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Crisi, ecco chi guadagna: gli affari d’oro dei big energetici

Assoesercenti Sicilia - Unimpresa ha denunciato dati inquietanti: "Enel nel primo semestre 2022 ha registrato un aumento dei ricavi del +85,3 per cento, mentre Eni ha chiuso il semestre con un utile netto che è salito di oltre sei volte", ha detto Politino

Al sit in di piazza Università “Non stacchiamo la spina. Catania vuole vivere” era presente anche Assoesercenti Sicilia – Unimpresa, presieduta da Salvo Politino, che ha denunciato dati inquietanti su chi trae profitti dal caro energia: “Mentre le imprese chiudono – ha detto – le società fanno affari e utili! Per questo chiediamo la tassazione immediata degli extra profitti da reinvestire. In particolare per fare esempi legati alle due maggiori major, Enel nel primo semestre 2022 ha registrato un aumento dei ricavi del +85,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre Eni ha chiuso un semestre molto positivo, con un utile netto rettificato che è salito di oltre sei volte (a 7,08 miliardi di euro) rispetto al primo semestre del 2021. I big energetici, è questa la riflessione, dovrebbero essere colpiti per questi risultati ritenuti fuori mercato. Un’addizionale sul profitto è ragionevole, ma è necessaria una base imponibile trasparente, chiara e facilmente rappresentabile”.

I ‘profitti’ extra dello Stato italiano

Le analisi fiscali del centro studi di Unimpresa relative al periodo gennaio-maggio riportano che ad avere tratto ‘profitti’ extra da questa fase è di certo lo Stato italiano, il quale ha visto, nel primo semestre, le entrate legate agli scambi energetici volare, secondo un trend che in autunno è destinato a consolidarsi. La quantità di risorse Iva incassate per gli scambi interni è cresciuta da 46,025 a 52,952 miliardi (+15,1 per cento), mentre sul fronte dell’Iva per le importazioni siamo saliti da 5,463 a 8,735 miliardi (+59,9 per cento) principalmente a causa del caro-energia. Sale l’accisa sui prodotti energetici, dell’1,7 per cento, abbastanza da portare da 7,699 a 7,829 la crescita delle entrate, nonostante la moratoria da 30 centesimi al litro sui carburanti decisa dal governo Draghi. Decollano invece quelle sul gas naturale per combustione (+35,7 per cento, da 1,268 a 1,721 miliardi di euro) e quella sull’energia elettrica (+20,9 per cento, da 1,053 a 1,273 miliardi).

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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