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Dop e Igp, mezzo miliardo in Sicilia. Ma è solo il 3% nazionale

Le eccellenze agroalimentari generano oltre 500 milioni di euro sul territorio. Quasi tutti dal vino, nonostante una perdita del 10 per cento. Il cibo, invece, cresce in doppia cifra

Alla Sicilia si chiede più da bere che da mangiare. E solo nel tre per cento dei casi la produzione siciliana, dal valore complessivo di 534 milioni di euro, è stata preferita a quella del resto d’Italia, un settore da 16,9 miliardi. Lo dicono i dati sulle eccellenze agroalimentari diffusi da Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, che sottolineano inoltre come la maggior parte del valore, ben 470 milioni, venga dalle 31 Dop e Igp del vitivinicolo siciliano.

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Cibo in crescita, ma in Italia vale l’1%

Non si tratta di una novità, anzi: il vino siciliano nel rapporto Ismea-Qualivita ha peraltro diminuito il suo peso, perdendo nel 2019 il 10 per cento del suo valore, sceso da 522 a 470 milioni. Di contro, le 34 produzioni di cibo Doc e Igp siciliane sono cresciute di oltre il 21 percento, passando dai 53 milioni del 2018 ai 65 del 2019. La Sicilia è così la decima regione per impatto, ma con una quota nazionale di valore di solo lo 0,8 per cento. La classifica nazionale dominata dall’Emilia-Romagna, che a quota 3 miliardi copre da sola il 40 per cento del valore italiano. Il dato siciliano è però destinato a crescere ulteriormente, grazie all’ingresso nel 2020 di tre nuove produzioni d’eccellenza. Si tratta del Cappero delle Eolie e della Provola dei Nebrodi, entrambe produzioni a denominazione d’origine protetta, e del Limone dell’Etna, prodotto a Indicazione geografica protetta.

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La sintesi dei dati siciliani nel rapporto Ismeta-Qualivita

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Sicilia prima regione del Sud nel vino

I valori espressi da Ismea-Qualivita, che riguardano il valore della produzione e quindi anche l’impatto nei singoli territori, non cambiano comunque il peso dei vini siciliani sul totale italiano. La produzione dell’isola è per circa il 5 per cento sul totale di oltre 9 miliardi nazionale, che fanno della Sicilia la sesta regione d’Italia. Al primo posto il Veneto, che con oltre 3,5 miliardi genera oltre il 30 per cento del valore, e dati pressoché stabili anche in confronto al 2018. Al secondo posto la Toscana, a quota un miliardo e 4 milioni, in crescita del 4,4 per cento rispetto ai 960 dell’anno precedente. Terzo il Piemonte a quota 980 milioni (erano 921 nel 2018, per un aumento del 6,4 per cento). Meglio della Sicilia fanno anche Friuli-Venezia Giulia (647 milioni, più 8,9 per cento sui 594 del 2018), e Trentino-Alto Adige che si ferma a quota 544 milioni. Si tratta, oltre alla Sicilia, dell’unica regione italiana in perdita, per l’esattezza del 2,9 per cento rispetto ai 560 milioni del 2018. Nel complesso, il settore vinicolo Doc e Igp italiano, che conta ben 526 produzioni certificate, è cresciuto del 2,9 per cento, superando quota 9 miliardi.

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Vino: più produzione, ma cala il prezzo

In un mercato del vino italiano in crescita, il caso siciliano è peraltro unico. Il rapporto evidenzia come tra il 2018 e il 2019 la produzione di vino imbottigliato Dop sia cresciuta di oltre il 6 per cento, raggiungendo i 16 milioni e 300 mila ettolitri, esattamente un milione in più. La Sicilia sul fronte della produzione fa addirittura meglio, passando 696 a 835 milioni di ettolitri, il 20 per cento in più. Discorso simile per gli Igp, dove a fronte di un produzione nazionale in calo dello 0,9 per cento (da 7 milioni e 600 mila ettolitri a 7 milioni e 590 mila), quella siciliana perde il 7 per cento, da 942 a 876 mila ettolitri. Nel totale combinato la produzione siciliana cresce quindi del 4,5 per cento, perfettamente in linea con quella nazionale. A scendere, però, è il prezzo, o meglio il “valore ex fabrica del vino imbottigliato”. Per i Dop il calo è del 6,2 per cento, passando dai 283 milioni di euro del 2018 ai 266 del 2019. Per gli Igp il calo raggiunge il 14,4 per cento, con una flessione da 238 a 204 milioni di euro. Una perdita complessiva del 10 per cento, che è testimoniata dai vini siciliani di maggior valore. Sicilia Dop e e Terre Siciliane Igp, entrambi vini nella top 15 italiana per i valori alla produzione sfusi, hanno perso rispettivamente il 19 (da 85 a 69 milioni di euro), e il 30 per cento (da 94 a 66 milioni).

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Leandro Perrotta
Trentasei anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Da quindici scrivo della cronaca di Catania, e da due anni sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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