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Catania, beffa sui rifiuti: nessuna diminuzione, la Tari rischia l’aumento

Il costo del conferimento in discarica è previsto in aumento per il caro-energia. Così anche i risparmi dovuti all’aumento della differenziata e il recupero del 7 per cento di evasione potrebbero finire "inceneriti". E se, come affermato dall'assessore all'Ecologia Barresi, la diminuzione potrà esserci "in prospettiva", intanto la metà dei cittadini continua a non pagare

“Una riduzione della Tari? Non è in agenda. Anzi dobbiamo sperare di non doverla aumentare a causa degli aumenti dei costi di discarica per il pesante rincaro dell’energia elettrica”. Questa la risposta data alcuni giorni fa a un suo collaboratore dal sindaco pro tempore Roberto Bonaccorsi in riferimento alle notizie pubblicate su alcuni organi di stampa sulla prospettiva che un aumento della differenziata potesse consentire un abbattimento della tassa rifiuti. Una promessa fatta peraltro due anni fa dal sindaco, oggi sospeso per la legge Severino, Salvo Pogliese. Il primo cittadino in consiglio comunale, nel 2019 ,dovette aumentare la tassa rifiuti del 14 per cento per far fronte ai costi del servizio lievitati per un aumento dello smaltimento in discarica, e in quella sede promise che in due anni avrebbe provveduto a riportarla alla normalità. Promessa finora non mantenuta.

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L’assessore precisa: “Diminuzione solo in prospettiva”

Ora l’aumento della differenziata riapre il tema lasciato in sospeso, ma con cautela, per non dare false speranze ai cittadini etnei. Sul tema il sindaco facente funzione Bonaccorsi, preferisce non parlare. Abbiamo quindi interpellato l’assessore all’Ecologia Andrea Barresi, che alcuni giorni fa ha divulgato le percentuali in aumento della raccolta differenziata in molti lotti della città, escluso il Centro di Catania, lotto non ancora assegnato. “Noi non abbiamo mai parlato di una riduzione imminente della Tari – precisa -2 ma soltanto di una diminuzione in prospettiva. Più crescerà nei prossimi mesi la differenziata più ovviamente potremo prevedere una diminuzione progressiva della Tari”. Nessun diminuzione in vista quindi, “ma questo è solo un indice per invogliare in primo luogo i cittadini che già stanno differenziando in alcune zone  a procedere su questa linea, non dimenticando, però, che abbiamo il problema del costo della discarica. Si tratta, quindi, di una fase in evoluzione e non possiamo dire  con certezza quando tempo ci vorrà per l’annunciato taglio e quando sarà la eventuale percentuale di abbattimento”, afferma l’assessore all’Ecologia.

A Catania si pagano 500 euro per 90 metri quadri

Nei fatti la tassa sui rifiuti continua a restare tra le più alte d’Italia e tale rimarrà ancora chissà per quanto. A Catania per un immobile di 90 metri quadrati si pagano annualmente circa 500 euro. A Verona la Tari per un immobile simile è di circa 160 euro. Il sindaco pro tempore qualche mese fa, in veste di assessore alle Finanze, aveva già fatto il punto sulla Tari e aveva spiegato che l’obiettivo era “quello di una riduzione della tassa  per una  percentuale non meglio precisata, ma solo se si fosse riusciti ad aumentare la differenziata”. Proprio adesso, come comunicato dall’assessore Barresi, la raccolta segna percentuali record rispetto al recente passato: il 47 per cento nel lotto Nord, che comprende i quartieri Canalicchio, San Giovanni Galermo e San Nullo, mentre il lotto Sud, con Vaccarizzo, Villaggi a mare e San Giorgio, si è fermato sul 38 per cento. Possiamo quindi prevedere che presto qualcosa cambierà? Le parole a chiarimento dell’assessore Barresi lasciano sospettare che per una possibile  riduzione della Tari se ne potrebbe riparlare chissà quando, magari nella prossima sindacatura. 

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Oltre il 50 per cento di evasione

Sulle 160 mila utenze iscritte a ruolo, oltre la metà, secondo le recenti percentuali divulgate dal Comune che risalgono al giugno scorso, non paga il tributo, e da allora l’emergenza Covid potrebbe aver peggiorato il dato. Eppure poco tempo fa il Comune aveva presentato  dati rassicuranti sulla emersione di una massa imponibile di circa il 7 per cento della quota totale, che equivale a una cifra fra i 7 e gli 8 milioni di euro recuperati, grazie al capillare lavoro effettuato da una task force istituita dall’assessorato alle Finanze. Proprio l’assessore Bonaccorsi si era rallegrato perché “in questo modo erano emersi  anche molti professionisti e aziende che finora erano sconosciuti all’ufficio tributi”.

Il costo dell’evasione toglie altri servizi ai cittadini

Tra conferimento in discarica in aumento ed evasione, il Comune è costretto quindi pagare all’incirca 80 milioni di euro di costo della tassa che ricade tutta sui contribuenti. E, soprattutto, a causa di quel 50 per cento che non paga è costretto ad accantonare in bilancio un fondo per “crediti inesigibili” equivalente alla percentuale di evasione dell’anno precedente, ovvero circa 40 milioni di euro, che costringe a ridurre tutte le spese per gli altri servizi. Così ogni anno che passa a causa dell’evasione bisogna abbattere le spese per i servizi sociali, l’abbellimento della città, il verde pubblico, il rifacimento delle piazze  e tanto altro.

Più costi per i Comuni, ma la Regione non paga

L’ultimo aumento della Tari del 2019 del 14 per cento fatto dal sindaco Pogliese du giustificato con un aumento dei costi di conferimento in discarica di circa 10 milioni. Una situazione che sembra riproporsi anche oggi per via del generalizzato aumento dei costi dell’energia, anche se ancora non è possibile quantificare l’entità dell’aumento sul comparto. Nel corso del recente tavolo tecnico tra l’assessore regionale Caterina Baglieri e i sindaci, il nodo dei costi delle discariche è stato tra gli argomenti principali. Le discariche avrebbero chiesto proprio agli enti locali un adeguamento dei costi che potrebbero provocare un nuovo pesante onere. La Baglieri avrebbe detto ai sindaci che la Regione siciliana non può farsi carico anche di questi costi e sembra che abbia garantito soltanto il costo di un eventuale trasferimento all’estero del surplus di rifiuti secondo le capienze delle discariche. Una brutta gatta da pelare per i sindaci che presto anziché abbattere la tariffa potrebbero ritrovarsi ad essere costretti ad aumentarla.

Tassa in bolletta: scommessa ormai persa

Per combattere l’evasione, oltre un anno e mezzo fa la proposta di inserire la Tari nella bolletta delle luce partì da Catania per essere recepita dal governo nazionale. Promotore della proposta proprio il vicesindaco Bonaccorsi che allora da assessore e oggi come sindaco pro tempore ritiene che la Tari in bolletta avrebbe permesso al Comune di recuperare molta della base di evasione che ancora resta difficile da aggredire. Allora come oggi questa battaglia è stata categoricamente scartata dal governo. Uu esito ben diverso da quello relativo al canone Rai, arrivato in bolletta senza opposizioni.

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista, per molti decenni al quotidiano "La Sicilia" di Catania, con la qualifica di cronista. In passato collaboratore di testate nazionali e corrispondente per anni dell'Agenzia di stampa nazionale "Quotidiani associati".

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