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Coronavirus, chiudono le grandi catene e i mercati all’aperto

Chiudono fino al 3 aprile in tutta la Sicilia i negozi H&m, Decathlon, Kiko e altri, ma anche i mercati storici come Ballarò e Vucciria a Palermo e Pescheria e Fera 'o luni a Catania

L’emergenza coronavirus sta avendo ripercussioni a catena sull’economia. A seguito delle restrizioni imposte alla circolazione e all’ingresso negli esercizi commerciali dal Governo Conte su tutto il territorio nazionale, le catene della grande distribuzione stanno in queste ore annunciando la chiusura dei propri punti vendita fino al termine del periodo di efficacia del decreto, il 3 aprile, su tutto il territorio nazionale. E nei centri commerciali dell’Isola in queste ore sono a decine i punti vendita non appartenenti a grandi catene internazionali che stanno abbassando le saracinesche.

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H&M, Calzedonia, Decathlon. Tutte le chiusure

Tra i primi ad annunciare la chiusura, il gruppo Calzedonia. In Sicilia sono decine i negozi con marchi appartenenti al gruppo (Calzedonia, Intimissimi, Intimissimi Uomo, Tezenis, Falconeri, Signorvino, Atelier Emé). Chiudono anche le profumerie Kiko, con 14 punti vendita in Sicilia, i 17 negozi Luisa Spagnoli nell’Isola e quelli del gruppo Miroglio (Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò). Chiuderanno, con date ancora non comunicate, anche i negozi di oggettistica Flying Tiger Copenhagen, e anche Rinascenze, Zara, Alcott, Piazza Italia e altri potrebbero comunicarlo nelle prossime ore. All’elenco delle aziende che hanno deciso di non aprire al pubblico fino al prossimo 3 aprile nelle ultime ore si è aggiunta H&M, il colosso svedese dell’istant fashion con 13 punti vendita in Sicilia. La catena di negozi dedicati alla sport Decathlon chiuderà invece fino a a venerdì 13 marzo, mentre Coin fino al 22. Per tutti, in ottemperanza al Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri dello scorso 9 marzo, era già prevista la chiusura nei fine settimana.

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Chiusi i mercati storici di Catania e Palermo

Anche i mercati all’aperto di Catania e Palermo, a seguito di ordinanze delle amministrazioni comunali guidate da Salvo Pogliese e Leoluca Orlando, non verranno allestiti fino al 3 aprile. Nel capoluogo etneo si tratta degli storici mercati della Pescheria e di Piazza Carlo Alberto (Fera ‘o luni), mentre a Palermo di Ballarò, Vucciria, del Capo e Borgo Vecchio. A questi si aggiungono i mercati itineranti che quotidianamente nei due capoluoghi si tengono in alcune zone della città. La decisione ha già provocato le proteste dei venditori ambulanti nelle due città.

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A Messina il sindaco De Luca parla di “coprifuoco”

In queste ore sono molti i sindaci siciliani che stanno prendendo provvedimenti di chiusura dei mercati e dei luoghi pubblici: a Siracusa, Caltagirone, Gravina di Catania, Giarre e Modica non si svolgeranno i mercati all’aperto, e altri comuni si aggiungono all’elenco. A Messina il sindaco Cateno De Luca annuncia invece la “chiusura totale” della città. Secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa dell’amministrazione, “a Messina scatterà il coprifuoco” a partire da dopodomani. “Vieterò a tutti di uscire da casa, lo capite che in Sicilia la diffusione del virus sarebbe una tragedia annunciata?”, spiega De Luca nel comunicato.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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