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Costi alti, famiglie povere: il Pil della Sicilia potrebbe diminuire già nel 2023

Svimez non lascia spazio a ottimismo: la guerra in Ucraina ha dato un ulteriore colpo alle piccole imprese siciliane, che pagano alti costi di trasporto. A questo si aggiunge il pericolo dello spread e dei mercati finanziari, che porterebbero l'economia a decrescere dopo il breve recupero del 2022

Costi elevati per l’energia e maggior impatto delle conseguenze della guerra in Ucraina su un tessuto economico caratterizzato da piccole imprese. E, inoltre, un costo della vita in aumento di almeno l’8,4 per cento nel 2022, che riduce il già scarso potere di acquisto delle famiglie, sostenute in questi anni di pandemia, soprattutto in Sicilia, dai vari bonus e dal reddito di cittadinanza. Questo è il quadro di sintesi dell’ultima analisi Svimez sull’economia del Sud, presentato ieri dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno alla Camera dei Deputati e contenuta in una sintesi a cura del direttore Luca Bianchi con l’emblematico titolo “La ripresa interrotta: l’incertezza indebolisce la crescita e allarga il divario Nord-Sud”.

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Margini delle imprese del Sud a rischio

Secondo Svimez saranno investimenti e profitti delle imprese a pagare le conseguenze più alte, stimando che “uno shock simmetrico sui prezzi dell’energia elettrica che ne aumenti il costo del 10 per cento, a parità di condizioni, determini al Sud una contrazione dei margini dell’industria di circa 7 volte superiore a quella osservata nel resto d’Italia, rischiando di compromettere la sostenibilità dei processi produttivi, con possibili conseguenze sul mantenimento dei livelli occupazionali”. E in questo quadro estremamente negativo, per la Sicilia la situazione sembra ancora più critica.

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Trasporti: al Sud e in Sicilia merci e mercati troppo lontani

Tra le criticità maggiori sollevate dall’analisi di Svimez vi è un dato, poco spesso sottolineato: i costi di trasporto. La maggiore distanza delle imprese meridionali dai principali mercati di sbocco e approvvigionamento delle merci rappresenta un canale indiretto attraverso il quale si scaricherebbero i maggiori costi dei prodotti energetici. I chilometri medi percorsi dai beni e servizi acquistati dalle imprese distrettuali del Sud
(pesati sugli importi delle transazioni) sono oltre il doppio rispetto a qualsiasi ,altra area del Paese, ovvero oltre i 200, contro una media inferiore ai cento sia per Nord-Est che Nord-Ovest. E, senza scomodare i costi complessivi dovuti alla condizione di “insularità”, appena reintrodotta nella Costituzione, lo svantaggio delle imprese siciliane porta Svimez a ipotizzare per il trienni 2022-2024 una crescita del Pil ampiamente inferiore alle previsioni dello stesso Istituto di fine 2021, quando la crescita si era attestata al 4,9 per cento, già inferiore di un punto rispetto alla media del Sud. Per il 2022 la crescita sarà quindi del 2,5 per cento, nel 2023 si scenderà allo 0,7 per cento, mentre nel 2024 arriverà al un per cento.

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Lo “scenario base” per le Regioni italiane di Svimez, ovvero quello che non prevede un aumento incontrollato dello spread

Famiglie, spese in calo. E lo spread potrebbe peggiorare

Quello appena descritto è peraltro lo scenario “migliore”. Il secondo immaginato da Svimez, rafforzato dalle dimissioni di Mario Draghi, considera anche speculazioni sui mercati finanziari, che potrebbero un ulteriore innalzamento dello spread, e quindi dei tassi di interesse sui titoli, e che secondo Svimez potrebbe pesare ancora per un ulteriore un per cento, in negativo, sull’economia del Meridione. Per l Sicilia significherebbe già nel 2023 avere un Pil rivisto in negativo di 0,1 punti percentuali, arrivando a una crescita dello 0,6 per cento, ma la conseguenza più grave sarebbe nel potere di spesa delle famiglie. Se nella prima ipotesi di Svimez vi è infatti un incremento delle spese dei nuclei siciliani nel triennio rispettivamente di 3,2 punti nel 2022, dello 0,1 nel 2023 e dello 0,9 per cento nel 2024, nello scenario peggiore questi scenderebbero rispettivamente a un più 2,9 per cento nel 2022 e a un meno 0,9 per cento nel 2023.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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