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Catania e Palermo tra i maggiori sistemi locali per produzione di ricchezza

La narrazione a tinte fosche della crisi economica siciliana spesso esclude dalla visione i punti di luce: Catania è seconda tra i 103 grandi Sistemi locali del lavoro in Italia per valore aggiunto, Palermo diciassettesima, scrive Istat. Un risultato dovuto, sotto l’Etna, in maniera determinante dalla presenza di aziende come STMicroelectronics e Pfizer

Ci sono narrazioni dominanti ed altre alternative sull’economia della Sicilia. 
La Sicilia è “nella crisi economica peggiore dal dopoguerra“. Così la Banca d’Italia solo pochi mesi fa definiva la situazione nell’Isola nella sua analisi periodica dell’economia. Una crisi naturalmente legata al Covid, con valore aggiunto ai minimi e occupazione in calo nonostante il blocco ai licenziamenti avesse determinato ovunque un freno all’emorragia di posti di lavoro. Ed ancora, secondo i dati Istat pubblicati il 29 dicembre sui risultati economici delle imprese e delle multinazionali a livello territoriale per l’anno 2019, la Sicilia risultava il fanalino di coda, con la quota più bassa di comuni altamente produttivi, con le stesse Palermo e Catania dietro a città più piccole del Centro-Nord in valori assoluti. 

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Catania seconda in Italia per produzione di ricchezza nell’industria

Eppure analizzando il sistema industriale siciliano nel dettaglio, le conclusioni non sono così semplici e funeste. Istat nello stesso rapporto dà in dettaglio anche le performance territoriali, quelle ovvero dei sistemi locali del lavoro (Ssl). E Catania e Palermo sono tra le migliori in Italia per produzione di ricchezza nell'industria, con un indice rispettivamente del 32,9 e del 29,8 per cento. Con un valore aggiunto, rispettivamente, di 1 miliardo e 811 milioni di euro su 5,5 miliardi di fatturato globale per Catania, e 1 miliardo e 275 milioni di euro su un fatturato di poco meno di 4,3 miliardi di euro per Palermo. 

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Un indicatore per salute e indipendenza del Sll

L’indicatore valore aggiunto/fatturato è indicativo della salute e dell'indipendenza di un sistema produttivo: quando è calcolato a livello di un’impresa, ad esempio, il rapporto è una misura del grado di integrazione verticale compreso tra 0 e 1, dove 0 esprima una totale dipendenza dell’impresa dall’esterno e 1 invece la capacità di essere autosufficienti. Quando questo indicatore è riferito ad un insieme di imprese in un dato territorio, in questo caso i sistemi locali di lavoro, diventa il termometro della produzione di ricchezza. Nel caso di Catania lo 0,329 rappresenta un ottimo risultato a livello nazionale, addirittura il secondo se confrontato con gli altri sistemi locali con fatturato superiore ai tre miliardi, con il primo posto di Borgomanero in Piemonte. Palermo, in un elenco che contiene ben 103 sistemi locali, è peraltro in ottima posizione, al numero 17, con un indicatore di 0,298. 

Due casi estremi: Lipari e Augusta

Se si scende di livello, nel senso che si prendono in considerazione fatturati globali anche inferiori ai tre miliardi di euro, emergono alcuni dati interessanti. Ad esempio, il sistema locale di Lipari, con un fatturato oltre un centinaio di volte inferiore – poco sopra i 38 milioni di euro - viaggia con indicatore record per la Sicilia e tra i primi in Italia pari a 0,59 nel 2019. E’ anche vero che la condizione di insularità obbliga “Lipari e le sue sorelle” a dover mantenere un certo grado di autosufficienza, ma la performance superiore è indiscutibile. 
Per contro il maggior sistema locale siciliano, quello di Augusta, con oltre 14 miliardi di fatturato globale determinato in buona parte dalle big del settore energetico, ha appena il 2 per cento di rapporto percentuale sul valore aggiunto (e lo 0,02 in termini di indicatore), dunque è meno autosufficiente e più dipendente dai servizi offerti da altre imprese fuori del territorio. Mostra pertanto tutte le fragilità ampiamente denunciate in questi mesi da imprese e sindacati, tanto da richiedere il ricorso all'area di crisi industriale: il valore è il peggiore a livello nazionale, distanziando in negativo Savona, che arriva al 11,9.

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In cinque anni indicatore migliorato a Catania e Palermo

Torniamo a Catania e Palermo che, tra l’altro, nell’ultimo quinquennio hanno migliorato tale indicatore. Palermo è passata da 0,238 a 0,298, Catania invece da 0,305 a 0,329. I sistemi locali dei due capoluoghi più importanti in Sicilia hanno rafforzato la loro posizione, dunque hanno migliorato il loro grado di indipendenza e conseguentemente la capacità di produrre ricchezza. Nel sistema di Palermo, l’Istat considera 6.134 unità locali per un totale di 24.314 addetti ; in quello di Catania si contano 7.288 unità locali per un totale di 32.674 addetti. 
I casi di Catania e Palermo sembrerebbero quindi sintomo anche di un altro fattore solitamente escluso dalle analisi effettuate dai giornali: è determinante nella produzione di ricchezza delle unità locali il contributo di grandi aziende e multinazionali come lo è ST Microelettronics per Catania. L'azienda da sola "pesa" nell'economia cittadina con una forza lavoro di 4500 unità, per il 17 per cento del totale della forza lavoro del sistema locale, che comprende anche altri 20 Comuni dell'hinterland, ovvero Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Acireale, Aci Sant'Antonio, Belpasso, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, Motta Sant'Anastasia, Nicolosi, Pedara, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Sant'Agata Li Battiati, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde e Viagrande. 

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La forza del Sll di Catania è ST ma anche Pfizer

La forza del Sll di Catania sta  quindi nella presenza di ST, ma anche di Pfizer, dello stabilimento Parmalat (ex Latte Sole), della SIFI e di altre imprese che, molto orientate ai mercati internazionali, generano fatturato a partire da Catania e in rapporto ad esso hanno anche un buon valore aggiunto, alla cui determinazione concorre la produttività del lavoro. Se Pfizer dunque dovessedavvero attuare il ridimensionamento annunciato, con i relativi licenziamenti, Catania perderebbe forza come Sll. Un complementare a quello che emerge dall'analisi delle sole società di capitali con sede legale in Sicilia nel 2019, pubblicato da FocuSicilia, e che vede in testa per fatturato le aziende dell'armatore Grimaldi e soprattutto la Isab di Priolo, le partecipate dei maggiori enti locali, come Seus 118, e le catene di supermercati.

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Leandro Perrotta e Rosario Faraci
Leandro Perrotta e Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987. Leandro Perrotta è vicedirettore di FocuSicilia. Classe 1984, inizia la sua attività giornalistica nel 2006 scrivendo su varie testate della cronaca di Catania. Grande attenzione al quartiere di Librino dove nello stesso anno è stato tra i fondatori del freepress "La Periferica". Dal 2018 è presidente del Comitato Librino Attivo

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