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Il divario Nord-Sud? Si può colmare attraverso il mare

Infrastrutture, porti e Zes sono la chiave per la crescita del Mezzogiorno. A Catania l'incontro Ance Giovani. Tra gli intervenuti, il ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare Nello Musumeci. Gli investimenti in Sicilia: infrastrutture per 12 miliardi di euro

Il mare è la “carta del mazzo” che l’Italia non ha mai giocato per tornare a essere competitiva in Europa e nel mondo. Con assetti geopolitici nel mar Mediterraneo in continuo cambiamento a seguito della crisi del canale di Suez, il Mezzogiorno può tornare a essere protagonista. Questo a patto di una programmazione seria e concreta, che manca da oltre un secolo, e che possa lasciarsi alle spalle la “questione meridionale”, concentrandosi su una più larga scala. Una sfida lanciata al Palazzo Biscari di Catania dal ministro delle Politiche del Mare Nello Musumeci, in occasione del X Convegno Giovani Ance del Mezzogiorno: “La geografia – commenta Musumeci – incide sulle scelte politiche, economiche e di sviluppo di un territorio. Per caratteristiche diverse in Italia si sono sviluppati due sistemi”.

Nord e Sud: due sistemi, ma uno non esclude l’altro

I due sistemi, per il ministro, sono “quello Nord, che ha rivolto il suo interesse verso il cuore del continente, e quello Sud, che ha posto lo sguardo sul mar Mediterraneo. Uno non esclude l’altro, per rendere l’Italia un Paese competitivo nel mondo, ponendo al centro una “questione nazionale”. Un obiettivo del governo Meloni, che ha messo in campo il Piano Mattei per rafforzare gli scambi e le interazioni con alcuni Paesi del Mediterraneo e del nord Africa”. Un’opportunità per il meridione, che non può sottovalutare l’assenza di adeguate infrastrutture che lo rendano competitivo. Una questione al centro del Convegno delle associazioni giovanili dei costruttori di Sicilia, Calabria, Campania e Puglia (Ance Giovani) – moderato dal giornalista Michele Guccione – che ha puntato l’attenzione sullo sviluppo portuale, ferroviario e della Zona Economica Speciale.

Il Ponte e le ricadute positive per l’Isola

Tra le macro-opere più attese e dibattute il Ponte sullo Stretto di Messina: “Diverse le ricadute positive per la nostra Isola: dai 37 mila posti di lavoro alle realizzazione di altre infrastrutture a esso connessi, come il rafforzamento delle reti stradali, autostradali e ferroviarie – sottolinea il presidente di Ance Giovani Sicilia Marco Colombrita – Dati dimostrano che le infrastrutture e l’alta velocità contribuiscono a ridistribuire l’occupazione nei territori in cui i dati sono poco incoraggianti“. Un tema, dunque, che non abbraccia solo l’aspetto economico, ma anche quello sociale, come evidenziato dal presidente di Ance Catania Rosario Fresta.

Infrastrutture: investimenti per 12 miliardi di euro

Nonostante le criticità e le opere ancora da realizzare, come evidenziato dal presidente di Ance Sicilia Santo Cutrone – e le difficoltà legate all’insularità – per cui il governo Regionale ha avanzato delle richieste specifiche al Governo nazionale ed europeo – la Sicilia è un esempio concreto. “L’Amministrazione pubblica non può che sostenere le iniziative volte allo sviluppo – dichiara l’assessore all’Economia della Regione Siciliana Marco Falcone – Tra la passata legislatura e quella attuale sono stati investiti circa 12 miliardi in autostrade, ferrovie, porti e strade secondarie, registrando una crescita di oltre un miliardo nel 2023 e dati positivi anche per il 2024″.

A Catania waterfront e traffico marittimo

Non solo investimenti, ma anche capacità di gestione e riorganizzazione della logistica giocano un importante ruolo in questa partita. Tra gli esempi l’impegno dell’amministrazione di Catania con interventi mirati nelle principali infrastrutture, quali il porto. In quest’ultimo – afferma il sindaco etneo Enrico Trantino – sono iniziati i lavori per migliorare il waterfront e per razionalizzare il traffico marittimo, indirizzando quello mercantile nel porto di Augusta e quello commerciale nella città dell’Elefante.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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