Case green, via libera definitivo dall’Ue. L’Italia vota no. Giorgetti: “Chi paga?”

Ladirettiva Case greenapprovata definitivamente dall’Ue “èambiziosa e bellissima“, ma per il ministro dell’Economia e delle FinanzeGiancarlo Giorgetti“il tema è:chi paga?”. Il titolare del Mef non ha usato mezzi termini per commentare il via libera finale al documento da parte dell’Ecofin,il consiglio che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze di tutti i Paesi dell’Unione europea. A fronte di unaspesa stimata dal network specializzato Gcbi in 275 miliardi,la Direttiva non stanzia risorse, invitando gli Stati a provvedere con fondi propri. L’Italia è stata la sola nazione a votare contro la direttiva, insieme all’Ungheria.Si sono invece astenuteCroazia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Svezia.Dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, i Paesi avranno due anni di tempo per presentare unPiano di ristrutturazione del patrimonio immobiliare,dettagliando gli interventi necessari per raggiungere gli obiettivi fissati. Leggi anche –L’Europa vuole regole verdi per tutti. “Aggressione alle case degli italiani” Come spiegato daFocuSicilia, laEpbd, Energy performance of building directive,meglio nota come direttiva Case green, è stata approvata a metà marzo dal parlamento Europeo. Alla base della direttiva, le stime dell’Ue sul fatto chegli immobili pesano per il 40% sul consumo di energia e per il 36% sulle emissioni di gas serra.Da qui la necessità di “conseguire un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050“, puntando a ottenere “il miglioramento dellaprestazione energetica degli edificie la riduzione delleemissioni“. Il testo prevede un preciso calendario per l’adeguamento del patrimonio edilizio esistente,e impone che gli edifici di nuova costruzione sianoa impatto zero.Inoltre sono previsti interventi su altri ambiti, daipannelli solarialle infrastrutture per lamobilità sostenibile.A cominciare dallecolonnine per le automobili elettriche. Leggi anche –Case green: entro 10 anni il 77% degli edifici siciliani sarà fuori norma Per quanto riguarda i costi, come dettonon sono trascurabili, anzi.Secondo le stime diGbci, Green Building Council Italia– sigla che riunisce imprese, associazioni e e comunità professionali operanti nell’edilizia sostenibile – “si parla di un costo di275 miliardi di europer l’operazione, una spesa che oscilleràtra i 20 e i 55 mila euro a famiglia“. Secondo gli esperti “bisogna partire immediatamente in maniera concreta, predisporre un recepimento tenendo presente lepeculiarità del nostro territorio. Come il rispetto deirequisiti di resilienzae quindi dirisposta sismica dell’edificioche, purtroppo, questa direttiva non prende in considerazione”. Secondo il portale specializzatoScenari Immobiliari,la spesa media sarà tra i 20 e i 55 mila euro a famiglia anche per laSicilia.A pesare sul costo degli interventi sarà lo“stato di salute” energetica dell’immobile. Leggi anche –Case Green. Sicilia “insostenibile” con solo 3% di abitazioni a zero consumi Numeri che come detto preoccupano ilGoverno italiano,e che sono alla base delno alla direttivaespresso nei giorni scorsi. Il ministro Giorgetti ha motivato la scelta con l’esperienza, giudicata negativa, delSuperbonus 110%.“Noi abbiamo esperienze in Italia in cui pochi fortunelli hanno rifatto le case con i soldi che ha messo lo Stato, cioè tutti gli altri italiani. Diciamo che è un’esperienza che potrebbe insegnare qualcosa“. Per questo motivo secondo Giorgetti “c’è bisogno di riflettere”, poiché è legittimo immaginare edifici green “ma bisogna capirechi paga, le famiglie, gli Stati, l’Unione Europea?“. Una posizione su cui, come detto, l’Italia ha trovato l’appoggio di altri Paesi. Senza riuscire però a fermare l’iter.“Iprincipi sono bellissimi,la realtà è un’altra, e credo che sia dimostrata in base ai numeri”,ha concluso il ministro.