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Concerti, nel 2020 crollo del 90%. “Impossibile riaprire con 400 posti”

Il settore è allo stremo, ma gli operatori guardano con sospetto alla riapertura ipotizzata per il 27 marzo. L'appello al governo è di evitare false partenze

Un crollo degli incassi al botteghino che sfiora il 90 per cento. E supera l’80 per cento guardando agli ingressi in sala. Sono i numeri drammatici del settore concerti, forniti a febbraio dall’Osservatorio dello spettacolo Siae. “La musica è la forma artistica che forse più di ogni altra trova la sua ragion d’essere nella presenza”, si legge nel report. Per migliorare la situazione non è bastata la “finestra” dell’estate 2020. Per farsi un’idea, basta guardare alle “giornate” di spettacolo. Dal 15 giugno al 25 ottobre hanno superato di poco il cinquanta per cento rispetto al 2019. “Segnale che non tutte le attività hanno riaperto le porte dopo il lockdown”, annota la Società italiana degli autori ed editori.

No alle aperture a singhiozzo

Per questo le indicazioni del governo nazionale sulla ripartenza dello spettacolo a fine marzo lasciano molti dubbi. “Aprire pochi giorni per richiudere ad aprile? No grazie”, dice Giuseppe Costantino Lentini, direttore artistico di “Insider produzioni” e responsabile del settore spettacolo del Codacons Sicilia. “La proposta, prima che imprudente sul fronte sanitario, è insostenibile dal punto di vista economico”. Le indicazioni dell’ultimo Dpcm prevedono riaperture contingentate, con massimo 200 posti al chiuso e 400 all’aperto. “Numeri assolutamente insufficienti per permettere una produzione”, assicura Costantino Lentini. L’estate scorsa, la sua società è riuscita a organizzare alcuni eventi alla villa Bellini di Catania. “Con un limite massimo di mille persone, siamo appena rientrati dalle spese”.

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Il silenzio della Siae

Tra i costi da sostenere, ricorda l’impresario, c’è anche quello della Siae. Anche nel bel mezzo della pandemia, infatti, i diritti d’autore che vanno corrisposti a ogni concerto non sono stati sospesi. “Avevamo avanzato una proposta, per raggiungere un accordo sostenibile per tutti. Non siamo stati ascoltati”. Ciò malgrado il direttore generale della Siae Gaetano Blandini ha assicurato di voler fare “tutto il possibile affinché il patrimonio artistico e culturale riceva la giusta attenzione in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario”. Intenzione ribadita anche dal presidente Giulio Rapetti Mogol, notissimo per essere uno degli autori più di successo nella storia della musica leggera italiana. “La diffusione della cultura è essenziale, non solo per l’economia italiana. Rappresenta qualcosa di più di uno dei tanti settori da salvare nell’attuale situazione”.

L’illusione dell’estate 2020

A cambiare strada si fa sempre in tempo. “Al momento non è stato così”. Il discorso vale anche per il governo. Sull’operato di Roma il giudizio dell’impresario è severo. Anche le riaperture dei musei di questi giorni “sembrano una misura più propagandistica che concreta”. Il rischio è che sia un remake della stagione estiva dello scorso anno. “Aveva suscitato delle speranza per la nostra categoria. Purtroppo sono durate poco”. Le proposte del comparto non sono state accolte, a partire da quella del “biglietto di Stato”. Per consentire alle sale di lavorare, senza imporre sacrifici insopportabili, si sarebbe potuto “vendere la differenza dei posti contingentati direttamente allo Stato. La misura non è stata presa in considerazione dal ministro della Cultura Franceschini”. Sul piano regionale, aggiunge Lentini, “anche quest’anno la giunta non ha previsto in Finanziaria interventi a sostegno del settore”. Cinque milioni di euro sono stati stanziati “grazie all’emendamento a prima firma del segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo”.

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Attesa per i ristori

Tornando ai ristori nazionali, quelli dello scorso anno sono stati “assolutamente insufficienti per andare avanti”. Qualcosa è sempre meglio di niente, motivo per cui anche il mondo dello spettacolo attende con ansia l’approvazione del nuovo decreto. “Si chiami Ristori, Sostegno, o in qualsiasi altro modo, speriamo che i contributi siano erogati con una ratio migliore dei precedenti”. L’aspettativa sul nuovo decreto è alta anche per via dell’esternazioni dell’ex ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che a metà febbraio aveva parlato di un’indennità da tremila euro per i lavoratori dello spettacolo, “con possibilità di fare domanda anche per chi non ne ha mai fruito”. Al momento, però, del decreto non c’è traccia. La musica, insomma, non riparte. E nemmeno cambia.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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