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I partner del credito nella partita dei rincari energetici per le imprese

“Gas & energy, contesto di mercato e strumenti di copertura”, un incontro organizzato da UniCredit, Confindustria Sicilia e Confindustria Catania sul ruolo del sistema bancario a supporto delle aziende per far fronte ai costi energetici e delle materie prime

Il sistema bancario dovrà svolgere un ruolo di grande responsabilità nella complessa partita che stanno affrontando le imprese di fronte ai rincari delle materie prime e dell’energia. Il tema è stato al centro dell’incontro “Gas & energy” che si è tenuto oggi nella sede di Confindustria Catania, durante il quale è emerso senza mezzi termini che il mercato energetico continuerà a condizionerà fortemente l’attività d’impresa. “I prezzi delle materie prime anche nel 2023 non caleranno, mentre per l’energia poco possono fare i viaggi della speranza”, ha detto il presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, riferendosi anche all’attività di respiro internazionale condotta dal governo, “che ci sta portando a tornare da partner che avevamo abbandonato”.

I costi da sostenere per l’energia pulita

Come emerso dagli interventi dei relatori, infatti, se da una parte ci si sgancia dalla dipendenza energetica di un unico grande Paese come la Russia, si potrebbe però amplificare su più Paesi il rischio geopolitico che può condizionare l’approvvigionamento. Albanese ha poi richiamato problematiche come la transizione green e le emissioni da limitare entro le scadenze del 2030 e del 2050: “Energia pulita sì, ma con quali costi e con quali sforzi, e come compensarli?”, si è chiesto il presidente degli industriali siciliani, facendo eco poi alla proposta di Confindustria nazionale: trovare un rimedio per modificare la borsa del mercato dell’energia, con una piattaforma comune a livello europeo per agire sui grandi volumi e sui maggiori produttori.

Piccole imprese siciliane, maggiore impatto

“Le imprese siciliane si trovano in linea generale nella media – ha osservato Salvatore Malandrino, responsabile Sicilia di Unicredit – ma con un tessuto economico fatto di piccole e piccolissime imprese, è stato maggiore l’impatto dell’aumento del costo dell’energia e a differenza delle grandi imprese, che già utilizzavano strumenti di copertura ed erano abbastanza tutelate, le piccole e piccolissime hanno subito immediatamente l’impatto”. Diffondere una cultura d’impresa è tra le prime necessità per contenere i rischi e Unicredit ha messo a disposizione team di specialisti per le imprese maggiormente esposte, per sviluppare una strategia a medio e lungo termine. L’istituto di credito ha messo in campo a marzo 2022 un plafond di tre miliardi di euro, ha stretto a maggio accordi con le imprese associate con Confindustria per erogare liquidità a condizioni agevolate e a settembre ha messo a disposizione un ulteriore plafond di cinque miliardi di euro per famiglie e imprese. Opportunità che per Malandrino devono essere colte in particolare “dalle imprese cosiddette energivore, ma anche da quelle legate alla trasformazione agroalimentare e dalla grande distribuzione organizzata”. Partendo dalle analisi della banca, Andrea Ronchi, (consulente corporate business Italy commodity sales) e Riccardo Del Bianco, (responsabile corporate business Sicilia di UniCredit), hanno analizzato gli strumenti di copertura dei costi energetici a sostegno delle imprese, quelli messi in piedi dal Governo e quelli previsti dall’Unione europea.

Grandi ostacoli per la crescita del Pil etneo

“La nostra è la provincia siciliana con il Pil più alto, il 23 per cento dell’Isola – ha ricordato Antonello Biriaco, presidente degli industriali etnei – e non a caso l’incontro con Unicredit si svolge a Catania, territorio che contribuisce alle esportazioni per oltre due miliardi di euro. Ci troviamo al centro di investimenti importanti e che cresceranno ancora, come quelli della StMicroelectronics e di Enel Green Power che pochi giorni fa ha inaugurato il primo stabilimento in Europa per la produzione di pannelli fotovoltaici. Non dimentichiamo le Zes, che stanno dando un grandissimo impulso allo sviluppo del territorio”. La visione però è fatta di luci ma anche di ombre, perché se da una parte le grandi aziende riescono ad investire, “questo processo potrebbe essere rallentato – ha aggiunto Biriaco – se non si hanno determinati accorgimenti per gli aumenti del costo dell’energia e delle materie prime. Si tratta di un grandissimo ostacolo per la crescita del Pil”. Anche per questo le imprese devono capire meglio quali siano gli strumenti messi in campo dalle banche, “che noi chiamiamo – ha sottolineato Biriaco – partner principali delle aziende, del territorio e di tutto quello che ruota intorno alle infrastrutture e alla crescita”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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