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Centro direzionale regionale a Librino, “Meglio riqualificare l’esistente”

Rete Piattaforma per Librino e CittàInsieme scrivono una lettera aperta al presidente della Regione e al sindaco di Catania. Librino ha bisogno di tante cose, ma non di nuove costruzioni

Lettera aperta al Sig. Presidente della Regione Siciliana e
al Sig. Sindaco del Comune di Catania

Vorremmo richiamare la sua attenzione su un importante quartiere della Città di Catania, “Librino”. Gode di una posizione strategica invidiabile, facilmente raggiungibile dal resto della città e dai Comuni dell’hinterland, sul quale sarebbe possibile quindi investire efficacemente operando, ad esempio, decentramenti amministrativi nelle strutture abbandonate che in questo quartiere sorgono copiose e che porterebbero un notevole risparmio dei fitti passivi pagati dalle pubbliche amministrazioni, oltre che importanti azioni di riqualificazione del territorio.

Stupore per la scelta

È anche per queste ragioni che apprendiamo con un certo stupore che il “centro direzionale della Regione Siciliana – sede di Catania” verrà realizzato nei prossimi anni nella zona di “Nesima Superiore”, secondo quanto afferma la delibera n. 228 approvata il 27 maggio u.s. dalla giunta regionale, recante lo schema di convenzione tra la Regione medesima ed il comune di Catania per la concessione del diritto di superficie ad aedificandum su terreni comunali ricadenti in quell’area della nostra città.

Riqualificare l’esistente

Due considerazioni, fra le molteplici: 1) l’area individuata dalle parti ricadrebbe in zona sottoposta a tutela del Piano Paesaggistico, dato che in quest’area insiste la colata lavica del 1669, e non edificabile secondo il PRG; 2) Nel Piano di Zona di Librino è previsto che nell’area di viale Librino debba sorgere un “Centro Direzionale per Uffici Pubblici”. Perché costruire nuove opere anziché riqualificare l’esistente? Dov’è finito l’imperativo categorico del “consumo di suolo zero”?

Abbandonare l’idea di Librino come quartiere dormitorio

Dopo l’apertura del nuovo ospedale San Marco, avevamo iniziato a credere ad un’inversione di tendenza della politica che permettesse di abbandonare (finalmente) l’idea di Librino come un mero quartiere dormitorio, attribuendogli finalmente quel valore strategico che la sua posizione naturale gli riconoscerebbe: assessorati comunali, cittadella delle forze dell’ordine, uffici giudiziari, nuovo stadio, centri direzionali… darebbero un grande impulso a quest’area della città, garantendo il giusto mix tra edilizia residenziale e servizi dei quali Librino e i suoi 70 mila -80 mila abitanti hanno estremo bisogno e, soprattutto, sfruttando a vantaggio di tutti gli utenti un’area che in termini di viabilità, collegamenti autostradali, parcheggi, collegamenti prossimi con la Metropolitana non ha certamente uguali con altre zone della città. Vantaggi di cui certamente non gode “Nesima Superiore” rispetto alla quale, all’edificazione di un mega Centro Direzionale Regionale corrisponderebbero ulteriori intasamenti di traffico che andrebbero ad aggiungersi a quelli che già oggi impediscono, nelle ore di punta, di compiere un solo passo.

Rete Piattaforma per Librino

CittàInsieme

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