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Cardiochirurgia pediatrica, ancora palla al centro nel derby Taormina-Palermo

Da parte dell'assessore alla Sanità Giovanna Volo nessuna risposta certa sul futuro del centro messinese. Ancora una volta Comune e sindacati chiedono il rinnovo della convenzione con il Bambino Gesù di Roma, ma il Piano ospedaliero regionale prevede altro

Il Centro cardiologico pediatrico del San Vincenzo di Taormina è in bilico. La Regione ne ha annunciato la chiusura tra poche settimane, senza però escludere di poter trovare una soluzione perché le attività possano proseguire. Una speranza a cui si aggrappano, in primis, il Comune di Taormina e i sindacati, che chiedono fatti concreti. Nelle scorse ore la Commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana ha ricevuto l’assessore al ramo Giovanna Volo, proprio in merito al futuro della cardiochirurgia pediatrica nel messinese. “L’assessore non ha dato risposte, chiedendo altro tempo per decidere cosa fare. Peccato che in una precedente audizione avesse detto, come testimoniano i verbali, che la strada da seguire fosse la proroga e poi il rinnovo della convenzione del centro di Taormina”, dice il deputato regionale Calogero Leanza, vicepresidente della Commissione. “Un provvedimento stabilisce la prosecuzione dell’attività del Bambino Gesù all’ospedale di Taormina fino all’avvio della nuova Cardiochirurgia pediatrica al Civico di Palermo, unica sede per la Sicilia individuata dal ministero della Salute”, è la dichiarazione arrivata dagli uffici dell’assessorato alla Sanità a FocuSicilia, che pochi giorni prima della riunione in Commissione ha chiesto delucidazioni. Da Palermo ricordano come la legge nazionale preveda che ogni centro sia “al servizio di un bacino d’utenza fra i 4 e i 6 milioni di cittadini”, e al contempo assicurano che “la continuità assistenziale dei bambini sarà sempre garantita”.

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Le tappe della vicenda

Sulla vicenda pesano due questioni burocratiche. La prima riguarda il Piano ospedaliero regionale attualmente in vigore, che prevede che il Centro di cardiochirurgia pediatrica abbia sede a Palermo. La convenzione originaria tra la Regione e il Bambino Gesù di Roma, risalente al 2010, prevedeva infatti che la struttura sorgesse nell’ospedale “Villa Sofia – Cervello” del capoluogo. A causa di una mancanza di locali, il Centro fu dirottato temporaneamente sul San Vincenzo di Taormina. Da allora la struttura è rimasta nel messinese, e la convenzione con il Bambino Gesù di Roma è stata rinnovata a più riprese, fino all’attuale in scadenza nell’estate 2023. Proprio quando, secondo le previsioni della Regione, dovrebbe aprire la nuova Unità operativa complessa di Cardiochirurgia pediatrica dell’Arnas Civico-Di Cristina-Benfratelli di Palermo. La seconda questione riguarda il decreto Balduzzi del 2012, che prevede un centro cardiologico pediatrico ogni quattro-sei milioni di abitanti. La Sicilia, con i suoi 4,8 milioni, ha diritto a una sola struttura. Con l’apertura della nuova Cardiochirurgia pediatrica al Civico di Palermo, insomma, il centro di Taormina dovrebbe chiudere d’ufficio. Secondo alcune interpretazioni, una via d’uscita sarebbe stata un accordo con la Calabria, per creare una macro-regione che avrebbe avuto diritto a due centri di cardiochirurgia pediatrica. Più pazienti, più strutture. Un’opzione che, stando alle dichiarazioni che arrivano dall’assessorato, non si è concretizzata.

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Le reazioni di Comune e sindacato

A chiedere risposte il sindaco di Taormina Mario Bolognari, che nei mesi scorsi aveva sollecitato il governo regionale a trovare una soluzione. “Noi restiamo alle comunicazioni ufficiali date dall’assessore Volo a gennaio, quando fu annunciata la proroga e poi il rinnovo della convenzione con il Bambino Gesù”. La cardiochirurgia pediatrica del San Vincenzo, precisa il primo cittadino, non è in conflitto con quella di Palermo. “Perché la struttura entri pienamente in funzione ci vorranno sei o sette anni. Noi ci auguriamo che vengano trovate le risorse per continuare le attività a Taormina, che negli anni ha accumulato un patrimonio di esperienza e conoscenza importantissimo, che va assolutamente tutelato”. A contestare la scelta di chiudere il Centro messinese anche i sindacati. “Aspettiamo che dall’Assessorato arrivino decisioni ufficiali, visto che in Commissione non è stato detto nulla di concreto”, dice Antonio Trino, segretario provinciale di Fp Cgil Messina. “Se fosse confermata la chiusura sarebbe una notizia gravissima, e noi ci attiveremo per far valere le nostre posizioni”, conclude il sindacalista.

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I numeri della struttura

Il Centro di Taormina, insomma, sarebbe destinato a chiudere, malgrado negli ultimi anni abbia curato migliaia di bambini, e attiri pazienti da tutta la Sicilia e non solo. Secondo alcuni atti comunali consultati da FocuSicilia, nel 2019 sono state effettuate 4.756 visite ambulatoriali e disposti 415 ricoveri, 229 in cardiochirurgia pediatrica e 186 in cardiologia pediatrica. Gli interventi chirurgici effettuati sui piccoli pazienti sono stati 229. Quanto alle dimensioni della struttura, il Centro dispone di otto posti letto in cardiochirurgia pediatrica, sei in cardiologia pediatrica e quattro in terapia intensiva post operatoria. La pianta organica prevede cinque dirigenti medici, 14 infermieri e un coordinatore infermieristico in cardiochirurgia, sette dirigenti medici e otto infermieri in cardiologia, dieci dirigenti medici e 18 infermieri in terapia intensiva. Le spese affrontate per mantenere la struttura sono Dal 2010 al 2019 il Centro è costato 6,7 milioni, spesi per realizzare “reparti dotati di sala di emodinamica, sala operatoria, risonanza magnetica dedicata ai bambini”, nonché “sistemi di monitoraggio strumentali per ogni singolo letto in terapia intensiva”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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