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Cantieri Pnrr al Sud ad alto rischio fallimento. Serve correre sin da adesso

Secondo Svimez, gli enti del Mezzogiorno ci mettono mediamente 450 giorni in più per portare a compimento le opere pubbliche. Un ritardo che potrebbe compromettere il rispetto del cronoprogramma. Alvano (Anci): "I Comuni devono poter assumere e associarsi"

Quando in Italia bastano mediamente 1.007 giorni per realizzare nuove infrastrutture, i Comuni del Sud hanno bisogno di ben 450 giorni in più. Tempi troppo lunghi, tanto da compromettere il rispetto della tabella di marcia che fissa al 31 agosto 2026 il termine per rendicontare le infrastrutture previste dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e raggiungere gli obiettivi di coesione territoriale. Lo rileva il Rapporto Svimez 2022 sull’economia e la società del Mezzogiorno, che ha preso in esame i tempi di realizzazione delle opere pubbliche nell’ambito del sociale, analizzando una banca dati di oltre 46 mila interventi infrastrutturali (Bdap – Ragioneria generale dello Stato, ministero dell’Economia e Finanze) realizzati dai Comuni, ad esclusione delle Città metropolitane, nell’ultimo decennio 2012-2021: infrastrutture scolastiche, abitative, sport e tempo libero, beni culturali, sanitarie, direzionali e amministrative, culto e altre. Ovunque “emergono difficoltà da parte degli enti del Sud nel maturare e tradurre in progetti tecnici le scelte di investimento e, non da meno, nel gestire efficacemente le procedure burocratiche per la predisposizione delle gare di appalto, l’assegnazione dei lavori e l’apertura dei cantieri”, osserva Svimez.

Giorni mediamente impiegati nella realizzazione delle infrastrutture sociali a titolarità degli enti locali (scostamento percentuale rispetto alla media nazionale). Fonte: Elaborazioni Svimez su dati Bdap – Banca dati amministrazioni pubbliche

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L’iter burocratico da avviare entro questo mese

Considerando le tre fasi delle opere (progettazione, esecuzione e conclusione dei lavori) il Mezzogiorno presenta evidenti ritardi rispetto al Centro e alle aree Settentrionali, con oltre 300 giorni in più che si accumulano per esempio nella fase di cantierizzazione (esecuzione dei lavori). Confrontando i giorni disponibili fino al 31 agosto 2026 e la durata media della realizzazione delle infrastrutture sociali osservata per le diverse macro-aree, l’ultimo mese utile per avviare le procedure burocratiche e rispettare il termine risulta agosto 2022 per le Isole e ottobre 2022 per il Sud. I tempi per le restanti macro-aree sono nettamente più rilassati: maggio 2023 per il Centro e l’estate 2024 per le aree settentrionali. Se gli enti locali del Mezzogiorno non dovessero invertire il trend e rendere più efficiente la macchina burocratica necessaria all’affidamento dell’appalto, all’apertura del cantiere e alla realizzazione dei lavori, avrebbero dei tempi estremamente stretti per portare a conclusione le opere così come previsto dal regolamento RFF 2021/241 del Pnrr.

Cronoprogramma degli interventi legati al PNNR in base ai tempi medi di realizzazione osservati per le macro-aree

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Alvano (Anci): “Comuni senza personale”

“Questi dati non ci stupiscono – commenta Mario Alvano, segretario generale di Anci Sicilia – perché noi registriamo ritardi anche sull’utilizzo di risorse non legate al Pnrr, come quelle che passano dai distretti sociosanitari o sui fondi della programmazione Ue. Il problema di fondo, che noi abbiamo più volte segnalato, è quello di una macchina amministrativa che presenta una serie di limiti. Un primo limite è legato al fatto che la condizione finanziaria non ha consentito da anni e anni di poter assumere personale. Nell’ambito del Pnrr erano previsti tanti esperti tecnici che dovevano essere selezionati, ma che ancora non ci sono o si stanno mettendo in campo adesso, con un’assunzione da parte degli enti locali di figure a tempo determinato. Poi ovviamente si spera che queste figure siano adeguate e possano risolvere il problema. C’è quindi un problema strutturale storico legato alle mancate assunzioni, un tema che preesisteva e che per essere risolto ovviamente avrebbe avuto necessità di un intervento tempestivo. Le misure che ci sono state in realtà sono arrivate tardi”.

Giorni impiegati per la realizzazione delle infrastrutture sociali a titolarità degli enti locali per fase e ripartizione territoriale. Fonte: Elaborazioni Svimez su dati Bdap – Banca dati amministrazioni pubbliche

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Comuni associati: un’opportunità non più rinviabile

“Un altro problema tutto siciliano – prosegue Alvano – è il forte ritardo rispetto alla possibilità di realizzare azioni anche in forma associata. Bisognerebbe spingere su soluzioni sovracomunali, cioè la costituzione di convenzioni o addirittura anche di unioni di Comuni. Mentre in Italia i Comuni sono diminuiti grazie alle fusioni tra enti, noi non abbiamo seguito questa strada: paradossalmente negli ultimi anni abbiamo in Comune in più (Misiliscemi, ndr) e da 390 siamo passati a 391 Comuni. Ora, per risolvere il problema bisogna fare quello che non si è fatto in questi anni: consentire agli enti di assumere personale qualificato, soprattutto in quegli uffici strategici come gli uffici finanziari e tecnici, soprattutto considerando la fase del monitoraggio e della rendicontazione, per le quali occorrono figure qualificate. Penso a incentivi agli enti per associarsi e realizzare forme aggregate. In ultima istanza, non sarebbe male che si realizzassero dei centri di competenza a supporto degli enti locali, per esempio nell’ambito delle città metropolitane e dei Liberi consorzi. Se guardiamo alla nuova programmazione che si sta sempre di più definendo anche a livello regionale, ci rendiamo conto che le risorse sui territori saranno postate non per singolo Comune ma per Città metropolitane. Occorre quindi pensare secondo un livello territoriale più ampio”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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