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Catania, sfratto per 4 famiglie in locali del Policlinico. “Accordo impossibile”

Per vent'anni hanno abitato un edificio mai utilizzato dall'ospedale, e giorno 24 saranno sgomberati. Il sindacato Sunia ha proposto una transazione, ma l'azienda risponde: "L'accordo avrebbe comportato un danno erariale inammissibile per un’azienda pubblica"

Quattro famiglie, tutte economicamente disagiate, da ormai venti anni occupano un immobile abbandonato in via Gallo 4 a Catania. Da 35 anni la proprietà dell’edificio è pubblica: prima dell’ospedale “Vittorio Emanuele”, che lo ha ricevuto via lascito testamentario dalla proprietaria, e oggi è dell’azienda “Policlinico- San Marco”. Il 24 gennaio gli occupanti saranno sgomberati: in questi mesi, infatti, l’Azienda ospedaliera ha avviato l’iter  che ha disposto l’intervento dell’ufficiale giudiziario. La vicenda è anche finita in tribunale, nel 2006, e conclusasi nel 2016 con la condanna degli occupanti e una richiesta di sgombero. Spiegano dal sindacato degli inquilini Sunia contattato dalle famiglie già nella primavera del 2021, “nel corso di tale giudizio, gli abitanti degli appartamenti continuarono a chiedere di avere in locazione gli immobili e in tale direzione ottennero assicurazioni da parte dell’Azienda che ottenne il nullaosta da parte dell’Assessorato Regionale e provvide alla determinazione di un canone (70 euro per vano utile), salvo poi rimettersi alla valutazione del valore locativo stimato dal Ctu nominato in corso di causa. Tuttavia, alla fine, del tutto immotivatamente, l’Azienda si tirò indietro dalla trattativa”. E oggi, a distanza di quasi sedici anni, è in arrivo l’esecuzione dello sfratto.

Il Policlinico: “Non si tollera l’illegalità”

Una nuova proposta per arrivare a un accordo tra le parti è stata inviata dal sindacato Sunia lo scorso 1 dicembre. La risposta dell’azienda ospedaliera, negativa, è arrivata invece giorno 10 gennaio, ed è stata però motivata solo oggi tramite un comunicato stampa. “In merito alla vicenda degli occupanti abusivi degli appartamenti aziendali di via Gallo 4 -6 e via Sant’Elena 6-12, l’Azienda, con deliberazione del Direttore generale ff n. 229 del 08.10.2020, ha dato esecuzione alla sentenza del Tribunale di Catania n. 5599/2016 e della successiva sentenza della corte di Appello n. 1927/2019. Ciò ha comportato l’avvio di idonee azioni giudiziarie finalizzate al rilascio delle unità immobiliari da parte delle famiglie che le occupano, e al recupero delle somme dovute a titolo di indennità di occupazione ‘sine titulo’, oltre al recupero delle spese di lite liquidate nei due gradi di giudizio. L’accordo transattivo proposto nei diversi incontri con l’azienda dal sindacato Sunia, peraltro in rappresentanza parziale di alcune delle famiglie interessate dalla sentenza, è stato giudicato inaccettabile in quanto ben lontano da quanto disposto dal Tribunale di Catania. Tale accordo avrebbe infatti comportato un danno erariale inammissibile per un’azienda pubblica che gestisce risorse pubbliche. Quindi, pur comprendendo lo stato di necessità delle famiglie, l’azienda ospedaliero universitaria non intende ulteriormente tollerare alcuna situazione di illegalità nella gestione dei beni appartenenti al proprio patrimonio”.

Protesta davanti al palazzo della Regione alle 19

Il sindacato Sunia ritiene comunque che la vicenda non sia conclusa, e la mediazione stragiudiziale avviata nel 2006 starebbe a dimostrarlo. “L’accordo è stato più volte quasi raggiunto, ma il cambio di direzione dell’Azienda e le diverse vicende amministrative  non hanno consentito che la vicenda venisse chiusa. La sentenza emessa nel 2016 condanna le famiglie a pagare i canoni pregressi e a lasciare  gli appartamenti. “In questi anni – scrive il Sunia di Catania – gli interessati si sono presi cura dell’immobile nonostante nel contenzioso queste somme spese non siano state tenute in alcun conto. Il Sunia aveva presentato da parte del una proposta transattiva, discussa con gli interessati, che potesse consentire alle famiglie di estinguere con una rateizzazione il debito pregresso, ovviamente decurtato tenendo anche conto delle spese fatte per la manutenzione ordinaria e straordinaria, e di pagare regolarmente i canoni dell’affitto”. A sostengo delle famiglie ci sarà una protesta oggi alle 19 davanti al palazzo della Regione (ex palazzo Esa) di Catania.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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