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Confindustria Catania, Busi alla guida. “Io, prima donna presidente in 98 anni”

"Non avete eletto una tranquilla casalinga di campagna". Così Cristina Busi esordisce come prima donna alla guida di Confindustria Catania in 98 anni. Presenti all'elezione il presidente del Senato La Russa e il ministro al Sud Raffaele Fitto

“Oggi è un momento storico, sono la prima donna presidente di Confindustria Catania in 98 anni. L’associazione dovrà assumere sempre più rilevanza strategica, e andare non alle parole ma ai fatti. E sapete che non avete eletto una tranquilla casalinga di campagna. Oggi dobbiamo, tutti insieme, far esplodere con entusiasmo il senso di orgoglio dell’essere imprenditori”. Queste le prime parole pronunciate da Maria Cristina Busi Ferruzzi da neo presidente dell’associazione degli industriali etnei. Un’elezione formalizzata in un grande evento in occasione della 98^ assemblea generale di Confindustria Catania dal titolo Valori di impresa. Un modello di sviluppo responsabile e sostenibile che si è svolta questa mattina 10 maggio, all’auditorium del Monastero dei Benedettini di Catania. Davanti alla prima donna a capo di Confindustria Catania una platea composta non solo da industriali, ma anche da alcune figure di primo piano della Politica siciliana e nazionale, tra le quali il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro agli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto e il presidente della Regione – e già presidente del Senato – Renato Schifani.

Busi: “Possiamo aumentare il Pil del 10% in pochi anni”

Busi non è siciliana ma è “da cinquant’anni” a Catania, precisamente alla guida di Sibeg Coca-Cola, azienda attiva dal 1960. Da questa lunga esperienza imprenditoriale nel capoluogo etneo ricorda subito le potenzialità del territorio, che, solo considerando le aziende legate a Confindustria Catania conta “26 mila occupati diretti, cioè 26 mila famiglie”. E il territorio di Catania, che rappresenta “il 19% del Pil siciliano, può vedere aumentarlo del 10% nel giro di poco tempo“. Un obiettivo che può essere raggiunto intervenendo proprio sul ruolo delle donne nel lavoro. “Oggi qui solo un lavoratore su tre è donna, non va bene. E il lavoro c’è, velo diciamo noi”, ha detto tra gli applausi. Ampio spazio, nel suo intervento programmatico, anche alla necessità di accelerare la transizione ecologica e agli obiettivi di rafforzare la competitività a livello nazionale e a livello Mediterraneo, con Catania che può “diventarne capitale”. E non sono mancate le richieste alla politica, con un messaggio rivolto proprio al ministro in platea: “Decontribuzione Sud diventi una misura strutturale. Ministro Fitto, facciamo sentire la nostra voce in Europa”.

Fitto: “Decontribuzione Sud continua, ma in altra forma”

E la risposta di Fitto non si è fatta attendere: “L’impegno del governo non manca, e credo che si possa raggiungere a una definizione strutturale della decontribuzione. Ma non sarà nella forma attuale“, ha detto il ministro nel suo lungo intervento”. Ricordando come sia utile e importante un confronto con chi sta nel territorio”, Fitto ha però ribadito che la linea del governo, e in particolare delle varie deleghe assunte dal suo ministero, è quella di una visione strategica d’insieme. Una visione contro la “polverizzazione dei fondi, perché sui 120 miliardi della programmazione 2014-2020 è stato speso solo il 34%“, e che ha portato alla centralizzazione delle decisioni relative all’impiego dei fondi europei, dei fondi Pnrr e all’eliminazione delle 8 Zone economiche speciali al Sud in favore di una unica Zes. “Nei prossimi giorni – ha ricordato Fitto – presenterò in Parlamento un rapporto sulle otto Zes che permetteranno di capire le cose come stanno. In Sicilia le due Zes riguardavano poco più di 60 comuni. Ora è tutta la regione, e senza contrapposizione territoriale. C’erano anche imprese tagliate in 2 dalla linea della Zes”, ha specificato il ministro.

Schifani: “Io primo a condividere centralizzazione fondi”

Una impostazione, quella di Fitto e del governo guidato da Giorgia Meloni, condivisa dal presidente della Regione siciliana Renato Schifani. “Sono stato il primo presidente di Regione a dire sì alla centralizzazione dei fondi. La riforma è strategica perché guarda al Mezzogiorno e non accentua le differenze territoriali. Prima mi sono trovato con una attribuzione trasferita alle Regioni e poi si restava bloccati. Oggi l’attribuzione la tiene il governo e noi portiamo i progetti. Sono stato il primo presidente a dire sì. Una cosa è averli in cassa e dire ‘poi li spendo’, un’a cosa ‘altra dire ‘posso averli solo se progetto'”. Schifani ha poi ricordato alcuni risultati raggiunti dal suo governo regionale, primo tra tutti il miglioramento dei conti. “Abbiamo incassato 1,8 miliardi di euro in più, Fitch ha migliorato il rating, e stiamo ripianando il debito della Regione”. Inoltre Schifani ha ricordato anche un obiettivo pratico, ma molto sentito dalle aziende: la manutenzione delle strade provinciali, rimasta “orfana” delle ex province, e che potrebbe essere risolta proprio con un accordo veicolato con il ministero di Fitto.

La Russa richiama Catania come “Milano del Sud”

Il presidente del Senato La Russa ha chiuso il congresso. Nel suo intervento ha ringraziato Busi, ricordando una conoscenza personale che va avanti da anni. “Cara Cristina – ha detto La Russa – cosa può fare il presidente del Senato? Può stimolare il governo a mantenere un impegno che si è preso verso le imprese. Quello di non essere più ostacolo, quello di essere amico delle imprese”. E riprendendo il tema delle Zes, ha ribadito che si tratta “di una bellissima idea”, ma ha che deve essere resa operativa “con i decreti attuativi. E sarà mia cura a Roma stimolare perché non si ritardi“. La Russa, nato a Paternò ma residente a Milano “dall’età di 13 anni”, ha ricordato come da bambino “Catania era chiamata la Milano del Sud, perché da sempre ha mostrato capacità imprenditoriali, di fantasia, di innovazione. Oggi questa capacità deve essere messa al servizio della Sicilia, di Catania stessa ma anche per il progetto del Piano Mattei. Che è realizzabile solo se Catania si porrà come vera protagonista. E sono convinto che ce la farete”, ha concluso il presidente del Senato.

La squadra di presidenza eletta con Busi Ferruzzi

Maria Cristina Busi Ferruzzi è stata eletta, questa mattina, dall’assemblea generale dei soci che ha di fatto ratificato la votazione del Consiglio generale dello scorso 24 aprile. La sua nomina segue un lungo periodo di vacatio della posizione dopo le dimissioni di Angelo Di Martino, dimessosi lo scorso 4 dicembre. Eletta anche la squadra dei vicepresidenti: Franz Di Bella, presidente e amministratore delegato di Netith Care (vicepresidente vicario), Marco Causarano, amministratore delegato di Sicania Chimica, Lucio Colombo, amministratore delegato di STMicroelectronics Italia, Mario Indovina, amministratore unico Le Dune Sicily Hotel, Arturo Lentini, account manager sales di Tim Enterprise. Tesoriere dell’associazione è stato eletto Michele Pennisi, amministratore unico di Sicilenergia.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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