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Caso Cannes, i numeri: affitto di “Casa Sicilia” da 245 mila euro al giorno più iva

La mostra fotografica "Sicily, Women and Cinema" nel corso del Festival francese, prevedeva costi triplicati per l'affitto e l'allestimento della sede rispetto al 2022. E, da contratto, gli scatti sarebbero rimasti di proprietà della società lussemburghese Absolute Blu S.A, dello stesso autore delle immagini

Dopo il polverone mediatico, la mostra fotografica da 3,7 milioni di euro “Sicily, Women and Cinema”, già proposta nell’edizione 2022 del Festival del Cinema francese con un finanziamento da 2 milioni e 243 mila euro e approvata dall’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo retto allora da Manlio Messina, nel 2023 non si farà. Ieri il presidente della Regione siciliana Renato Schifani ha annullato “in autotutela” il provvedimento deciso dall’assessorato retto oggi da Roberto Scarpinato, esponente di Fratelli d’Italia come il predecessore. Le motivazioni, inviate con una nota stampa, sono da ricondursi a un parere dell’Avvocatura generale della Regione che, si legge “in merito all’affidamento dell’evento ‘Sicily, Women and Cinema’, non ha ravvisato piena correttezza nell’applicazione dell’articolo 63 del Codice degli appalti, che prevede la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara”.

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Budget Sicily Women Cinema 2023
Il Budget per il 2023 dell’evento “Sicily, Women and Cinema” che doveva tenersi al Festival di Cannes il prossimo maggio

3,7 milioni di euro per undici giorni d’esposizione

La società incaricata di porre in essere il progetto, per un importo di tre milioni e 71 mila euro a cui aggiungere l’Iva al 22 per cento in “reverse charge” per 675 mila euro e un contributo Anac (Autorità anticorruzione) di 2.800 euro, è la Absolute Blu S.A., con sede legale in Kehlen in Lussemburgo, rappresentata da Patrick Nassogne. Scopo, come si legge nel contratto tra l’amministrazione regionale e la società, “realizzare lo shooting fotografico denominato “Sicily, Women and Cinema 2023”, nonché organizzarne la presentazione nell’ambito della 76a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Cannes, che avrà luogo nel periodo 16-27/05/2023”. Il fotografo, indicato nel contratto con la Regione con il nome d’arte Moja, che avrebbe dovuto realizzare gli scatti per un budget approvato di 311 mila euro più iva è lo stesso Nassogne. Inoltre, “la Regione Siciliana e, per essa, Sicilia Film Commission, non svolge istituzionalmente attività di tipo commerciale in relazione ai diritti di autore delle immagini”, e quindi per “difetto di interesse concreto” da parte della Regione, ad iniziativa terminata i diritti d’autore sulle foto sarebbero “rimasti in capo alla Absolute Blue, come convenuto in sede di negoziazione a fronte della riduzione al 50 per cento del costo delle riprese fotografiche e filmiche che saranno effettuate dal fotografo Moja”.

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Società straniera, niente Durc

Come evidenziato nei decreti di approvazione firmati dal Responsabile del Servizio 9 – Sicilia Film Commission dell’Assessorato nella qualità di Responsabile unico del procedimento (Rup), Nicola Tarantino, l’incarico di realizzare le foto da parte di Moja, e della conseguente costosissima mostra, sarebbe stato affidato alla stessa società senza bando di gara in quanto questa possiede “profili di esclusività nella titolarità del format ‘Women and Cinema’ e nell’organizzazione, anche sotto il profilo logistico, degli eventi di comunicazione e promozione da svolgersi nell’ambito della 76a edizione del predetto Festival”. La società, non avendo sede in Italia, nella procedura ha però beneficiato di alcune importanti deroghe. La prima è sul Durc, il Documento unico di regolarità contributiva in assenza del quale non è possibile, per le società con sede in Italia, ricevere pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche. La società non ha del resto “posizioni Inps o Inail in Italia”.

La “prestigiosissima ‘Casa Sicilia’” da 245 mila euro al giorno

Undici giorni di esposizione quindi, il cui costo maggiore è per “l’apposita e prestigiosissima struttura denominata ‘Casa Sicilia’”, come si legge nel decreto dirigenziale. Si tratta dell’affitto del “Hotel Majestic” che nell’edizione 2022 “ha riscosso uno straordinario successo mediatico ed ha contribuito ad incrementare l’attrattività della Sicilia per le produzioni cinematografiche internazionali”. Un successo tale che, per il 2023, il costo del solo allestimento della sede prevede la gran parte del budget. Nel 2022 l’affitto di “Casa Sicilia” era infatti costato 253 mila euro, mentre per il 2023 la voce nello stesso budget è di 920.206 euro, comprensivo però di “decorazione”. A questi costi, nel 2022, si aggiungevano infatti 564 mila euro per “allestimenti, noleggi arredi ed attrezzature”, e 57 mila euro di costi “logistici”. Nel 2023, nella definizione del budget, queste somme sono state integrate da ulteriori 306.400 euro per “pannelli pubblicitari fuori sala e dentro sala”, 511 mila euro per “animazioni, conferenza stampa e consumi”, e ben due voci di spesa per la manodopera, rispettivamente da 169.860 e 618.428 euro. Il totale per le spese degli 11 giorni d’affitto e di organizzazione di eventi in “Casa Sicilia” dal 16 al 27 maggio sarebbe quindi stato di 2 milioni e 760 mila euro, iva esclusa, contro i circa 800 mila dello scorso anno. Del resto l’edizione 2023 avrebbe dovuto contenere nella “prestigiosissima sede” anche una “una sala VIP destinata a ricevere, in un contesto di maggiore riservatezza e tranquillità, gli artisti che si avvarranno degli spazi della Regione siciliana per le conferenze stampa, le presentazione dei film in concorso e per i correlati eventi conviviali”.

Il portale Caronte della Regione con informazioni ferme a maggio 2021

Le indagini e il portale Caronte non aggiornato

Sul caso, oltre al provvedimento in autotutela del presidente della Regione siciliana, sono in corso indagini da parte della Guardia di Finanza che ha ieri acquisito degli atti nella sede dell’Assessorato su mandato della Corte dei Conti e della Procura europea Eppo. La mostra, già nel 2022, era infatti stata realizzata a valere sui fondi del Piano Sviluppo e Coesione (Psc) 2014-2020. Per tale ragione tutta la documentazione, pur in assenza di bandi di gara, è caratterizzata da un Codice Identificativo di Gara (Cig), oltre che da Codice Unico del Progetto (Cup), in assenza dei quali non sarebbe stato possibile avviare i pagamenti da parte dell’amministrazione. Accanto a questi vi è anche presente il “Codice Caronte”, che si riferisce al sistema informativo “per la raccolta, la gestione e la trasmissione delle informazioni relative ai progetti d’investimento finanziati principalmente nell’ambito dei Fondi Strutturali e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione – FSC (ex FAS) della Regione Siciliana”. Sul portale non è però possibile eseguire un monitoraggio civico: i dati sono stati aggiornati l’ultima volta al 28 maggio 2021.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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