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Guerra in Ucraina, l’impatto in Sicilia nello studio di Cgil. Prezzi su del 10%

Gravi conseguenze in Sicilia dall’embargo del petrolio via mare. Uno studio realizzato per conto del sindacato da Giuseppe Nobile evidenzia sia i segnali di ripresa post pandemia ma anche gli effetti della nuova crisi

Rischia di avere effetti disastrosi sulla Sicilia l’embargo al petrolio russo via mare. Gravi ripercussioni  ci saranno soprattutto sull’Isab di Priolo, l’impianto di raffinazione dell’area industriale di Siracusa controllato dalla Lukoil. In allarme la Cgil. “Oggi- dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino- si aggiunge questo nuovo elemento a una situazione già critica, che vede la Sicilia pagare il prezzo più alto in Italia della guerra in Ucraina”.

Impatto in negativo sull’Economia del 2,5 per cento

Sull’argomento c’è uno studio realizzato per conto della Cgil Sicilia da Giuseppe Nobile che evidenzia sia i segnali di ripresa post pandemia ma anche gli effetti della nuova crisi, a partire dalla riduzione della crescita in Italia nel 2022 dal 3,6 per cento al 2,3 per cento (stima Prometeia). Per la Sicilia lo studio evidenzia la diminuzione dell’export, il calo dei flussi turistici provenienti da quell’area (che erano corposi nel 2019 con 273 mila presenze  dalla Russia, il 3,6 per cento del totale degli stranieri, per una spesa generata di circa 25 milioni di euro), una crescita generale dei prezzi al consumo più sostenuta che nel resto del Paese, forti rincari soprattutto nel settore energetico con conseguente crescita della povertà e delle disuguaglianze.  In generale a livello di sistema Paese, rileva il documento, “il peso dei Paesi in conflitto come mercato di sbocco dei principali partner commerciali è inferiore al 2,5 per cento”. Va peggio per le importazioni soprattutto per quanto riguarda metallurgia, produzione di energia elettrica e agroalimentare, i settori dove si importa di più.  Nel 2022 la stima di aggravio della bolletta energetica nel Paese per le famiglie è di 30miliardi e per le imprese non energetiche di 25 miliardi. 

In Sicilia prezzi cresciuti di oltre il 10 per cento

Sul differenziale della crescita dei prezzi al consumo della Sicilia, rileva lo studio, influisce “la perifericità dell’isola”. Aumenti corposi nell’isola ci sono stati per i generi di largo consumo: i prodotti alimentari in Sicilia sono cresciuti del 10,3 per cento (Italia 7 per cento), le spese per abbigliamento del 4,4 per cento (Italia 2,7 per cento), per abitazioni , acqua, elettricità e gas del si sono registrati aumenti del 19,2 per cento (Italia 16,2), per i trasporti del 17,7 per cento (dato nazionale 15,8 per cento). “I rincari in corso- è scritto nello studio – accentuano una forma insidiosa di povertà già rilevata , la “povertà energetica”, quella condizione cioè di una famiglia il cui accesso ai servizi energetici implica una distrazione dal paniere di consumi che costituisce il minimo essenziale”.  Nella condizione di dovere ridimensionare consumi essenziali per il caro bolletta si trovava 2018 (dato della Cgia di Mestre) una quota di famiglie siciliane tra 491 mila e 722 mila. “Oggi la situazione non può che essere peggiorata” rileva Mannino.

“Sicilia sospesa tra scenario di crescita e crisi”

La Sicilia, secondo lo studio della Cgil, si trova oggi sospesa “fra lo scenario di crescita promosso dai piani di ripresa elaborati come risposata alla crisi dovuta alla pandemia e l’impatto delle  tensioni geo politiche”. “ E’ chiaro che servono adeguate misure di contrasto – afferma Mannino – e l’utilizzo appropriato delle risorse a disposizione a partire dagli investimenti in infrastrutture previsti dal Pnrr”. La Sicilia, dice lo studio realizzato da Nobile- “risulta al momento la prima beneficiaria delle risorse finora assegnate, 5,9 miliardi, come probabile conseguenza delle dimensioni delle opere pubbliche finanziate. “Le amministrazioni locali dovranno essere all’altezza- dice Mannino- così come la politica a tutti i livelli, a partire da quella regionale”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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