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Europee 2024, gli otto eletti in Sicilia. Cosa faranno Tamajo e Falcone?

Alle Europee 2024 in Sicilia e Sardegna saranno due gli eletti per Fratelli d'Italia, altrettanti per Foza Italia. Un eletto ciascuno per PD, M5S, Lega e Avs. Ma, oltre a eventuali resti, restano aperte le posizioni dei due assessori regionali Tamajo e Falcone. Oltre alla possibilità di andare a Strasburgo per Leoluca Orlando

Alle Europee 2024 sono otto gli eletti nella circoscrizione Isole (Sicilia e Sardegna). E, in base ai risultati definitivi diffusi dal Ministero dell’Interno, il numero più alto di eletti, due, spetterà a Fratelli d’Italia che raccoglie 422 mila voti, pari al 21,3% del totale nella circoscrizione e il 20,2% in Sicilia. Due seggi anche per Forza Italia, mentre PD, Movimento Cinque Stelle, Lega e Avs (Alleanza verdi Sinistra) eleggeranno un candidato ciascuno. La ripartizione definitiva dei seggi si saprà solo al termine delle operazioni di verifica, che conteranno anche eventuali resti in base al voto nazionale, che esclude dalla ripartizione Libertà nonostante 117 mila preferenze totali nella circoscrizione, il 5,96%, ben superiori alla soglia del 4%. Il movimento che fa capo a Cateno De Luca (quasi 70 mila preferenze personali) ha ottenuto però solo l’1,22% in Italia.

La situazione in Fratelli d’Italia e Forza Italia

A sedere a Strasburgo per il partito di Giorgia Meloni (la più votata con oltre 242 mila preferenze) sarebbero l’eurodeputato uscente Giuseppe Milazzo ( 65 mila voti) e l’ex assessore regionale Ruggero Razza (oltre 61 mila). Stessa situazione per Forza Italia che ha raccolto il 23,6% dei consensi in Sicilia, risultando il primo partito, e secondo nella circoscrizione con il 20,2%. Per il partito che porta ancora nel simbolo il nome di Silvio Berlusconi, sono stati 402 mila i voti nelle Isole, ed eletti in Sicilia in questa tornata di elezioni europee saranno i due candidati che hanno raccolto da soli oltre la metà dei voti di lista: Edy Tamajo (oltre 121 mila preferenze, il più votato nella circoscrizione dopo Meloni) e Marco Falcone (sopra quota 100 mila).

Gli eletti di Pd, M5S e Lega

Per il Partito Democratico (333 mila voti, il 16,8% nella circoscrizione Isole), escludendo la leader nazionale Elly Schlein (quasi 85 mila preferenze nelle Isole), eletto dovrebbe essere Giuseppe Lupo con oltre 49 mila preferenze. Terzo nella lista PD Pietro Bartolo, con oltre 44 mila voti. Per il Movimento Cinque Stelle (quarto partito con 322 mila, 16,8%) il più votato è stato Giuseppe Antoci, con oltre 64 mila preferenze, 25 mila in più di Cinzia Pilo (39 mila). Per la Lega (138 mila voti, il 6,99%) eletto è l’ex senatore ed ex sindaco di Catania Raffaele Stancanelli con un risultato di oltre 44 mila preferenze, frutto anche dell’appoggio dell’ex assessore regionale Luca Sammartino (dimissionario ad aprile). Stancanelli precede Roberto Vannacci (35 mila voti) e Girolamo “Mimmo” Turano, assessore regionale all’Istruzione, con 18 mila preferenze.

Leoluca Orlando potrebbe diventare parlamentare

Più complessa infine la situazione per Alleanza Verdi Sinistra (Avs) che ha raccolto nelle Isole 123 mila voti, il 6,2% per cento del totale. Candidata più votata l’attivista di estrema sinistra, e attualmente in custodia cautelare in Ungheria, Ilaria Salis con oltre 50 mila preferenze. A seguire Mimmo Lucano: l’ex sindaco di Riace (Reggio Calabria) ha raccolto oltre 25 mila preferenze in Sicilia. Entrambi i candidati più votati di Avs hanno però ottenuto grandi risultati in termini di preferenze anche in almeno una delle altre circoscrizioni dove erano candidati, Salis nell’Italia Nord-Occidentale e Lucano nell’Italia Meridionale. Se entrambi dovessero rinunciare al seggio nelle Isole, tra gli eletti alle europee in Sicilia risulterebbe l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, con poco più di 18 mila preferenze: sarebbe l’eletto con il minor numero di voti personali.

Cosa faranno Tamajo e Falcone, oggi assessori regionali?

Per i due candidati più votati in Forza Italia, entrambi assessori regionali nella giunta di Renato Schifani (Tamajo Attività produttive, Falcone assessore all’Economia) si tratterà ora di fare una scelta tra la Regione siciliana e l’impegno al Parlamento europeo. La legge elettorale per le Europee, la numero 18 del 1979, parla infatti chiaro: la carica di Parlamentare europeo non è compatibile con quella di assessore regionale. Le incompatibilità, elencate all’articolo 6, si applicano infatti al presidente di giunta regionale, all’ assessore regionale, al consigliere regionale (in Sicilia deputato), al presidente di provincia nonché al sindaco di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti. Questo apre alla possibilità che a sedere a Strasburgo siano Caterina Chinnici (oltre 93 mila preferenze, frutto anche dell’appoggio di Raffaele Lombardo), e Massimo Dell’Utri (oltre 69 mila preferenze).

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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