre, come partecipanti, in tre progetti relativi alla coesione e in progetti sulla sanità. Tutti progetti approvati, nei fatti la capacità di drenare risorse e di essere vincenti in fase progettuale dimostra una capacità di ricerca invidiabile”. “Gli ecosistemi – aggiunge Aiello – sono per definizione mondi chiusi, la sfida è farli diventare sistemi aperti ad aziende che non sono dentro questi raggruppamenti. E far rimanere laureati e dottorandi, molti dei quali vengono anche dall’estero anche da fuori dell’Unione europea, in Sicilia, creando nuove occasioni di occupazione”, conclude.

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Leandro Perrotta e Agostino Laudani
Leandro Perrotta e Agostino Laudani
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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