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Decathlon: “Saremo a Palermo. Ipotesi ex Coca-Cola cessata da mesi”

Il diniego da parte del comune alla realizzazione di un negozio nell'ex fabbrica non stupisce l'azienda: "avevamo rinunciato da mesi all'ipotesi, ma siamo fiduciosi per il prossimo futuro"

“La recente notizia non cambia le nostre intenzioni, dal momento che i rapporti contrattuali con la proprietà dell’immobile ex Coca-Cola erano cessati da mesi, anche a causa delle lungaggini procedurali”. Risponde così Decathlon, la multinazionale dello sport, sul diniego del comune di Palermo delle necessarie autorizzazioni per la realizzazione di un nuovo negozio nel capoluogo. I locali, in via Tommaso Natale a Partanna-Mondello, sono stati ritenuti dall’amministrazione guidata da Leoluca Orlando vincolati per motivi urbanistici. Una vicenda amministrativa e tecnica che, secondo quanto dichiarato da Decathlon, non cambia i piani a media scadenza. L’azienda vuole realizzare uno store nel capoluogo, in una sede non ancora nota pubblicamente. “Forti dei valori che la nostra azienda promulga e degli impegni sul territorio, rinnoviamo il nostro interesse a raggiungere gli sportivi palermitani, con uno o più punti vendita. Rimaniamo fiduciosi che nel prossimo futuro si possano realizzare i piani di sviluppo su Palermo”, scrive l’azienda rispondendo a FocuSicilia.

Ance e Ugl denunciano le lentezze burocratiche

La decisione arriva da parte del Suap, lo sportello unico per le attività produttive, a due anni dalla richiesta formale da parte di Decathlon. Dietro la decisione c’è l’incompatibilità dell’area, industriale e artigianale, a una destinazione commerciale. Variazione di destinazione d’uso che avrebbe dovuto comportare una variante urbanistica al piano regolatore. L’area è inoltre sotto sequestro da parte della magistratura dal 2012, a seguito di una indagine per abuso d’ufficio su dei funzionari comunali per delle autorizzazioni per realizzare un cinema multisala. E sulla vicenda, che avrebbe comportato un investimento da almeno 20 milioni di euro con un’ipotesi di circa cento posti di lavoro, si sono succeduti nelle scorse ore i commenti di associazioni di categoria e sindacati. L’associazione dei costruttori edili Ance Palermo, per voce del suo presidente Massimiliano Miconi, parla di tempi “inaccettabili e mortificanti”, in quanto un parere non può “arrivare dopo due anni”. Per il segretario Ugl Palermo Franco Fasola si tratta invece di “lentocrazia e burocrazia uccidono l’economia della città” nonostante “il sindaco Orlando parli di riconquistato un interesse per gli investimenti e per i grandi brand”.

Leggi anche – Ars approva la “sburocratizzazione”

A Catania store realizzati grazie a varianti urbanistiche

E nella vicenda emerge il paragone con Catania, dove Decathlon ha aperto uno store esattamente dieci anni fa all’interno del Centro Commerciale “Porte di Catania” di Librino. In quel caso intervenne il consiglio comunale, che nel 2005 approvò una variante urbanistica sulla destinazione d’uso dei terreni, atto che ha consentito la realizzazione del centro commerciale. Caso simile per la mancata realizzazione dello store Ikea, presente a Catania negli stabilimenti della zona industriale della ex Cesame. Secondo Ance Palermo così “non si tutelano le imprese”, perché “la realizzazione sarebbe stata fatta con imprese e maestranze locali”. Decathlon, che in Sicilia è presente anche a Melilli (Siracusa), San Cataldo (Caltanissetta) e Ragusa, continua le aperture di nuovi punti vendita in Italia. Un nuovo store è nato a Milano a fine maggio, mentre inaugurerà domani un nuovo negozio, ma non al Sud: sarà a San Salvo, in provincia di Chieti.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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