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Formazione professionale, gli enti: “Offerta in capo a pochissimi soggetti”

"Sostanziale regime di oligopolio - scrivono Anfop Sicilia, Forma Sicilia, Cenfop, Feder che mina l'interesse generale, ovvero quello di offrire agli studenti la massima pluralità nell'offerta formativa". Un documento all'assessore regionale Aricò

Anfop Sicilia, Forma Sicilia, Cenfop, Feder Terziario Scuola, e Asef, organizzazioni datoriali che congiuntamente rappresentano oltre il 90 per cento delle strutture impegnate nel settore dei percorsi di istruzione e formazione Professionale in Sicilia, hanno evidenziato “l’imprescindibile necessità di riordinare il sistema della istruzione e formazione professionale in Sicilia (IeFP). Un settore, molto delicato che offre concrete opportunità ai nostri giovani, preparandoli ad affrontare il futuro attraverso l’acquisizione di mestieri spendibili nel mondo del lavoro”. Le organizzazioni hanno rappresentato la questione all’attuale assessore regionale, Aricò, attraverso un documento volto trovare opportune soluzioni atte a “colmare le sperequazioni – scrivono – ad oggi presenti nell’ambito dell’offerta formativa regionale. Un sistema che attualmente vede concentrato il finanziamento dell’offerta formativa in capo a pochissimi soggetti in grado di influenzare la tipologia dell’offerta stessa, i profili professionali e le modalità di gestione delle commesse. Il rischio che il sostanziale regime di oligopolio si trasformi in abuso di posizione dominante, da parte di taluni enti di formazione, non solo mina l’interesse generale, ovvero quello di offrire agli studenti la massima pluralità nell’offerta formativa, a garanzia della qualità e diversificazione della stessa, ma evita inoltre che un pubblico servizio, come l’istruzione, diventi un vero e proprio business”.

“Ampia partecipazione al sistema dell’istruzione”

“L’abuso da parte di una o più imprese di una posizione dominante – scrivono ancora le organizzazioni datoriali – all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, per la legge italiana è considerato atto vietato. Tale principio è stabilito non solo da diverse direttive europee in materia ma anche dall’art.3 comma 1 lettera q) della nuova legge regionale n. 23/19 sulla formazione professionale che recita: ‘la Regione, in coerenza con i criteri ispiratori dell’azione formativa professionalizzante, persegue i seguenti obiettivi:… q) applicare i principi di parità di trattamento, di trasparenza, di proporzionalità, di mutuo riconoscimento nella selezione degli enti attuatori e la relativa assegnazione dei finanziamenti’. Riteniamo, quindi – commentano ancora – che l’abuso di posizione dominante è pericoloso perché assegna a pochi un potere economico/politico che trasforma il settore in un oligopolio. Rimaniamo disponibili ancora al confronto ma non accettiamo che un’associazioni di categoria minacci il ricorso amministrativo per favorire un sistema oligarchico. Noi, per cultura, siamo per la più ampia partecipazione al sistema di istruzione pubblica, e consci che la legge vieta tutto ciò che implementi un sistema atto a precostituire una posizione dominante, siamo disponibili ad adire le vie legali per salvaguardare un settore importante della formazione professionale”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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