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I furti di arance in Sicilia sono in calo. Ma per i produttori è ancora emergenza

A gennaio il grido d’allarme del presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia Igp, Gerardo Diana. I successivi controlli interforze in campagna e nei mercati riducono, ma non annullano, le razzie

Lottare i parassiti, contrastare la siccità, temere la grandine, affrontare l’aumento dei costi del carburante e dell’energia e, quando l’arancia rossa è pronta per la raccolta, ecco che arrivano i predoni. Si tratta di ladri specializzati nel furto di un prodotto di eccellenza, come l’arancia rossa Igp che fruttifica in un ampio territorio che abbraccia le province di Catania, Enna e Siracusa, abili a colpire gli agrumeti in modo seriale,  sapendo dove e quando. Pochi soggetti che si presentano nei fondi agricoli al calar della sera, per dileguarsi prima dell’alba, con un’auto per dare meno nell’occhio in cui stipare anche una tonnellata e mezza di arance, che verranno poi rivendute al mattino. La scelta ricade sul frutto migliore, quello che ha un alto costo di produzione e che finisce agli angoli delle strade a 50 centesimi.

“Arance arrobbate” garanzia di un elevato rapporto qualità/prezzo

Un affare per chi vende, ma anche per chi compra, che porta in tavola un prodotto d’eccellenza ad un costo irrisorio, probabilmente non ponendosi nemmeno il problema se il suo acquisto non sia stato anche una forma di complicità nel furto di un’arancia costata tantissimo a chi l’ha prodotta. Eppure, un bene di altissima qualità venduto a cinquanta centesimi sotto casa, dovrebbe indurre a riflettere sulla provenienza e su quel che costa al produttore. E per gli agrumicoltori al danno si aggiunge la beffa: quella di vedere i cartelli in bella mostra con la scritta “arance arrobbate” accanto alle “piramidi” di frutto sul cassone di una motoape o nel bagagliaio di un’auto, una scritta che per il consumatore diventa, invece, garanzia di un elevato rapporto qualità/prezzo.

Controlli interforze nelle aree rurali, sulle strade e nelle città

A lanciare l’allarme furti negli agrumeti sul finire dello scorso mese di gennaio, è stato il presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia Igp, Gerardo Diana, che in una lettera ai prefetti di Catania, Enna e Siracusa ha scritto: “I furti di agrumi sono giunti ad un livello molto elevato e questo accade nel periodo più intenso della raccolta, con le aziende agrumicole impegnate nella commercializzazione del frutto più pregiato”. Dopo qualche giorno si è svolta la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e, immediati, sono scattati i controlli interforze nelle aree rurali, sulle arterie che vi accedono, sulla filiera di distribuzione e di vendita del prodotto per scovare gli ambulanti – il più delle volte abusivi – con la merce rubata e per garantire il tracciamento dei prodotti agricoli. In assenza, al momento, di dati statistici sui controlli eseguiti in questi due mesi, sono gli operatori agrumicoli, che hanno riscontrato una minore incidenza dei furti nei fondi, a certificare la loro efficacia.

“Furti in calo e vicinanza delle istituzioni”

“Abbiamo constatato una quantità minore di furti dal momento in cui si è riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza, ma soprattutto abbiamo sentito la vicinanza delle istituzioni, del Prefetto, delle Forze dell’Ordine – dichiara Gerardo Diana, presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia Igp – . Due ore dopo la conclusione di quella riunione, sono scattati i controlli e questo ha contribuito a riportare serenità in noi operatori. Devo sottolineare che sono state molto importanti le operazioni eseguite dal Nucleo Operativo del Corpo Forestale presso il mercato ortofrutticolo di Catania e nelle bancarelle, volte alla tracciabilità dei prodotti agroalimentari. Anche al mercato sono state individuate partite di merce rubata”.

Finisce la campagna agrumicola, ma non finiscono i furti

La stagione della raccolta delle arance volge al termine, ma il problema dei furti persiste. Cambiano i prodotti e si modificano gli obiettivi dei predoni: non di rado chi colpisce in campagna si rivolge anche alle attrezzature, a volte anche costose, la cui sottrazione rappresenta un grave danno per gli agricoltori.
“Sino a Pasqua proseguirà la raccolta del prodotto nella zona agrumicola tardiva e, dunque, i controlli si limiteranno a queste zone, che sono quelle prese di mira dai furti – specifica Diana –. Certamente il problema non si esaurisce con la raccolta delle arance, perché i ladri prenderanno di mira altri prodotti della terra. Adesso inizieremo ad irrigare, installeremo motori e filtri e quindi ci sarà sempre qualcosa che alletterà i ladri. Bisogna continuare sulla strada tracciata in Prefettura per evitare che un agricoltore si ritrovi da solo circondato dai malviventi. Il ricordo di quel che accadde a Lentini (l’uccisione di due ladri da parte dei guardiani di un fondo agricolo ndr.) è ancora vivo e tutti siamo impegnati affinché quello scenario non si verifichi mai più”.

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Pietro Nicosia
Pietro Nicosia
Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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