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Fsc, sette milioni per quattro ciclabili. Sorpresa Ragusa: è la peggiore in Sicilia

Catania e Messina sono le grandi città peggiori per percorsi riservati alle due ruote, con rispettivamente 4,4 e 3,4 chilometri ogni 100 km quadrati di superficie. Penultimo in italia il capoluogo Ibleo, che resta sotto il chilometro nonostante gli investimenti a Marina di Ragusa, dicono i dati Istat elaborati da Openpolis

Oltre tre milioni e mezzo di euro per realizzare una pista ciclabile e riqualificare il lungomare di Riposto, in provincia di Catania. Un milione e 700 mila euro andranno poi a Paternò, sempre nel catanese, per completare la ciclabile di viale Kennedy. Mezzo milione andrà inoltre a Valdina, piccolo comune del messinese, sempre con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità alle due ruote. E, infine, oltre 700 mila euro saranno spesi a Scicli per collegare le località marittime di Donnalucata e Playa Grande. Questi sono solo alcuni degli interventi previsti dalla giunta regionale nella recente (31 maggio) delibera 292 nella quale si elencano le opere di Infrastrutture e mobilità da realizzare con le anticipazioni del Fondo sviluppo e coesione (Fsc) nella programmazione 2021-2027. Un totale da oltre 213 milioni di euro, per la maggior parte dedicato alla mobilità interna.

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Tra le grandi città male Catania e Messina

In epoca di transizione ecologica e obiettivi da “green deal” europeo, i fondi per le ciclabili sono però poco meno di sette milioni di euro, ovvero il 3 per cento del totale delle anticipazioni Fsc. E nessuno di questi va alle grandi città. Secondo i dati Istat, riportati ieri dalla fondazione Openpolis, Catania è ultima tra le grandi città italiane per rapporto tra superficie e piste ciclabili, appena 4,4 chilometri ogni 100 chilometri quadrati. Messina, non inclusa nell’elenco delle “grandi” fa anche peggio, arrivando ad appena 3,4 km. Palermo fa meglio, con 29,4 km, ma ben lontana dalle migliori in Italia, specificamente Padova, con 184 km di piste ciclabili ogni 100 kmq di superficie territoriale nel 2019. La seguono Mantova (178,5) e Brescia (175,2). Milano arriva a 123 km ogni 100 km quadrati di superficie, mentre Roma supera di poco i 19. Il dato della capitale, peraltro, è in diminuzione rispetto ai 20 km del 2013.

Ragusa: simbolo delle ciclabili in Sicilia, penultima in Italia

Il dato, ricavato dalle tabelle Istat aggiornate al 2019, è chiaramente influenzato dall'estensione della superficie comunale. Tanto che la città simbolo negli ultimi anni della riconversione di ampie parti del proprio territorio alla mobilità su due ruote, Ragusa, registra secondo Openpolis un valore di appena 0,7 km ogni 100 km quadrati di superficie, comunque in crescita rispetto agli appena 0,3 km del 2013. Peggio solo Viterno, con appena 0,2 chilometri di piste ciclabili ogni 100 km quadrati. Il dato del capoluogo Ibleo, è quindi chiaramente influenzato dall'essere uno dei più grandi di Sicilia e d'Italia, con 442 km quadrati di superficie totale. Il dato sull'estensione è inoltre fermo al 2019, non registrando gli ultimi interventi, concentrati nella frazione balneare di Marina di Ragusa. Nella spiaggia, confermata "Bandiera blu" anche nel 2022, proprio in questi giorni è in avanzato stato di completamento l'estensione della pista ciclabile dal centro della cittadina a est fino al fiume Irminio, all'interno dell'omonima riserva, aggiungendo una estensione totale di altri 2,4 chilometri, che si aggiungono agli altri due chilometri, dal lato Ovest, inaugurati nel 2016. La nuova pista andrà quindi idealmente a congiungersi a quella annunciata dalla Regione nel Comune di Scicli nella confinante frazione Playa Grande, il cui territorio è delimitato dalla riserva del fiume Irminio, fino a raggiungere Donnalucata. Anche con il nuovo percorso, però, il totale di Ragusa resta comunque tra i peggiori d'Italia, poco sopra un chilometro su 100 km quadrati.

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Al Sud le ciclabili sono solo il 12,8 per cento del Nord

Al di là dei casi citati, resta però il forte ritardo della Sicilia, e di tutto il Sud Italia, per quanto riguarda le ciclabili. Dei 4.730 km di ciclabili italiane, appena 438 sono al Sud Italia, riporta Openpolis, ovvero il 12,8 per cento dei 3.429 km presenti al Nord, dove peraltro il dato rispetto al 2013 è in forte crescita: erano 2.838, una crescita del 20,8 per cento. Leggermente inferiore l'aumento nel centro (più 18,3 per cento), passato da 729 a 863 km in questo stesso lasso di tempo. In termini percentuali il Sud ha però visto una crescita superiore, pari al 44,4 per cento, passando da circa 304 km nel 2013 ai 439 del 2019. Il dato dovrebbe aumentare ulteriormente grazie agli investimenti previsti. Al già citato Fsc in Sicilia si aggiungeranno i fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): 200 milioni di euro per realizzarne circa 570 km nelle 45 città italiane con popolazione superiore ai 50mila abitanti e sedi di università con più di 5mila studenti iscritti, una casistica bella quale rientrano tutti i nove capoluoghi di provincia siciliani, con Enna sotto dal target degli abitanti ma rientrante perché sede universitaria, oltre ad altre sette città siciliane non capoluogo. Altri 400 milioni sono invece destinati a realizzare entro il 2026 1.250 km di ciclovie turistiche. La metà dei fondi è destinata al Sud. I finanziamenti più elevati sono destinati alla ciclovia Adriatica, con 74 milioni di euro, per realizzare un tratto da 210 km. Segue la ciclovia della Magna Grecia, articolata tra Basilicata, Calabria e Sicilia, per un investimento totale di 61,5 milioni per un tratto da 160 km su un totale di oltre mille chilometri del percorso ciclo-turistico, 220 dei quali si trovano lungo la costa ionica della Sicilia. Di questo intervento non si conoscono però ancora i piani attuativi e quanti degli oltre 60 milioni di finanziamento interverranno sul territorio dell'Isola.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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