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Gasdotto di Porto Empedocle, uno stop che non preoccupa il territorio

L'opera è connessa alla rete che avrebbe servito il rigassificatore di Porto Empedocle. Lo stop imposto dal Tar non sembra preoccupare il territorio, in particolare il sindaco di Agrigento che ha comunque evidenziato la "grande fame di energia" italiana

Il Tar Sicilia ha bloccato la realizzazione del gasdotto di Porto Empedocle. Una lunga condotta che all’interno della rete del metano regionale sarebbe entrata in servizio anche del rigassificatore progettato in zona. Il metanodotto, per cui il Comune di Agrigento aveva presentato ricorso alla realizzazione, dovrà comunque, in qualche modo, essere “rimpiazzato” quando inizieranno i lavori per la costruzione del rigassificatore stesso.

Lo stop un problema per Snam

Il problema della mancata realizzazione del gasdotto cade a carico di Snam, che ne è proprietaria, mentre nulla sembra preoccupare Enel, titolare del piano del rigassificatore di Porto Empedocle. A riguardo, tra le ultime rassicurazioni sulla riuscita del progetto, è arrivata quella della Regione siciliana che a metà settembre ha approvato la proroga del fine lavori. L’infrastruttura resta così “attuale”. Riguardo il gasdotto, a quasi otto anni dal ricorso avviato dall’allora sindaco di Agrigento Lillo Firetto, il Tar lo ha respinto perché è diventa inefficace la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e più recentemente è stato negato il rilascio di un’ulteriore proroga dell’autorizzazione paesaggistica. Il gasdotto doveva essere realizzato entro il 2020. Proprio per il lungo tempo trascorso senza procedere, lo stesso ricorso è stato riconosciuto “carente d’interesse”.

Leggi anche – Gasdotto di Porto Empedocle, stop all’opera. Legambiente festeggia

Rigassificatore tra pochi mesi opera d’interesse nazionale

Secondo quanto appreso, il rigassificatore di Porto Empedocle potrebbe essere effettivamente inserito tra le opere di interesse strategico nazionale tra pochi mesi. Un passaggio fondamentale che ne renderebbe certa la costruzione, allontanando altri ostacoli alla realizzazione. Il progetto del rigassificatore è in standby da venti anni e causa la crisi energetica è tornato alla ribalta per concretizzare l’idea di un grande hub Mediterraneo dell’energia. Porto Empedocle insieme a Gioia Tauro stoccherebbero insieme circa 20 miliardi di metri cubi di gas. Enel ha già tutte le autorizzazioni per costruire. Durante un incontro a Roma con il presidente della Regione Renato Schifani, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha rassicurazioni sull’inserimento del gasdotto di Porto Empedocle nel Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima).

Miccichè (Sindaco di Agrigento): “C’è fame di energia”

Il territorio di Agrigento si confronta ogni giorno con la necessità di costruire infrastrutture rispettando vincoli paesaggistici e archeologici. Lo stop deciso dal Tar per la costruzione del metanodotto è stata accolta con rispetto dal sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, che ha evidenziato comunque la “grande fame di energia” del paese. “In questo momento l’Italia ha fame di energia e quest’opera poteva essere importante – ha ammesso il primo cittadino -. Tengo però a specificare che nella mia linea d’indirizzo ha priorità il territorio e il riguardo verso il nostro patrimonio culturale. Rispettiamo la decisione presa dal Tar, come avremmo rispettato la decisione di costruire l’opera se ci fossero state le condizioni per farlo. Come sindaco devo prendermi cura di Agrigento, rispettando tutte le decisioni che la interessano”.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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