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Città metropolitana di Catania, i quesiti di CittàInsieme sul Piano strategico

Le domande dell'associazione civica sul documento di programmazione triennale dell'ex provincia, introdotto dalla legge Delrio e affidato "al costo di oltre 330 mila euro"

La Città Metropolitana di Catania ha affidato, al costo di 330.309,75 euro, il servizio di predisposizione del suo Piano Strategico, uno strumento di programmazione triennale introdotto dalla L. n. 56/2014 (cd. “Legge Delrio”) da adottare e poi aggiornare ogni anno per mettere nero su bianco una “visione di sistema”, identificare punti di forza e di debolezza del territorio e degli ambiti di competenza, tutto al dichiarato scopo di ridurre le disuguaglianze esistenti ed incrementare l’attrattività e la competitività dell’area metropolitana alle pendici dell’Etna.

Lo statuto dell’ente

Rilanciare la nostra Città Metropolitana è senza dubbio un obiettivo ambizioso che avrebbe bisogno del coinvolgimento dell’intera cittadinanza, in tutte le sue articolazioni ed espressioni. È, peraltro, ciò che lo stesso Statuto della Città Metropolitana (la nostra ex Provincia, per intenderci) prevede in più di un articolo, sia nei confronti dei cittadini: “La partecipazione dei cittadini […] realizza il più elevato livello di democrazia” (art. 30, co. 1) … “mantiene, attraverso i propri organi e mediante le più idonee forme di consultazione, il collegamento con le organizzazioni sociali, sindacali, economiche, culturali e del volontariato per la elaborazione dei propri piani e programmi” (art. 30, co. 4); sia nei confronti degli Enti locali che ne fanno parte: “contribuisce alla definizione delle forme e dei modi di partecipazione degli enti locali alla formazione dei piani e dei programmi regionali” (art. 1, co. 8).

Le domande dei cittadini

Dunque, due domande alla Città Metropolitana di Catania: quale metodo improntato ai principi di partecipazione sopra enumerati è stato adoperato per l’analisi, la preparazione e la stesura di questo Piano Strategico? La cittadinanza ha appreso, a mezzo stampa ed ex post, di una presentazione (ad invito e presso una struttura privata) della “versione preliminare” di questo Piano Strategico. Qual è stata la ragione per la quale avere organizzato la presentazione di una mera versione preliminare, senza quanto meno poi (o, ancora meglio, prima!) rendere disponibile il testo per la consultazione? Due semplici domande che, in considerazione dell’entità delle risorse pubbliche investite allo scopo, richiedono adeguate risposte.

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