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Code e cali negli ingressi. Il debutto del “green pass” in Sicilia tra luci e ombre

Da venerdì sei agosto la certificazione sanitaria è obbligatoria per entrare in molte attività, tra cui bar e ristoranti, concerti e spettacoli, mostre e musei. E nei primi giorni non sono mancate le criticità, come spiegano a FocuSicilia i rappresentanti delle categorie

“No green pass, no party”. Da venerdì sei agosto è questa la regola per accedere a un lungo elenco di attività, tra cui bar e ristoranti, concerti e spettacoli, mostre e musei. Una misura che riguarda i cittadini, ma che ha un impatto anche sui gestori. “Alcuni esercizi hanno registrato un calo dei clienti”, dice a FocuSicilia Dario Pistorio, presidente regionale di Fipe Confcommercio. Per i concerti le cose si sono svolte in modo più tranquillo. “Abbiamo avuto solo qualche leggero ritardo per i controlli”, spiega Giuseppe Costantino Lentini, titolare dell’agenzia Inside produzioni. Qualche ritardo anche per il turismo museale. “Ci sono state un po’ di code all’ingresso dei musei, nulla di preoccupante”, dice Roberto Sammito, guida turistica e creatore di “Visit Vigata”. In generale, la speranza è che il green pass “serva almeno a scongiurare nuove chiusure”, come dice Alessandro Idonea, attore e regista, figlio dell’indimenticato Gilberto.

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Calo degli ingressi nei bar

Le nuove regole sul green pass sono state introdotte con decreto legge lo scorso 22 luglio. Tra le principali attività interessate la ristorazione, per la quale il decreto prevede l’obbligo di certificazione “per il consumo al tavolo, al chiuso”. Una scelta che sta avendo delle conseguenze sulle attività, dice il presidente di Fipe Sicilia Pistorio. “A quanto ci dicono i bar hanno avuto un calo degli ingressi, con una flessione di circa il 20 per cento”. Come accennato, la norma non prevede alcun obbligo per consumare al banco o all’aperto. “Il problema è che in Sicilia, d’estate, molti bar servono al chiuso con l’aria condizionata”, spiega Pistorio. L’affluenza nei ristoranti, invece, non mostra cali. “Al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni. Va detto che in questa stagione quasi tutti i ristoranti siciliani fanno servizio all’aperto”. Per i clienti, dunque, non è necessario avere la certificazione.

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La questione (irrisolta) della privacy

Per il presidente di Fipe, il problema riguarda soprattutto i controlli. “Pensiamo alle piccole realtà, ai bar di paese gestiti magari da persone anziane. Non è facile immaginarle a scansionare il Qr Code dopo aver scaricato l’applicazione”. Per questo, sin dall’emanazione del decreto, la posizione della Fipe a livello nazionale è stata quella di esentare i titolari dai controlli. “È impensabile che possano mettersi a chiedere alle persone di esibire il loro green pass e ancor meno a fare i controlli incrociati con i rispettivi documenti di identità”, ha scritto l’associazione. Senza contare le questioni legate alla privacy. “I gestori dei bar e dei ristoranti non sono pubblici ufficiali e come tali non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri”. Un tema, questo, che riguarda tutte le categorie interessate dal decreto.

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Più personale per effettuare i controlli

Lo conferma Giuseppe Costantino Lentini, titolare dell’agenzia Inside produzioni, che organizza concerti e spettacoli dal vivo in tutta la Sicilia. Per Lentini, l’entrata in vigore del green pass ha coinciso con un evento particolarmente importante. “La sera del sei agosto abbiamo debuttato con il maestro Nicola Piovani a Zafferana Etnea”. I controlli delle certificazioni sanitarie, spiega il manager, si sono svolti in modo abbastanza rapido. “Siamo usciti a iniziare appena un quarto d’ora dopo, quindi sostanzialmente in orario”. Un’efficienza non casuale, frutto di un preciso investimento. “Per controllare i green pass abbiamo assunto alcune persone in più”, dice l’impresario. Senza questa premura “sarebbe stato difficile iniziare puntualmente”, a dimostrazione che per gestire al meglio gli eventi “occorre una buona organizzazione”.

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Un lento ritorno alla normalità

Green pass a parte, la serata con il maestro Piovani è stata un successo. “Come previsto, abbiamo fatto sold-out”. Le poltrone dell’anfiteatro “Falcone e Borsellino” di Zafferana, per le regole sanitarie, sono state ridotte da 2.200 a 1.000. “Non c’è dubbio che avremmo avuto il tutto esaurito anche senza riduzione dei posti”, dice l’impresario con un po’ di rammarico. La crisi dello spettacolo, ricorda, dura ormai da oltre un anno, con perdite che secondo la Siae hanno superato l’80 per cento. “A danneggiarci sono state soprattutto le chiusure dello scorso autunno. Se il green pass è uno strumento utile per farci rialzare, che ben venga”. Lo sforzo della società, aggiunge Lentini, è stato quello di non aumentare i prezzi dei biglietti. “Non possiamo far pagare la crisi ai clienti. Anzi, facciamo di tutto per restituire un po’ di normalità”.

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L’incognita del botteghino

La stessa missione del teatro, anch’esso colpito da una grave crisi, che ha riguardato soprattutto le realtà indipendenti. Come quella di Alessandro Idonea, che il sei agosto è stato in scena a Sant’Agata Li Battiati. “Devo dire che c’è stato il pienone, ma lo spettacolo era a ingesso libero”. Ad occuparsi dei controlli, prosegue l’artista, è stata l’organizzazione dell’evento. “Non so se ci siano state difficoltà. Di certo è assurdo che le categorie che più hanno sofferto, come appunto i teatri, siano penalizzate”. Nelle prossime settimane, l’attore debutterà alle Ciminiere di Catania con lo spettacolo “L’importanza di essere Idonea”, omaggio a Martoglio, Musco e Pirandello nel segno artistico di papà Gilberto. “Al botteghino si capirà se le nuove misure avranno qualche effetto negativo sul pubblico. Speriamo di no, perché davvero non possiamo permettercelo”.

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In fila per entrare nei musei

Tra i settori che stanno cercando di rialzarsi dopo mesi difficili, anche quello del turismo culturale. “Personalmente non ho registrato cali nelle prenotazioni, anzi entriamo nella settimana più calda per il nostro lavoro, quella di metà agosto”, spiega Roberto Sammito, guida turistica e creatore di “Visit Vigata”, con la quale propone percorsi turistici nel sud est siciliano, e in particolare nei luoghi di Montalbano nel ragusano. Anche la guida ha dovuto adattarsi alla nuova situazione. “Ho studiato dei percorsi quanto più possibile all’aperto, in modo da favorire sicurezza e distanziamento dei turisti”. Proprio per questo, Sammito non ha l’incombenza di controllare i green pass. “Un po’ di code, però, le ho notate all’ingresso dei musei, dove la certificazione è richiesta”.

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Evitare nuove chiusure

Anche per la guida turistica la speranza è che le misure aiutino a scongiurare nuove chiusure. Il turismo, in particolare quello culturale, è stato tra i più colpiti dalla crisi innescata nei mesi scorsi dalla pandemia. “Nel 2020 abbiamo perso circa l’80 per cento, quest’anno non ho ancora fatto i conti ma saremo sopra il 50/60 per cento”, spiega Sammito. L’estate 2021 sta dando per adesso buoni risultati, “ma di certo non sufficienti per recuperare le perdite dei mesi scorsi”. La speranza per i prossimi mesi è quella di evitare nuove restrizioni, “che impedirebbero ai siciliani di viaggiare e ai turisti di arrivare”, conclude il creatore di “Visit Vigata”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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