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Ecosistema urbano, Palermo e Catania ultime in Italia: “Troppi rifiuti e traffico”

I risultati dello studio di Legambiente: delle dieci città italiane meno attente all'ambiente, cinque sono siciliane. Per il presidente regionale Gianfranco Zanna, si tratta della "tragica conferma" di una situazione già nota

Delle dieci città italiane meno attente all’ambiente, cinque si trovano in Sicilia. Palermo è ultima – 105esima su 105 – soprattutto per colpa del traffico, “che non è una calamità naturale, come nel film di Benigni, ma dipende soprattutto dai cittadini”, dice a FocuSicilia Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente, citando un’iconica scena di un film uscito ormai 30 anni fa, Johnny Stecchino. Catania si piazza al penultimo posto, seguita a breve distanza da Messina, Ragusa e Siracusa. Sono i risultati dello studio Ecosistema urbano 2021 realizzato da Legambiente, che misura le performance ambientali dei capoluoghi italiani sulla base di cinque macro-indicatori: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente. Gli ultime due, in particolare, sono le note dolenti per l’isola. “Per chi vive in queste città si tratta di una tragica conferma”, aggiunge Zanna. Il problema è soprattutto “la logica dell’emergenza con cui si continuano ad affrontare i problemi, da diversi punti di vista”. Un tema che riguarda anche le altre città dell’isola. Caltanissetta, Trapani ed Enna non salgono sopra la 50esima posizione. Solo Agrigento guadagna il 47esimo posto.

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Catania gravata dalla spazzatura

Tra le zavorre maggior per l’ambiente siciliano, rileva Zanna, c’è proprio la gestione dei rifiuti. “Le tre Città metropolitane, Palermo, Catania e Messina, contribuiscono in maniera determinante ad abbassare la media della raccolta differenziata nell’isola”. In particolare Catania, si legge nel rapporto Legambiente, è all’ultimo posto nazionale nella differenziata, con una raccolta di appena il nove per cento e una media di 650 chilogrammi di rifiuti all’anno per abitante. Un dato emblematico, nelle ore in cui in città entra in funzione il nuovo piano di gestione dei rifiuti, che dovrebbe portare al allargamento del porta a porta in tutta la città. Anche dall’altra parte dell’isola la gestione dei rifiuti è osservata speciale. A Palermo, secondo Legambiente, aumenta la produzione di spazzatura, con oltre 593 chili l’anno per cittadino. Bassa anche la percentuale di raccolta differenziata, al 19 per cento.

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La bocciatura degli inceneritori

Se quello della spazzatura è un problema oggettivo, per Legambiente le soluzioni individuate dalla politica non sono adeguate. Il presidente Zanna ribadisce la contrarietà nei confronti dei termovalorizzatori, “soluzione superata dalla metà degli anni Ottanta”. “Siamo rimasti gli ultimi in Italia a volerli, persino il Governo Draghi con il decreto Semplificazioni ha fatto un passo indietro”. Per Legambiente anche il presidente della Regione Nello Musumeci dovrebbe fare lo stesso, rinunciando al progetto di realizzarne due. “Tra le altre cose, non ci sono nemmeno le risorse e i finanziamenti necessari per costruirli”, dice Zanna. La soluzione del problema passa unicamente dall’incremento della raccolta differenziata e del porta a porta. “Molti comuni siciliani, anche medio-grandi, hanno dimostrato che si può fare”.

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La questione del risparmio idrico

Accanto a questi dati negativi, Legambiente segnala il primato di Catania sul fronte dei consumi idrici, con una media di 90 litri consumati ogni giorno da ciascun abitante, il dato migliore in Italia. Su questo fronte, ottengono risultati positivi anche altri capoluoghi siciliani. Ragusa, con 96 litri d'acqua giornalieri a persona, è seconda in Italia, mentre Caltanissetta e Palermo, con 109 e 111 litri d'acqua al giorno, ottengono rispettivamente il sesto e il settimo posto. Buona performance anche per Agrigento, dove i litri consumati giornalmente da ciascun abitante sono 120, ponendo la città al 12esimo posto in Italia. Risultati che non dipendono solo dalla virtù, secondo Zanna. "Probabilmente pesa anche la carenza di approvvigionamenti idrici". In altre parole, meno acqua c'è, più difficile diventa consumarla.

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Palermo, la questione del traffico

Tra i problemi dell'isola, come detto, c'è anche il traffico. Tra le città più colpite, ancora una volta, Catania e Palermo. Secondo Legambiente, ai piedi dell'Etna ci sono 77 automobili ogni cento abitanti, mentre nel capoluogo di regione scendono a 63. Per Zanna la responsabilità è soprattutto dei cittadini, "che dovrebbero avere maggiore senso civico e consapevolezza". Le speranze di miglioramento dopo la pandemia da Covid-19, aggiunge il presidente di Legambiente, sono state largamente disattese. "Non ne siamo usciti migliori, anzi abbiamo ripreso in pieno le brutte abitudini precedenti, usando la macchina per qualsiasi spostamento". Per questo per Zanna è "opportuna" la scelta della giunta guidata da Leoluca Orlando di potenziare la linea del tram. "Bisogna però essere consapevoli che questo tipo di interventi richiede tempi lunghi. I cittadini dovrebbero sforzarsi di più per la salute delle loro città".

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Potenziare il trasporto pubblico locale

Da questo punto di vista non mancano le speranze. Il rapporto di Legambiente segnala infatti che a Palermo aumentano i passeggeri che decidono di affidarsi al traporto pubblico locale. La media è di 40 viaggi l'anno sui mezzi pubblici per ciascun abitante. Per Zanna la strada è ancora lunga. "I cittadini dovrebbero cambiare stile di vita, la politica e associazioni come la nostra devono fare tutto il possibile per aiutarli, anche nelle altre città dell'isola". Per esempio a Ragusa, dove l'utilizzo dei trasporti pubblici è il più basso in Italia. I cittadini hanno compiuto sui mezzi meno di quattro chilometri l'anno. I risultati non sono molto migliori a Caltanissetta (sei chilometri l'anno) e a Siracusa (otto chilometri l'anno). "Ovviamente bisogna tener conto dello stato dei mezzi pubblici in ciascun capoluogo. Migliore è la qualità del servizio, maggiore sarà la predisposizione del cittadino a utilizzarlo", precisa Zanna.

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I dati negli altri capoluoghi

Non tutti i dati sono negativi. Agrigento, per esempio, ottiene il primato nazionale per la minore presenza di biossido di azoto nell'atmosfera, soli quattro microgrammi per metro cubo. Spostandosi verso l'interno, Caltanissetta è il capoluogo siciliano più all'avanguardia sul fronte dell'energia solare, con dieci chilowattora ogni mille abitanti derivanti da pannelli installati su edifici pubblici. Al centro dell'isola, Enna registra le migliori performance regionale sulle polveri sottili Pm10, con una media annua di 15 microgrammi per metro cubo. Il primato siciliano sulla presenza più bassa di ozono nell'aria spetta a Siracusa, dove i valori consentiti sono stati superati meno di un giorno l'anno, dato tra i migliori in Italia. Per Zanna si tratta di risultati positivi, ma non esaltanti. "Va detto che sono anche quelli più facili da ottenere, soprattutto nelle aree interne dove la circolazione dei mezzi è minore".

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L'occasione del Piano nazionale di ripresa

In generale, per il presidente di Legambiente Sicilia "la situazione è assolutamente negativa". Grandi speranze sono riposte nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha destinato alla transizione ecologica circa 70 miliardi di euro. "Speriamo che questi fondi possano servire a far cambiare visione e approccio". Per Zanna si tratta di un'opportunità, "forse l'ultima", che la Sicilia ha di svoltare sul piano della consapevolezza ambientale. "A questo punto i soldi ci sono, la sfida è sfruttarli bene".

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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