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Governo, ‘amministrazione temporanea’ per salvare Isab. Dubbi degli industriali

La mossa del Governo Meloni per lo stabilimento Lukoil messo a rischio dall'embargo al petrolio russo: lo Stato potrà entrare nella proprietà per 24 mesi. Perplessità di Confindustria sulla norma, plauso del sindacato che chiede attenzione anche per la vicenda del depuratore

Sulla crisi dello stabilimento Isab di Priolo arriva la mossa del Governo. Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge per tutelare “impianti e infrastrutture di rilevanza strategica per l’interesse nazionale nel settore della raffinazione di idrocarburi”, dando allo Stato la possibilità di intervenire con una amministrazione temporanea “in caso di grave ed imminente pericolo all’interesse nazionale alla sicurezza nell’approvvigionamento energetico”. Dopo la “lettera di credito” emessa per aiutare l’azienda a comprare il petrolio sui mercati anche dopo l’embargo al greggio di Mosca – che scatterà dal sei dicembre – palazzo Chigi compie un ulteriore passo. “Il Governo interviene per garantire la continuità del lavoro nella raffineria Isab di Priolo che impiega con l’indotto circa diecimila persone”, ha spiegato nella serata di ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Scopo dell’intervento, ha aggiunto la premier, “tutelare al tempo stesso un nodo energetico strategico nazionale e i livelli occupazionali così significativi per la Sicilia e l’intera Nazione”.

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I dettagli del decreto legge

Nel dettaglio, si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri, il decreto dà al Governo la possibilità di intervenire laddove esistano “imminenti rischi di continuità produttiva conseguenti a sanzioni imposte nell’ambito dei rapporti internazionali tra Stati”. Le procedure di amministrazione temporanea, scrive ancora il Governo, possono essere avviate “su istanza delle stesse o anche in assenza di istanza”, e vengono attivate “con decreto interministeriale del Ministero delle imprese e del Made in Italy, Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica”. Quanto alle tempistiche, l’amministrazione temporanea “è disposta per un periodo di massimo 12 mesi, prorogabile una sola volta fino a ulteriori 12 mesi. L’intera disposizione ha carattere temporaneo, con validità sino al 30 giugno 2023”. Il Governo, chiarisce infine il decreto, “può avvalersi anche di società a controllo pubblico operante nel medesimo settore e senza pregiudizio della disciplina in tema di concorrenza”.

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Confindustria, giudizio sospeso

Prudente la reazione di Confindustria Siracusa, che attende la pubblicazione del decreto per un giudizio definitivo. “Stando a quanto si apprende dalla stampa e da fonti governative si tratta di un’apertura significativa, anche se ci sono delle perplessità sulle modalità concrete di attuazione di questa amministrazione temporanea”, dice a FocuSicilia Diego Bivona, presidente degli industriali siracusani. Un intervento di Roma “era necessario per continuare gli acquisti di greggio”, visto che la lettera di credito “non aveva avuto effetti sulle banche”. Al di là del singolo decreto, per Bivona è positiva l’attenzione sul Polo petrolchimico. “Notiamo con piacere che finalmente si è presa coscienza del fatto che l’area di Priolo è strategica per il Paese, essendo una delle punte dell’export nazionale. Sono speranzoso che questa stessa attenzione si avrà quando si distribuiranno le risorse per accompagnare il polo verso la transizione energetica”. Un tema sempre più attuale, ricorda il presidente, “viste le scadenze da parte dell’Europa, che si avvicinano giorno dopo giorno”.

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Filctem Cgil promuove il decreto

Nettamente positivo, invece, il giudizio del sindacato. “Si tratta di un provvedimento importante, che mette immediatamente in sicurezza un asset fondamentale dell’economa siciliana e siracusana in particolare”, commenta Giacomo Rota, segretario generale di Filctem Cgil Sicilia, il sindacato dei lavoratori dell’industria e dell’artigianato. Un intervento a tutela dell’impianto “era stato già chiesto al governo Draghi”, e sollecitato dalle organizzazioni sindacali “attraverso uno sciopero tenutosi il 18 novembre a Siracusa”. Rota punta l’attenzione anche sulla situazione del depuratore consortile. “Abbiamo piena fiducia nella magistratura, ma pensiamo che i posti di lavoro vadano garantiti, anche con l’intervento del governo regionale”. Quanto alla transizione energetica, anche Cgil come gli industriali chiede uno sforzo in più. “Serve un’attenzione maggiore da parte di Roma e di Palermo, considerando che si tratta di processi lunghi, che non si realizzano dall’oggi al domani”.

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Schifani plaude al Governo

Soddisfatto per il decreto anche il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, che in una nota ha espresso “apprezzamento e plauso per la pronta soluzione adottata con il decreto che di fatto salva la Lukoil”, dando atto al governo Meloni “di aver profuso ogni sforzo e di avere mantenuto gli impegni nella direzione della salvaguardia dell’importante polo industriale e soprattutto dei posti di lavoro”. La Regione, ha assicurato Schifani, “farà la propria parte accanto al governo nel mettere in atto tutte quelle misure e iniziative volte ad agevolare e garantire la sopravvivenza dell’impianto e i livelli occupazionali a rischio”. Il tema, ha aggiunto l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, sarà al centro dell’incontro che si terrà domenica 4 dicembre, tra il governo regionale e il ministro delle Imprese Adolfo Urso. “Siamo costantemente al lavoro con Roma per evitare la ‘bomba sociale’ che la chiusura dello stabilimento provocherebbe sul territorio’, ha detto Tamajo.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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