fbpx

Il Castagno dell’Etna in Europa, occasione per economia sostenibile

Il Castagno dei cento cavalli rappresenta l'Italia nel concorso europeo per il titolo di albero dell'anno 2022. Uno stimolo per riscoprire il valore del legno e in generale dell'economia sostenibile favorita dagli alberi, utilissimi anche nella lotta agli incendi. Ne abbiamo parlato con Tommaso La Mantia, docente ordinario di Ecologia forestale all'Università di Palermo

Appurato che il Castagno dei cento cavalli è l’albero vivente con la maggiore circonferenza al mondo, potremmo adesso essere vicini a verificare l’età del grande castagno dell’Etna e forse dimostrare che è anche il più vecchio del pianeta. Attualmente viene considerato vecchio di circa 3 mila anni. La ricerca, di per sé piuttosto complessa, “si potrebbe portare a termine con l’applicazione di tecniche diverse ormai ben collaudate”, dice a FocuSicilia Tommaso La Mantia, botanico dell’Università di Palermo. La Mantia è lo studioso che ha certificato l’unicità del millenario Castagno dei cento cavalli, sull’Etna, tramite l’analisi del Dna. Un fatto storico, che mette fine a un dibattito che va avanti da secoli e di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Valore del legno e lotta agli incendi

Con lui abbiamo parlato anche dell’importanza degli alberi monumentali in Sicilia, del valore economico del legno di castagno e di semplici ricette per il miglioramento degli ambienti verdi e la prevenzione degli incendi. Molto importante è anche il concorso per albero europeo dell’anno a cui il Castagno dei cento cavalli partecipa in rappresentanza per l’Italia. Naturalmente c’è l’invito ai cittadini italiani di votare, a questo link, il monumento vegetale che vive sull’Etna, ma anche “alle amministrazioni locali e al Parco dell’Etna a non lasciarsi sfuggire una occasione così importante” per promuovere la conoscenza dell’albero e l’amore per la natura e l’ambiente.

Ambiente in Costituzione per generazioni future

La Mantia, docente di Ecologia forestale, esprime anche un grande apprezzamento della modifica costituzionale che introduce il principio fondamentale della salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità. “Questa tutela è di grande valore soprattutto per le generazioni future”, commenta lo scienziato, e dimostra che siamo “a un livello di consapevolezza mai visto prima”. Guarda il video con l’intervista a Tommaso La Mantia

Uomini, economia e natura

Un aspetto fondamentale riguarda l’importanza per l’uomo della coltivazione del castagno e degli alberi che hanno anche un valore economico, oltre che ambientale. Anzi La Mantia ci tiene a sottolineare che in certi casi l’economia è la prima alleata della natura, anche contro gli incendi catastrofici che a ogni estate devastano la Sicilia: “Io sono uno strenuo sostenitore del rilancio di tutte quelle attività che garantivano il presidio umano e la gestione attiva del territorio”. Nel rispetto degli ambienti naturali, specifica La Mantia, “coltivazioni di castagni, querce da sughero, frassini da manna ed erica se non gestite o abbandonate sono sicura preda del fuoco. Oggi sappiamo esattamente come utilizzare il legno prelevandolo dai boschi senza comprometterne l’equilibrio, in modo sostenibile”. Invece da decenni “purtroppo prevale l’abitudine a importare legno semilavorato dall’estero e soprattutto dalla Francia. Questa è una pratica che danneggia l’economia e l’ambiente, poiché il trasporto è inquinante”, mentre da noi i boschi vengono abbandonati e si perde anche una fonte di lavoro e di reddito.

Etna rifugio di vegetali dai tempi della glaciazione

“Dovremmo utilizzare il legno locale per quanti più usi possibile, questo dovrebbe essere un imperativo – insiste il botanico – perché questo è sostenibile, mentre usare la plastica no”. Tra le buone pratiche ancora esistenti, La Mantia cita l’istituzione del “Museo del castagno a Milo, sull’Etna, dove ancora l’attività di lavorazione del legno locale è molto vivace”. L’Etna, che forse è stato il rifugio di tante essenze arboree ai tempi della glaciazione, vista la grande presenza di boschi, potrebbe essere al centro di un “progetto di turismo e conoscenza come la via del castagno, sull’esempio di quelle esistenti sulle Alpi”. Un percorso che coniughi natura e cultura, visto che lo sviluppo delle comunità umane “è sempre stato fortemente segnato dal rapporto con gli alberi”.

- Pubblicità -
Turi Caggegi
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

19,385FansMi piace
462FollowerSegui
313FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli