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Comunità energetiche, le storie siciliane. Cosa serve per realizzarne una

I progetti avviati dal Comune a Ferla e da Enel X a Blufi, Messina, Ragusa e Sortino, l'iniziativa di Amg Energia allo Zen di Palermo e i passaggi necessari per realizzare una Cer: così enti pubblici, cittadini e imprese possono unirsi per produrre e a consumare energia sostenibile. Seconda parte

Come abbiamo visto nella puntata precedente, le Cer – Comunità energetiche rinnovabili – sono aggregazioni di cittadini, aziende, enti pubblici che producono energia da fonti rinnovabili, per il proprio fabbisogno, e quella che resta la vendono alla rete. In Sicilia tra i primi progetti c’è quello di Ferla, in provincia di Siracusa, promosso dall’amministrazione comunale insieme all’Università di Catania. Il progetto di Trepesl – Transizione energetica e nuovi modelli di partecipazione e sviluppo locale – è rinconducibile al Piano di incentivi per la ricerca dell’Ateneo catanese per il 2020/22. Un impianto fotovoltaico da 20 kW è stato collocato sul tetto del ristrutturato palazzo comunale, con il via libera della Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali: è il primo nucleo della comunità energetica, che conterà su un parco fotovoltaico diffuso tra scuole, autoparco comunale e impianti sportivi pubblici. A Ferla è stato scelto un modello a regia pubblica, con il Comune capofila e traino in un’associazione alla quale appartengono cittadini privati, enti pubblici e aziende, nel ruolo di co-produttori o di consumatori di energia sostenibile.

Il municipio di Ferla con i pannelli fotovoltaici

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Le Comunità energetiche siciliane di Enel X

La comunità energetica rinnovabile e solidale promossa dal Comune di Blufi aggregherà sei comuni delle Madonie, partendo da tre impianti fotovoltaici su edifici comunali, per una potenza complessiva di 64 kWp (KiloWat picco, ovvero la potenza istantanea teorica massima), e una produzione di circa 90 mila KWh/anno. A Messina è già stato realizzato un impianto fotovoltaico da 55 kWp per 80 mila KWh/anno, che servirà anche alcune famiglie del rione Mangialupi, in un più ampio progetto di lotta alla povertà energetica. A Sortino la Cer aggregherà soggetti pubblici, beni ecclesiastici e soggetti privati intorno a un impianto fotovoltaico da 42 kWp, sul tetto dell’edificio “Centro Sociale”, che consentirà la produzione di circa 60 mila kWh/anno. A Ragusa il Comune ha previsto un impianto fotovoltaico da 78 kWp sul tetto di un edificio comunale: consentirà di produrre 121.445 kWh/anno di energia elettrica e determinerà un incentivo economico, da parte del Gse, circa 20 mila euro/anno, da suddividere tra i soci della Cer. Tutti i quattro progetti sono seguiti da Enel X, la società del Gruppo Enel che fornisce prodotti e servizi innovativi capaci di favorire la transizione energetica del Paese.

Alcune installazioni di Enel X in alcuni edifici pubblici di Blufi

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Il progetto di Amg Energia allo Zen di Palermo

Nell’ambito di un progetto della Città metropolitana di Palermo supportato dal ministero della Transizione ecologica (Mite), in collaborazione con Enea e Gse, Amg Energia sta realizzando, con formula Esco (società che erogano servizi di efficientamento energetico), la prima Cer in autoconsumo di Palermo, nell’edificio che ospita la stazione dei Carabinieri del quartiere Zen. Un’iniziativa replicabile in altre zone della città, realizzata dalla “prima Esco a totale capitale pubblico della Sicilia – sottolinea il vice presidente di Amg Energia Spa, Domenico Macchiarella – che è anche una delle poche utility pubbliche in Italia in possesso della certificazione. in Italia le Esco, infatti, sono per la quasi totalità società private. Si tratta di un punto di svolta che apre per i prossimi anni nuove prospettive e nuovi ambiti di attività per la società”. Da Amg spiegano che “le condizioni ci sono tutte, dalla normativa (recente recepimento della direttiva europea Red II, Clean energy package) al grado di evoluzione raggiunto dalla tecnologia fotovoltaica (pannelli con rendimento energetico sempre più alto, a prezzi competitivi), alle opportunità finanziarie”.

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I passaggi necessari per costituire una Cer

Per costituire una Cer bisogna innanzitutto cercare un’area/tetto disponibile per installare gli impianti e trovare altri autoconsumatori limitrofi con cui condividere l’energia e verificare tramite il proprio gestore di rete l’appartenenza degli autoconsumatori alla stessa cabina. Sin dall’inizio è importante affidarsi a un professionista abilitato o una società specializzata, per verificare se l’area è compatibile con gli impianti e se ci sono eventuali vincoli della Soprintendenza: questo, infatti, può comportare passaggi burocratici ulteriori. Poi vanno chiesti preventivi agli installatori di impianti e raccolti i consensi dei soggetti interessati a costituire la Cer e i riferimenti delle forniture elettriche di ciascuno, ovvero i codici pod che si trovano in bolletta. Gli utenti dovranno essere collegati alla stessa cabina: al momento la secondaria, in attesa dei decreti attuativi che consentiranno il collegamento alla primaria. Successivamente si può costituire l’associazione con atto notarile, aprire un conto corrente dedicato per ricevere incentivi e proventi della vendita in rete, avviare la richiesta di accesso al servizio di valorizzazione e incentivazione dell’energia condivisa del Gse, contattare il distributore principale per chiedere l’allacciamento finale.

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Nella puntata precedente:

  • Cosa sono le Cer e come funzionano
  • Aspettando i decreti attuativi
  • Gli incentivi per chi aderisce alla Cer
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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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