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Come difendersi dalla contraffazione. Vittima il sei per cento dei consumatori

Manlio Arnone, presidente dell'Unione dei Consumatori dà alcuni importanti consigli per evitare di cadere nella trappola della contraffazione. Dai codici seriali all'elenco dei portali Web che vendono merce sospetta

ll fenomeno della contraffazione, come dimostrato dal Censis e ribadito dal Comando generale della Guardia di Finanza, ha in Sicilia una delle sue principali basi. E sono in tanti i consumatori che cadono nella trappola delle merci contraffatte. “Un documento del Ministero (“I cittadini europei e la proprietà intellettuale”), realizzato con la collaborazione dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale e del Centro Europeo Consumatori, dimostra che il 6 per cento degli italiani ha acquistato prodotti contraffatti a causa di indicazioni fuorvianti”. Ad affermarlo è Manlio Arnone, presidente dell’Unione dei Consumatori.

In Europa il mercato del “contraffatto” vale 121 miliardi

I prodotti contraffatti possono comportare gravi rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini e “alla luce del fatto che il 6,8 per cento delle importazioni dell’Unione europea è costituito da prodotti contraffatti, con un valore pari a 121 miliardi di euro, si capisce l’impatto che il fenomeno ha sull’utente finale”, continua Arnone. Secondo lo studio “per i consumatori risulta davvero difficile distinguere i prodotti autentici da quelli contraffatti. Anche se nel contesto globale il commercio elettronico registra una fase di forte espansione (secondo Eurostat oltre il 70 per cento degli europei ha effettuato acquisti online nel 2020, ndr), i cittadini europei nutrono ancora forti dubbi sulla possibilità di acquistare online in sicurezza”.  

La differenza tra contraffazione e truffa

C’è da aggiungere che ancora oggi si fa molta confusione tra contraffazione e truffa. “Spesso vengono erroneamente confusi tra loro, perché comportano al consumatore un danno simile, ma restano due fattispecie differenti. – sottolinea il presidente dell’Unione dei Consumatori – Mentre la contraffazione è l’imitazione fraudolenta, ovvero la falsificazione di un oggetto, la truffa negli acquisti, invece, si realizza quando un consumatore acquista un prodotto o un servizio – magari in un negozio online – con l’inganno da parte del venditore, non ricevendo mai quanto acquistato. Per questo, se ci si accorge di essere stati truffati bisogna sporgere denuncia”.

Sinergia tra forze dell’ordine e cittadini

“Occorre che le forze delle autorità preposte si uniscano a quelle dei cittadini, – sottolinea Arnone – perché le attività di contraffazione comportano anche un grave danno per l’economia dell’Unione europea e, in particolar modo, per le piccole e medie imprese (PMI). Basti pensare che una PMI su quattro in Europa dichiara di aver subito violazioni della proprietà intellettuale. Il 26,8% di queste, tra l’altro, si trova proprio in Italia. Le imprese titolari di diritti di proprietà intellettuale, quali marchi o brevetti, hanno segnalato perdite di fatturato (33%), danni in termini di reputazione (27%) e perdita di vantaggi competitivi (15%) a seguito della violazione dei propri diritti”.

I consigli del Cec per evitare i prodotti contraffatti

Il Centro europeo consumatori (Cec) consiglia di fare attenzione e di seguire qualche accorgimento per evitare di cadere nella rete dei prodotti contraffatti. Prima regola è quella di diffidare dai siti outlet o simili. Solitamente ogni sito ufficiale ha una finestra apposita per le merci vendute in saldo; i vari siti web di outlet, invece, spesso non hanno nulla a che fare con il brand originale. Il consumatore dovrebbe poi diffidare e quindi evitare di comprare prodotti troppo economici. Un prezzo troppo basso, per quanto invitante, è talvolta indice di scarsa qualità. Prima dell’acquisto è sempre meglio verificare il prezzo medio di mercato, consultando diversi negozi.  A tal proposito sono sempre da preferire i rivenditori autorizzati che offrono garanzie sull’origine della merce quando si vuole acquistare un prodotto di marca, e  controllare le etichette dei prodotti acquistati. Molti hanno scritte minuscole o poco chiare, altri sono privi di marchio CE e delle indicazioni sulla provenienza e sulle caratteristiche della merce acquistata. Soprattutto nei casi in cui si sta per acquistare un bene di rilevante valore, il Cec consiglia di avvalersi della consulenza di persone esperte del prodotto.
Come detto oggi si tende ad acquistare sempre più online. Per non cadere in tranelli però è opportuno comprare soltanto da negozi che esprimono in modo chiaro tutte le informazioni sull’azienda venditrice (nome del gestore del sito web o della società, indirizzo, dati di contatto, registro e numero di registrazione della società, partita Iva, informazioni sull’autorità di vigilanza competente o sulla professione); inoltre bisogna sempre verificare che nell’acquisto sia sempre prevista la possibilità di restituzione.

Cosa sono i codici seriali anticontraffazione

Per verificare che non si stia acquistando un falso è possibile verificare i codici seriali anticontraffazione che si possono consultare sul sito web dell’azienda produttrice. I codici (o numeri) seriali sono codici univoci che il costruttore assegna al prodotto con lo scopo di identificare in maniera precisa una singola unità di produzione. Sono di solito marchiati su un’etichetta o direttamente sul pezzo con la sigla SN oppure ID seguita da un codice composto sia da cifre che da lettere. Questo serial number identifica un articolo da un altro, anche se i due articoli hanno caratteristiche identiche e fanno parte dello stesso lotto di produzione. I codici seriali sono indispensabili per rintracciare il prodotto in modo univoco sul mercato.

L’elenco dei portali che vendono merce contraffatta

Un’altra arma a favore dei consumatori è costituita dall’elenco dei portali che vendono merce contraffatta. Sul sito è possibile trovare la lunga lista dei siti segnalati per aver venduto merce contraffatta. La regola è ovvia: evitarli come la peste. “Per i cittadini dell’Ue che dovessero riscontrare problemi con l’acquisto effettuato, – continua ancora il presidente Arnone – è possibile aprire un reclamo sul portale di ‘Risoluzione online delle controversie’ e avviare una procedura di contestazione nei confronti del venditore”. “Dopo il reclamo, può accadere che il venditore risponda e opti per una soluzione amichevole. Se ciò non dovesse succedere, e il consumatore avesse pagato usando una carta di credito, si può attivare la procedura del charge back, rivolgendosi direttamente alla propria banca o alla società che gestisce la carta di credito: ci sono ottime probabilità di recuperare, così, l’intero importo. Utilizzando altri mezzi di pagamento – come bonifici bancari, skrill o moneygram – il charge back non può essere richiesto. In ogni caso, per quanto si possa essere accorti durante gli acquisti, non v’è certezza assoluta sulla qualità e sulla provenienza dei prodotti e dei servizi scelti. I tentativi di raggiro, invece, sono sempre dietro l’angolo. Per questo da tanti anni – conclude Arnone – difendiamo i diritti dei consumatori, aiutandoli a ottenere giustizia nei più svariati settori, in modo semplice e veloce.  Sul nostro sito web, tutte le modalità per contattarci e ricevere assistenza gratuita, così come tanti approfondimenti sugli inconvenienti a cui i cittadini devono quotidianamente far fronte, ma con una marcia in più: la soluzione concreta al problema!”.

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