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Covid: meno matrimoni, meno foto. Attività ridotta dell’85 per cento

Il 2020 è stato molto negativo, il 2021 si prospetta molto incerto. Nei pochi matrimoni celebrati nell’Isola le restrizioni anti-Covid hanno reso arduo il compito dei fotografi

Ogni cerimonia ha la sua storia che merita di essere fotografata, nozze in particolare. Non in tempi di pandemia però. Secondo le stime di Federmep, l’associazione di categoria per gli eventi privati, il settore dei matrimoni nel 2020 ha subito in Italia un crollo del fatturato dell’80 per cento: mancano all’appello 20 miliardi. E non ci sono altre cerimonie che tengano: battesimi, cresime, pre e post diciottesimi. Il comparto più remunerativo per chi per lavoro fa foto e video, è proprio quello dei matrimoni, tanto che molti si dedicano solo a questi. La crisi non ha risparmiato i fotografi siciliani che hanno ridotto la propria attività fino all’85 per cento rispetto a quanto pianificato. E il 2021 si prospetta incerto: i matrimoni posticipati in primavera rischiano di slittare ancora. Nei pochi matrimoni celebrati nell’Isola le restrizioni anti-Covid hanno reso arduo il compito di immortalare i momenti di convivialità. I fotografi dell’Isola hanno puntato sulla cerimonia e sul momento che la precede.  

Foto Privitera

Persi agganci con altri clienti

Presente nel settore da quindici anni, Fabio Privitera è specializzato in matrimoni, pur occupandosi sporadicamente di eventi minori. Dopo i primi anni “di gavetta, passi falsi e insoddisfazione” oggi è a capo di uno studio fotografico a Mascalucia che immortala annualmente una trentina di matrimoni. Cifra dimezzata lo scorso anno a causa della pandemia. Molti sono stati riprogrammati nel 2021, ma qualcuno ha già spostato al 2022. Risultato: consistente calo del fatturato e “perdita di agganci con altri clienti” conosciuti ai matrimoni. A salvare il suo 2020 il periodo di apertura di settembre e ottobre e qualche coppia coraggiosa che, nonostante le restrizioni, ha deciso di sposarsi a dicembre, riducendo all’osso il numero degli invitati, e rinunciando o posticipando il ricevimento. Niente taglio della torta, né foto di rito con amici e parenti ma chiusura del servizio con una passeggiata della coppia. Nei suoi racconti fotografici “l’emozione non manca” e, in alcuni casi, è evidenziata proprio dalla difficoltà delle coppie nel riuscire a coronare ugualmente il sodalizio, vissuto “come una forma di liberazione”.

Foto Lombardo

Le coppie scelgono di posticipare

Specializzato esclusivamente in matrimoni, Nino Lombardo inizia la sua esperienza negli anni Ottanta e nel 1997 apre a Trapani il suo studio fotografico. All’attivo racconti fotografici di matrimoni, e da qualche anno anche fidanzamenti, di coppie siciliane e straniere. Molti americani. I suoi lavori varcano spesso lo Stretto, raggiungendo diverse parti d’Italia e del mondo, fino a Nuova Delhi, in India. Realizza una ventina di servizi matrimoniali all’anno ma il Covid ha frenato il trend: nel 2020 solo tre. L’85 per cento dei clienti, specie gli stranieri, hanno rimandato l’evento al 2021, ma sono già a rischio quelli posticipati a maggio e giugno. Nel realizzare i servizi durante la pandemia, la maggiore difficoltà è stata evitare le inquadrature che includessero gli invitati, che avevano l’obbligo di usare dispositivi di protezione individuale. Problema superato con “la scelta di alcuni di indossare mascherine in pendant con gli abiti”.

Foto Caruso

Celebrato il 30 per cento

L’esperienza maturata in vent’anni di attività nel settore, porta il licodiano Daniele Caruso a realizzare reportage matrimoniali in Sicilia e all’estero incentrati sulla spontaneità dei gesti. Il 60 per cento dei suoi clienti proviene da Catania e provincia e dal ragusano ma ha anche realizzato delle “chicche” con coppie straniere, per la maggior parte inglesi e almeno tre volte l’anno vola in Germania per seguire matrimoni dei figli di emigranti che vogliono vivere “la magia del fotografo siciliano”. Il 2020 doveva essere per il suo studio fotografico “l’anno dello scoppio”, con prenotazioni che superavano la media annuale dei settanta matrimoni. Il Covid però ha scombinato la sua agenda: solo il 30 per cento dei matrimoni commissionati è andato in porto. Il resto è stato rinviato di 365 giorni ma già a inizio anno si sta ripresentando il problema del 2020: “nell’incertezza gli sposi continuano a posticipare”. Anche per lui i servizi si sono svolti in maniera diversa dal solito. “In chiesa abbiamo evitato panoramiche frontali”.

Paola Giordano
Paola Giordano
Classe ‘89, sono cresciuta, nel paese che diede i natali a Giovanni Verga, con la passione per il giornalismo.

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