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Parco eolico, Filctem Cgil Sicilia chiede conferenza di servizi con le parti sociali

Il sindacato chiede di evitare "posizioni aprioristiche", ma al contempo ribadisce “l’urgenza di un confronto sul mega impianto della società Renexia nelle acque delle isole Egadi"

“È un errore schierarsi aprioristicamente a favore o contro il parco eolico al largo delle Egadi. Occorre analizzare bene le opportunità e le eventuali ricadute negative e comunque tenere conto del fatto che l’accelerazione sulle rinnovabili è fondamentale per calmierare il caro energia, che la capacità produttiva da fonti rinnovabili in Italia dovrà crescere al 2030 fino a 114 gigawatt (contro i 56 GW al 2020) e che dovrà realizzarsi un taglio delle emissioni di gas serra del 51 per cento rispetto al 1990”. Lo sostiene la Filctem Cgil siciliana che, in una nota del segretario generale Giacomo Rota e del componente di segreteria Franco Lannino, rileva “l’urgenza di un confronto, che finora non c’è stato, sul mega impianto che Renexia intende istallare nelle acque delle isole Egadi. La Filctem in particolare chiede “una conferenza di servizi con la partecipazione di tutte le parti sociali”.

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I numeri dell’eolico

“Le preoccupazioni sull’impatto sull’ambiente e sulle attività di pesca (già espresse anche dalla Flai Cgil) sono legittime, per questo occorre andare a fondo col confronto e con il coinvolgimento delle parti sociali”. Un “dato però è certo”, sottolineano Rota e Lannino, “le grandezze che ci sono in campo non possono essere sottovalutate e meritano attenzione: 9 miliardi d’investimento; un potenza installata di 2.793 MW; 190 turbine ognuna da 14,7 MW; 17.500 occupati di cui seimila in Sicilia nella fase di realizzazione e 1.500 di cui 700 in Sicilia per la durata della gestione. Questa nuova capacità di produrre energia elettrica da fonti rinnovabile si sommerebbe a quella ad oggi generata in Sicilia dall’eolico per 1.871,618 MW, dal solare per 678 MW (640 nelle reti di media e bassa e 38 MW nell’alta tensione) e 150 MW dall’idroelettrico ad asta fluente.

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“Eccezionale ricchezza energetica”

“Quindi, avremmo una capacità produttiva da fonti rinnovabili complessivamente pari a 5.492,618 MW”, proseguono dal sindacato, “che è di gran lunga superiore ai 3.200 MW necessari per soddisfare il fabbisogno alla punta che si è registrato in Sicilia nelle ore invernali di massima richiesta di energia elettrica. Dunque, una eccezionale ricchezza energetica e un surplus di potenza elettrica green da utilizzare per potere alimentare la filiera della produzione di idrogeno verde che troverebbe naturale collocazione nei siti delle centrali termoelettriche e nei petrolchimici, nonché per implementare lo storage elettrico attraverso il potenziamento dei bacini idroelettrici. Opportunità, questa dell’ampliamento degli invasi idroelettrici”, proseguono, “che, oltre ad essere fondamentale per il bilanciamento delle reti elettriche, consentirebbe di avere ulteriori scorte di milioni di mc di acqua disponibili per le esigenze delle comunità”.

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In conclusione, per la Filctem “se in perfetta armonia con tutti gli altri interessi in campo e con la tutela dell’ambiente, da verificare con il confronto e il dialogo costante, oltre a contribuire agli obiettivi di contenimento delle emissioni dei gas climalteranti, che sono tra le cause principali del surriscaldamento globale e degli eventi climatici estremi, le fonti rinnovabili e segnatamente l’eolico offshore possono essere una straordinaria occasione di sviluppo e di crescita per la Sicilia”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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