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Dalla terra la salvezza per le donne violate. Premiato il progetto Restart

L'iniziativa promossa dalle cooperative Etnos e Colli Erei, sostenuta da Fondazione con il Sud ed Enel, punta a dare un futuro a ragazze vittime di violenza e tossicodipendenza. Quest'anno ha ricevuto il riconoscimento "Oscar Green 2021" di Coldiretti Sicilia

Aiutare le donne vittime di violenza o cadute nella tossicodipendenza a farsi una nuova vita, ripartendo dalla terra. È l’obbiettivo del progetto Restart, ideato dalla cooperativa sociale Etnos di Caltanissetta insieme cooperativa agricola Colli Erei di Catenanuova, nel catanese. Pochi giorni fa il progetto ha ricevuto il premio “Oscar Green 2021” di Coldiretti Sicilia. Restart ha preso il via nel 2018 grazie a un finanziamento di 490 mila euro della Fondazione con il Sud ed Enel. “A fine anno il finanziamento scadrà, ma noi saremo in grado di andare avanti perché grazie alla trasformazione e vendita dei prodotti agricoli abbiamo raggiunto una nostra autonomia”, spiega a FocuSicilia Fabio Ruvolo, presidente di Etnos. “Produciamo principalmente olio di canapa e aromi, che stanno ottenendo un buon riscontro”, aggiunge Scuderi, presidente di Colli Erei. A essere coinvolte nel progetto, anche l’Università di Catania e la fondazione Exodus di don Mazzi, che ha messo a disposizione un terreno a “indirizzo segreto” a Centuripe, nell’ennese.

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I numeri del progetto

Sì, perché le donne che entrano nel progetto Restart, spesso, hanno bisogno di essere difese dai loro carnefici. Da qui la scelta di destinazioni “protette”, dove ricevere assistenza psicologica senza rischiare di essere raggiunte dai molestatori. Attualmente il progetto accoglie tre donne. Con loro anche otto bambini, che stanno ricevendo cure e istruzione. Tutti ricevono vitto, alloggio, cure e assistenza psicologica, e per le mamme anche la possibilità di lavorare e formarsi. “Tra volontari, formatori, agricoltori al progetto lavorano circa dieci persone”, dice Scuderi. Un percorso di recupero può durare da sei mesi a un anno, ma spesso le donne decidono di continuare a collaborare anche dopo. “Siamo attrezzati per ospitare fino a dieci persone, ma potremmo arrivare a 14 in caso di necessità”, dice Ruvolo. Restart, infatti, è anche una realtà accreditata presso la Regione siciliana e collabora con le principali reti antiviolenza. Negli undici ettari della proprietà di Centuripe, le ospiti possono lavorare e rimettersi in piedi, ricostruendo in sicurezza il loro futuro.

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L’importanza del lavoro

La scelta di coniugare assistenza psicologica e lavoro non è casuale. E affonda le radici nell’esperienza della cooperativa sociale Etnos, attiva da anni nel sostegno a donne, minori e disabili in difficoltà. “Ci siamo resi conto che quando un percorso di assistenza è accompagnato dal lavoro, il recupero diventa molto più solido, diminuendo notevolmente il rischio di ricaduta”, spiega il presidente. Il motivo è semplice. “Ciò che spesso spinge una donna vittima di violenza a non abbandonare il proprio carnefice è la dipendenza economica”, sottolinea Ruvolo. Ecco perché l’inserimento lavorativo diventa “una risorsa indispensabile”, per fare in modo che le donne “non siano costrette a tornare da chi le maltratta, o peggio”. Da qui l’idea di Restart, di cui Etnos è stata capofila, “con il contributo fondamentale di tante realtà. Penso all’università di Catania, che ci fornisce consulenti e formatori esperti”. Oltre a questo progetto, la cooperativa dispone di altre strutture, anche a indirizzo protetto.

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I drammi della pandemia

Il tema della violenza di genere, aggiunge il presidente di Etnos, è divenuto molto più grave durante la pandemia. “Con la convivenza forzata imposta dal lockdown le donne hanno perso quelle poche ore di sollievo che avevano quando il coniuge usciva per lavorare”, dice Ruvolo. A dimostrare che le cose si siano aggravate, “la crescita delle denunce alle forze dell’ordine”, ma anche “le segnalazioni ai centri antiviolenza, con i quali spesso collaboriamo”. In questo quadro a tinte fosche, programmi come Restart sono particolarmente importanti. Come dimostra anche il riconoscimento di Coldiretti. Per il presidente è la dimostrazione “che il nostro lavoro si sta facendo conoscere”, e che il servizio offerto dal progetto “è quanto mai utile e necessario, per le donne ma anche per le loro famiglie”. L’Oscar Green 2021 viene attribuito dai Giovani di Coldiretti alle realtà che promuovono “l’agricoltura sana del nostro Paese”.

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Canapa dal campo alla tavola

Se Etnos cura soprattutto l’aspetto assistenziale, psicologico e formativo, Colli Erei sovrintende all’aspetto agricolo, fondamentale per la sostenibilità del progetto. “Noi ci occupiamo della coltivazione. Nei terreni di Centuripe abbiamo impiantato canapa, piante aromatiche e macchia mediterranea, che le ospiti possono curare con il nostro supporto”, spiega Scuderi. Oltre alle coltivazioni, i cooperatori di Colli Erei hanno messo in piedi un piccolo laboratorio di trasformazione, che si trova a Catenanuova e permette di raffinare e commercializzare i prodotti. “Parliamo di olii aromatici, farina e olio di canapa, di qualità molto alta”, rivendica il presidente della cooperativa. Questa attività è ancora all’inizio, ma le prospettive sembrano buone. “Stiamo provando a inserirci nella rete del commercio equo e solidale, i nostri prodotti iniziano già ad essere commercializzati tra Caltanissetta e Catenanuova”. L’auspicio per il futuro è di incrementare quanto più possibile il business, in modo da rendere il progetto stabilmente sostenibile.

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Reagire alla crisi del settore

Anche Scuderi si mostra orgoglioso del riconoscimento ottenuto da Coldiretti Sicilia. Un premio importante, rivendica il presidente della cooperativa Colli Erei, soprattutto dopo diciotto mesi di pandemia. “Per noi significa tanto. Anche se l’agricoltura non si è fermata durante il lockdown, anche noi abbiamo sofferto”, spiega. Le imprese agricole sono rimaste aperte, “perché noi lavoriamo con madre natura, che non si è fermata con il virus”. A cambiare, però, sono state le richieste del mercato. “A essere premiata è stata la grande distribuzione, a scapito delle realtà locali e delle piccole filiere come la nostra”. Per reagire, conclude Scuderi, bisogna sempre reinventarsi. “Se poi si riesce a farlo, come nel nostro caso, coniugando un obiettivo sociale, il risultato diventa ancora più importante”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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