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Etna, la quiete dopo la tempesta. Ingv: “Fenomeno tipico, stop allarmismo”

Secondo i vulcanologi, dal 1977 ad oggi sono avvenuti centinaia di episodi simili a quello di ieri. "Oltre 60 fra gennaio ed agosto 2000"

Il giorno dopo, la nube di fumo non c’è più. L’Etna è tornata a dare spettacolo, per fortuna senza conseguenze. A riassumere la giornata di ieri, segnata da esplosioni, colate di lava e pioggia di cenere – che ha portato alla chiusura dell’aeroporto di Catania, riaperto in mattinata – è l’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. “Nel tardo pomeriggio si è verificato un nuovo episodio parossistico dell’attività vulcanica dell’Etna”, scrivono dall’istituto. Tra i segni più eclatanti di tale attività, “alte fontane di lava”, ma anche la formazione “di numerose colate propagatesi verso la desertica Valle del Bove”. La lava è scivolata lungo il versante orientale del vulcano, insomma, senza rappresentare un pericolo per i centri abitati.

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Un risveglio (non) inatteso

Il fenomeno di cui i catanesi si sono accorti maggiormente, però, è stata la “pioggia nera”. L’Ingv segnala come la colonna eruttiva generata dal vulcano abbia determinato “la ricaduta di cenere e lapilli nel settore meridionale”. Come anticipato dal vulcanologo Boris Bhencke in un’intervista a FocuSicilia, l’intensificazione dell’attività vulcanica non è una novità. “I crateri sommitali dell’Etna sono stati, nelle ultime settimane, sede di una quasi continua attività esplosiva in particolare al Cratere di Sud-Est”, ribadisce l’Ingv. In particolare le bocche presenti nel settore orientale del cratere hanno mostrato “una vivace attività stromboliana, che ha portato alla rapida crescita di un cono di scorie, a monte di un ripido pendio”. Tra le 16 e 17 di ieri pomeriggio l’attività esplosiva è progressivamente aumentata, accompagnata dallo scivolamento di materiale incandescente sul versante orientale del cono. Il picco è arrivato poco dopo le 17, con un collasso “più voluminoso” degli altri. Tale da generare “un flusso piroclastico che ha percorso circa 1.5 km sulla ripida parete occidentale della Valle del Bove”.

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Cenere fino a Siracusa

Quella colata che i catanesi e gli abitanti dell’hinterland hanno potuto osservare anche da grande distanza, insomma. L’attività del Cratere di Sud-Est è ulteriormente aumentata nei minuti successivi, “producendo fontane di lava alte diverse centinaia di metri”. La colata ha raggiunto il fondo della Valle del Bove “nell’arco di circa 15 minuti”. Sono stati generati anche flussi lavici più piccoli, “che si sono spinti sempre sul versante occidentale della Valle”. La pioggia di cenere e lapilli, segnala l’Istituto, non ha interessato solo Catania. La colonna di gas vulcanici ha raggiunto l’altezza di alcuni chilometri, e spinta dal vento verso sud “ha causato ricadute del materiale piroclastico fino al siracusano, a decine di chilometri di distanza dall’Etna”. Un fenomeno impressionante, ma di durata relativamente breve. Poco dopo infatti la fontana di lava è diminuita rapidamente in altezza, “e alle ore 18 il parossismo era sostanzialmente terminato”.

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Nessun allarmismo

L’emissione di cenere è durata ancora mezz’ora, “mentre le colate di lava mostravano un lento avanzamento”. Nessuna conseguenza sulla popolazione e i centri abitati, dunque. A mostrare i segni del fenomeno, invece, è stata l’Etna stessa. Dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza “è evidente come il cono di scorie cresciuto sulle bocche orientali del Cratere di Sud-Est sia stato distrutto durante il parossismo”. Un’esibizione muscolare del vulcano, per così dire, che non deve però generare allarmismo. Gli episodi parossistici, ricordano i vulcanologi, sono un fenomeno tipico dell’attività eruttiva recente dell’Etna. “Dal 1977 ad oggi sono avvenute centinaia di episodi simili a quello di ieri, tra cui l’eccezionale sequenza di 66 parossismi fra gennaio ed agosto 2000, e una cinquantina di parossismi fra il 2011 e il 2013”. Già in serata, i tecnici dell’INGV si sono recati sul posto per prelevare campioni dei prodotti emessi durante il parossismo.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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