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Emergenza energia, favorite le fonti fossili. “Rischioso. Meglio le rinnovabili”

Misure straordinarie per l'energia prevedono anche un ritorno al combustibile tradizionale per alimentare gli impianti di produzione. Il rischio è che la misura diventi strutturale e, secondo il coordinamento Free, "significherete aprire una voragine nel processo di decarbonizzazione"

Siamo in piena emergenza energia e con l’inverno alle porte si pensa a fare scorte perché la produzione rimanga stabile. Non si guarda dunque solo al gas che comunque si cerca di stoccare il più possibile, ma anche alle vecchie fonti fossili. Chi si occupa di rinnovabili però si dice preoccupato. Livio de Santoli, presidente del Coordinamento Free lo dice chiaramente: “la delibera ha un senso solo ed esclusivamente in una situazione d’emergenza come quella indotta dalla speculazione internazionale sul gas e dall’invasione dell’Ucraina”. Le misure contenute nel documento dunque “non devono assolutamente proseguire quando la situazione energetica si ravvierà verso la normalità”.

Fonti fossili per l’energia invernale

Lo si legge chiaramente nella delibera del 13 settembre 2022 430/2022/r/eel di Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente che a sua volta si rifà all’articolo 5bis, comma 1, del decreto-legge 14/2022 prevede delle misure speciali “finalizzate all’aumento della disponibilità di gas e alla riduzione programmata dei consumi di gas previste dal piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale, a prescindere dalla dichiarazione del livello di emergenza”. Per raggiungere l’obiettivo è prevista una deroga all’articolo 12
del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 per cui “il programma di massimizzazione può comprendere l’utilizzo degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da bioliquidi sostenibili, prevedendo, esclusivamente durante il periodo emergenziale, anche l’alimentazione tramite combustibile convenzionale”. Fa seguito la sospensione degli incentivi per il periodo emergenziale di alimentazione a combustibile tradizionale.

Leggi anche – Rinnovabili, allarme delle associazioni: “Fer2 rischia di affossare il settore”

Definire l’emergenza

Secondo il presidente di Free il pericolo è che “questo periodo che è transitorio diventi definitivo in assenza di un quadro chiaro. E ciò significherete aprire una voragine nel processo di decarbonizzazione che è l’unico in grado di ridare stabilità e competitività alle imprese italiane che sono messe a dura prova dei prezzi dell’energia, anche all’interno del mercato europeo”. Ecco perché auspica che il periodo di emergenza sia definito con chiarezza e che è si sblocchino le autorizzazioni “sia per i nuovi impianti Fer che per i rifacimenti, inserendo come elemento di garanzia l’obbligo di smantellamento alla fine della vita dell’impianto”. Non solo. De Santoli chiede anche “interventi urgenti al fine d’incentivare tecnologie a basso consumo, per le famiglie, come pompe di calore, piastre a induzione, meglio se alimentate da rinnovabili in autoconsumo”.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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