fbpx

Emergenza casa, i sindacati degli inquilini chiedono fondi alla Regione

"Somme sufficienti per il passaggio da casa a casa per chi subisce uno sfratto per morosità incolpevole. Questa la richiesta di Sunia, Sicet, Uniat Unione Inquilini, Cgil Cisl e Uil ieri in piazza a Catania

“È ora che la Regione siciliana faccia la sua parte assicurando somme sufficienti per il passaggio da casa a casa per chi subisce uno sfratto per morosità incolpevole”. Chiedono attenzione e risorse per chi non riesce più a pagare gli affitti i rappresentanti di Sunia, Sicet, Uniat Unione Inquilini, Cgil Cisl e Uil che venerdì 18 marzo hanno indetto un presidio provinciale unitario in piazza Stesicoro a Catania per “affrontare la sofferenza abitativa e dire no agli sfratti, sì alle case”. 

La richiesta per le commissioni provinciali di mediazione

Si aspettano anche che la Regione solleciti, di concerto con le Prefetture, l’istituzione delle “Commissioni provinciali per la mediazione tra inquilini e proprietari” ma anche uno stanziamento annuale continuo e costante di almeno il 2 per cento dei rispettivi bilanci finanziaria regionale e nei bilanci degli Enti locali da destinare al disagio abitativo.Per le sigle provinciali che hanno inscenato la protesta – ma le stesse sigle a livello regionale hanno organizzato anche un’iniziativa regionale a Palermo- si potrebbe trovare una soluzione immediata all’emergenza “figlia delle troppe crisi che si sono moltiplicate in questi ultimi 15 anni a livello locale e provinciale” nell’utilizzo del patrimonio immobiliare confiscato alla mafia per offrire soluzioni all’emergenza.Un altro passaggio necessario sarebbe poi  il censimento dei beni immobili dismessi o non utilizzati di proprietà degli Enti pubblici per destinarli alle finalità abitative, l’attivazione a livello comunale (o sovracomunale) delle Agenzie Sociali per l’Abitare, che fungano da supporto per chi si trova in condizioni di difficoltà abitativa e che abbiano una funzione di coordinamento dei programmi e delle risorse del nuovo welfare abitativo.

Ridisegnare l’impianto normativo dell’edilizia residenziale pubblica

Per Sunia, Sicet, Uniat Unione Inquilini, Cgil Cisl e Uil sarebbe anche necessario ridisegnare l’impianto normativo dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, identificando nuove risposte ai nuovi bisogni sociali purtroppo sempre più drammatici.In Sicilia si prevedono dai 15 mila ai 20 mila sfratti a breve termine per “morosità incolpevole”. Se a questo aggiungiamo le circa 30 mila famiglie in attesa dell’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica e i 10.000 invisibili, il quadro della sofferenza è completo.A Catania a fronte di una stima di almeno 4000 sfratti nel corso del 2022 sono più di 10.000 le famiglie in grave sofferenza abitativa. I sindacati hanno infine ribadito la loro critica sulla scelta del Comune di allontanare gli homeless dai portici di piazza della Repubblica, “senza però garantire loro un posto sicuro e igienico dove ricoverarsi”.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
329FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli